«Il Barletta deve accendersi: la maglia pesa, ora servono solo i tre punti» parla Massimo Paci
L’era di Massimo Paci sulla panchina del Barletta inizia ufficialmente con una sfida che sa già di crocevia stagionale. Al "Puttilli" arriva la Sarnese e l'ambiente biancorosso, scosso dall'avvicendamento tecnico dopo l’esonero di Massimo Pizzulli, chiede risposte immediate. La missione affidata al nuovo allenatore è duplice e complessa: da un lato c'è la necessità impellente di restituire serenità a uno spogliatoio apparso contratto, dall'altro l'obbligo di non perdere ulteriore terreno dalla capolista Paganese. Nonostante il distacco, Paci non sembra voler alzare bandiera bianca, anzi, rilancia con forza le ambizioni del club in vista del rush finale del campionato.
L'analisi del tecnico parte proprio dalla distanza che separa i pugliesi dal vertice, un gap che non viene vissuto come un abisso insuperabile ma come una sfida stimolante. “La vittoria sarebbe fondamentale per noi perché realisticamente, con le partite che restano e considerando anche gli scontri diretti, i sette punti sono alla nostra portata”, ha esordito Paci, lasciando intendere che il Barletta ha ancora tutte le carte in regola per dire la sua. Certamente il tempo a disposizione per preparare il match è stato ridotto all'osso, ma l'allenatore spera di scorgere già i primi segnali di cambiamento. “Spero di vedere già qualcosa in più: sarebbe un risultato importante, considerando che abbiamo fatto solo due allenamenti”, ha aggiunto, consapevole che in situazioni di emergenza conta più l'impatto psicologico che quello tattico.
Il fulcro del pensiero di Paci ruota attorno a un concetto di reazione emotiva che deve partire dal profondo di ogni singolo atleta. Secondo il mister, la chiave per uscire dal momento grigio risiede nella capacità del gruppo di ritrovare il fuoco sacro della competizione. “La soluzione, secondo me, passa soprattutto dallo spirito: questi ragazzi si devono accendere”, ha spiegato con fermezza. In questo senso, il risultato positivo diventa la medicina migliore per curare i mali del Barletta, un volano necessario per alimentare l’autostima e la determinazione. “Le vittorie aiutano, perché sono fondamentali per aumentare la carica della squadra. Li vedo bene, li ho visti motivati, e sono convinto che possiamo fare bene”, ha sottolineato il tecnico nel descrivere le sue prime impressioni dal campo.
Un dato preoccupante che Paci dovrà gestire è la sterilità offensiva che ha colpito la squadra nelle ultime tre uscite ufficiali. Ben 270 minuti senza trovare la via della rete sono un’eternità per una compagine che punta al salto di categoria. La sterzata dovrà essere prima di tutto mentale, cercando di liberare la testa degli attaccanti da ansie superflue. “Si può fare meglio, soprattutto in fase offensiva. I numeri dei gol realizzati lo dimostrano e il potenziale c’è”, ha ammesso l'allenatore, conscio che la qualità della rosa sia superiore a quanto mostrato recentemente. Tuttavia, ha tenuto a precisare che non esiste una formula segreta: “Non è solo una questione tecnica: non arriva un allenatore con la bacchetta magica”.
Per Paci, indossare la casacca biancorossa deve tornare a essere un privilegio e un motivo di orgoglio, piuttosto che una zavorra psicologica. Il tecnico chiede ai suoi di abbracciare la pressione e trasformarla in energia positiva per dimostrare sul rettangolo verde di essere all'altezza delle aspettative della piazza. “Il discorso riguarda soprattutto l’aspetto mentale: i giocatori devono sentire il peso della maglia, non come responsabilità, ma come voglia di dimostrare il loro valore. I nomi da soli non bastano, servono prestazioni e vittorie”, ha dichiarato con tono perentorio, chiudendo la porta a ogni possibile alibi legato al blasone dei singoli calciatori.
Sul fronte delle scelte di formazione, il nuovo allenatore dovrà rinunciare al solo Crocifisso Cancelli, ma potrà contare su un gruppo quasi al completo. C'è grande attesa per capire come verrà impiegato Giuliano Alma, reduce dall'esordio a partita in corso nel derby con la Fidelis Andria e ora pronto a reclamare un posto nell'undici titolare per dare quel contributo di fantasia e concretezza che è mancato nelle ultime settimane. La partita contro la Sarnese rappresenterà dunque il primo vero test della gestione Paci, un esame dove la sostanza dovrà necessariamente prevalere sulla forma.