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Il Savoia vince anche in Tribunale. Lo sfogo di Matachione: «Giorni insonni, ma ora nessuno potrà più fermarci»

di Michele Caffarelli

La battaglia si è spostata dal prato verde alle aule del Tribunale Federale Nazionale, ma l'esito finale non è cambiato: il Savoia ha vinto e difeso la propria, meritatissima, Serie C. Dopo giorni di altissima tensione per le intricate vicende extra-calcistiche legate al Girone I di Serie D, il presidente del club oplontino, Nazario Matachione, ha affidato ai social un lungo e liberatorio sfogo.

Il post è arrivato a margine dell'attesissima udienza che si è tenuta oggi, 12 maggio, a Roma. Il Tribunale Federale Nazionale era chiamato a pronunciarsi sul cosiddetto "Caso Messina": un ricorso presentato dalla Reggina (con l'appoggio di Acireale e Sancataldese) che chiedeva l'esclusione della formazione peloritana dal campionato per presunte irregolarità nei contratti siglati dalla precedente gestione societaria. Se l'offensiva legale fosse andata a buon fine, la classifica sarebbe stata stravolta, assegnando clamorosamente la vittoria del girone alla squadra calabrese a discapito del Savoia.

Di fronte allo spettro di uno "scippo" a tavolino, il Savoia si è costituito in giudizio. E oggi, dopo la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il patron Matachione ha voluto raccontare ai tifosi il retroscena di una settimana da incubo, vissuta con un profondo senso di responsabilità verso Torre Annunziata.

"In questa settimana non ho dormito", ha esordito il numero uno del club oplontino. "Ho studiato, approfondito ogni dettaglio e infine scelto di essere presente e discutere personalmente in udienza, da solo, per la mia città, per i nostri tifosi e per tutti coloro che hanno creduto in noi".

Un macigno che il presidente ha scelto di portare in silenzio, assorbendo la pressione per non allarmare l'ambiente: "Ho cercato di nascondere ogni preoccupazione, assumendomi sulle spalle il peso delle tensioni e delle responsabilità, perché Torre Annunziata non doveva vivere neppure un istante di inquietudine. Questa città merita di sentirsi protetta e rappresentata con coraggio".

Matachione rivendica con orgoglio il successo ottenuto contro avversari agguerriti non solo sul rettangolo di gioco, ma anche nei corridoi della giustizia sportiva: "Oggi abbiamo ottenuto una vittoria non soltanto sul campo, ma anche fuori, contro uno studio internazionale che assisteva la Reggina e contro altre società che, in linea con la stessa Reggina, tentavano di sovvertire il verdetto conquistato sul terreno di gioco, Sancataldese e Acireale".

Nonostante l'asprezza della battaglia legale (nei giorni scorsi il patron del Savoia aveva duramente invitato la dirigenza amaranto a ritirare il ricorso per evitare ulteriori "umiliazioni"), nel suo messaggio c'è spazio anche per la sportività: "Rivolgo un pensiero sincero ai tifosi della Reggina, che non meritano un’altra delusione".

La chiosa del post è dedicata agli alleati che hanno condiviso con lui la "trincea" del TFN: i nuovi proprietari del Messina, che non avevano alcuna responsabilità sui fatti contestati (relativi alla vecchia gestione). "Sono felice per i miei nuovi amici Justin (Davis, ndr) e Morris (Pagniello, ndr), ai quali auguro di poter scrivere pagine importanti per il Messina calcio", scrive Matachione, prima di rivolgere "un riconoscimento speciale all’amico Eduardo Chiacchio", il celebre avvocato esperto di diritto sportivo che ha difeso con successo il club siciliano[3].

Ora che anche l'ultima ombra giudiziaria è stata spazzata via, per Torre Annunziata è finalmente arrivato il momento di godersi il ritorno nel calcio professionistico senza più alcun patema. Il verdetto del campo, da oggi, è intoccabile: "Nessuno potrà più fermarci. Né dentro né fuori dal campo. Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia!".


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