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Il "Derby dei nervi tesi": chi ha paura della Serie C? La risposta in Vado-Ligorna

di Anna Laura Giannini

C’è una sottile linea rossa che separa l’ambizione dalla vertigine. E domenica 15 marzo, allo stadio "Ferruccio Chittolina" di Vado Ligure, quella linea verrà cancellata dai tacchetti di ventidue giocatori chiamati all'appuntamento con la storia.

Vado contro Ligorna. Prima contro seconda. Un punto di distanza. Sarebbe già un copione da film così, ma l'ultimo turno di campionato ha aggiunto un tocco di thriller psicologico che rende tutto ancora più drammatico.

Parliamoci chiaro: quello che è successo domenica scorsa ha del clamoroso. Il Ligorna capolista cade in casa contro il Gozzano; il Vado, che aveva il match point per il sorpasso, si fa infilzare a Varese. È il classico "ciapa no", la paura di vincere che attanaglia anche le gambe più forti.
Le due regine del Girone A sembrano aver frenato bruscamente davanti al traguardo, guardandosi negli occhi come due pugili suonati che aspettano la mossa dell'altro. Ma ora il tempo delle attese è finito. Lo scontro diretto non è più solo una partita: è una seduta di psicanalisi collettiva.

Chi ha davvero la forza mentale per prendersi il Professionismo? Non è solo una questione di punti, è uno scontro di filosofie e di storie. Da una parte il Vado, la nobiltà del calcio ligure, la squadra che ha vinto la prima storica Coppa Italia nel 1922 e che da quasi ottant'anni vive nel purgatorio dei dilettanti, sognando un ritorno che per blasone e piazza sarebbe doveroso. Dall'altra il Ligorna, la "Cenerentola" terribile, espressione di un quartiere di Genova che si è fatto grande, che non è mai stata in Serie C nella sua storia e che vive con l'entusiasmo di chi sta toccando il cielo con un dito.

I genovesi arrivano a Vado con quel punticino di vantaggio che vale oro, ma che pesa come piombo. Sanno che un pareggio potrebbe bastare per tenere il comando, ma sanno anche che giocare per il pareggio al "Chittolina", contro questo Vado ferito, equivale a un suicidio. I rossoblù di casa, spinti dal loro pubblico, non hanno alternative: devono vincere per operare il sorpasso e cancellare l'amarezza di Varese.

Domenica 15 marzo non si gioca solo per la classifica. Si gioca per capire chi, tra la Regina e l'Outsider, ha smesso di tremare. La Liguria trattiene il fiato: la Serie C passa da qui, e non ci sono più fermate intermedie.


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