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Il Caldiero ritrova sé stesso: la cura Soave funziona grazie ai "gregari nobili"

di Michele Caffarelli

Il Caldiero Terme ha ritrovato la propria identità. Dopo un avvio di stagione complicato, il progetto tecnico di Cristian Soave sta finalmente prendendo forma, grazie a una serie di innesti mirati durante la sessione invernale di mercato e a un lavoro metodico che ha trasformato un gruppo eterogeneo in una squadra dalle caratteristiche ben definite.

La filosofia che guida questa rinascita è chiara: sacrificio, intensità e spirito di squadra prima di tutto. Non stelle individuali, ma combattenti pronti a lottare su ogni pallone, elementi capaci di garantire continuità e affidabilità in ogni zona del campo. Una ricetta che sta funzionando, come dimostrano le ultime prestazioni e l'atmosfera che si respira all'interno dello spogliatoio.

Tra i nuovi arrivi, Luca Zanetti si è imposto come figura centrale. Jolly tattico capace di ricoprire praticamente ogni ruolo, il centrocampista ha portato esperienza, chilometraggio e mentalità vincente maturata negli anni trascorsi al Legnago Salus, anche in Serie C. La sua duttilità lo ha reso elemento prezioso per Soave, sempre alla ricerca di soluzioni diverse a seconda delle esigenze della partita.

«Appena arrivato ho percepito immediatamente passione e amore per il Caldiero, i migliori ingredienti per arrivare lontano», ha dichiarato Zanetti, sottolineando fin da subito la sintonia trovata con ambiente e compagni. Un impatto che non si è limitato alle parole: contro il Leon, il centrocampista ha timbrato il cartellino, regalando a Soave uno dei gol tanto attesi dai centrocampisti.

Il tecnico del Caldiero reclamava da tempo maggiore prolificità dalla mediana, e nella sfida contro il Leon è stato accontentato due volte. Oltre a Zanetti, ha trovato la rete anche George Petdji, elemento di qualità che vanta un ottimo feeling con la porta avversaria ma che fino a quella domenica non aveva ancora segnato in questa stagione.

«L'aspettavo da tanto, ma è stato importante anche non averne subiti», ha commentato Petdji, riferendosi non solo al gol ma anche alla prestazione difensiva della squadra. Proprio lui, schierato davanti alla difesa al posto di Zazzi nelle ultime due gare, ha confermato la propria affidabilità anche in fase di non possesso, arrivando persino a un tuffo disperato per respingere con il corpo uno degli ultimi assalti avversari.

Altro elemento che sta facendo la differenza è Andrea Viviani. Il centrocampista, ex settore giovanile dell'Atalanta e della Primavera del Bologna di Luciano Zauri, si è affermato come certezza assoluta, indipendentemente dal minutaggio concessogli. Che giochi due minuti o novanta, Viviani garantisce sempre la stessa intensità e lo stesso spirito combattivo.

«Uno di quelli che vorresti sempre avere», l'ha definito Soave, elogio significativo che la settimana dopo settimana trova conferma sul campo. Il mediano possiede quel "fuoco dentro" che si traduce in grinta, determinazione e capacità di elevare il livello dei compagni. Non a caso, condivide con Ruggeri un passato comune nelle giovanili nerazzurre dell'Atalanta, esperienza che ha forgiato il carattere di entrambi.

La sua presenza in mezzo al campo rappresenta un punto di riferimento, un elemento a cui è possibile chiedere qualsiasi tipo di prestazione con la certezza di essere ripagati immediatamente. Una qualità preziosa in un campionato equilibratissimo come il girone del Caldiero, dove le differenze sono minime e ogni dettaglio può fare la differenza.

La campagna acquisti di gennaio è stata caratterizzata da oculatezza e concretezza. Oltre a Zanetti e Viviani, il club ha portato in dote Massimo Zappa, laterale destro anch'egli con un passato nelle giovanili atalantine. Zappa si è integrato rapidamente negli schemi di Soave, diventando inquilino fisso di uno spogliatoio che il tecnico ha costruito pezzo dopo pezzo, creando un ambiente armonioso e coeso.

Sulla corsia opposta, Giacomo Ruggeri ha completato il mosaico. Nonostante un lungo periodo di inattività, l'esterno si è presentato tonico e determinato fin dall'esordio. Anche lui proveniente dal settore giovanile dell'Atalanta, dove ha condiviso gli anni formativi con Viviani, Ruggeri ha dimostrato concretezza ed adattabilità, pur non operando nella sua posizione naturale. I segnali positivi lanciati fin dal primo contatto con il presidente Filippo Berti e il direttore sportivo Michele Sebastiani hanno trovato conferma sul campo.

Il lavoro di Soave sta dando frutti concreti. Il tecnico si è trovato di fronte a una rosa quasi completamente rinnovata e ha avuto bisogno di tempo per costruire equilibri e automatismi. Infinite gocce di sudore, come testimonia chi segue da vicino la squadra, si sono trasformate in un meccanismo sempre più rodato e affidabile.

Il Caldiero è diventato un gruppo dalla scorza dura, capace di soffrire quando serve e di mantenere solidità in ogni reparto. Gli equilibri costruiti in questi mesi rappresentano il frutto di un processo graduale ma costante, che ha visto la squadra crescere partita dopo partita.

«Siamo una squadra molto forte, con tanti over e gente che la categoria la conosce parecchio bene», ha dichiarato Zanetti, esprimendo la consapevolezza di far parte di un organico competitivo e strutturato.

Il mercato del Caldiero potrebbe non essere ancora chiuso. Nicolò Baldani ed Edoardo Furini sono pronti a unirsi al gruppo, probabilmente già in occasione del derby contro il Chievo, in programma tra dieci giorni. Si tratta di altri due elementi dal profilo combattivo, innesti che arrivano nel momento chiave della stagione per rinforzare ulteriormente una rosa che sta trovando la propria dimensione.

L'attesa per il loro debutto è alta, perché rappresentano ulteriori tasselli di un puzzle che Soave sta componendo con pazienza e competenza. Due combattenti che andranno ad aggiungersi a un gruppo già coeso e motivato.

Il contesto in cui opera il Caldiero è particolarmente competitivo. Nel girone ci sono ben tre sestultime ferme a quota 27 punti, dato che evidenzia l'estremo equilibrio della classifica. A titolo di confronto, negli altri campionati di categoria, escluso il girone G con l'Ischia a 26 punti, non si va oltre i 24 punti per le squadre in quella posizione.

Questo significa che ogni partita può modificare sensibilmente gli scenari, e che la continuità di risultati diventa fondamentale. Il Caldiero sembra aver trovato la formula giusta proprio nel momento in cui serviva, costruendo una base solida su cui poggiare le proprie ambizioni.

L'energia che la squadra trasmette è palpabile in ogni angolo, dentro e fuori dal campo. I nuovi arrivati hanno portato non solo qualità tecniche, ma anche mentalità vincente e voglia di mettersi in gioco. L'amalgama creato da Soave tra elementi esperti e giovani motivati sta producendo risultati tangibili.

I conti del Caldiero Terme iniziano finalmente a quadrare, grazie a quello che è stato definito un gruppo di "assetati e deliziosi manovali": giocatori forse non appariscenti, ma fondamentali, capaci di sporcarsi le mani e di trasformare il sudore in prestazioni concrete. La strada verso gli obiettivi stagionali appare ora più chiara, percorribile grazie a un collettivo che ha ritrovato compattezza, identità e, soprattutto, fiducia nei propri mezzi.


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