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Igea, Bonina attacca: «Sembra di stare a Striscia la Notizia, la Procura non aveva chiesto tanto»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il panorama calcistico della Serie D viene scosso da un vero e proprio terremoto mediatico e giudiziario a seguito della recente decisione del Tribunale Federale Nazionale, che ha colpito duramente la Nuova lgea Virtus. La sentenza, che prevede ben cinque punti di penalizzazione in classifica, oltre a pesanti inibizioni per i quadri dirigenziali e la squalifica del calciatore Christian De Falco, ha scatenato la reazione immediata e veemente di Immacolato Bonina.

Il presidente onorario del club giallorosso ha affidato a un videomessaggio ufficiale parole cariche di sdegno e amarezza, definendo quanto accaduto come una situazione assolutamente inverosimile che sembra essere stata orchestrata in modo scientifico per colpire la realtà di Barcellona Pozzo di Gotto. Secondo il dirigente, la forza espressa dalla squadra sul rettangolo verde nel corso delle prime ventisette giornate di campionato avrebbe creato disturbo a molti soggetti esterni.

L'intervento di Bonina si è aperto con una riflessione amara sulla sua lunga esperienza nel mondo del pallone, sottolineando come in due decenni di attività non si fosse mai trovato di fronte a uno scenario di tale gravità. Il patron ha però voluto mandare un segnale di resilienza alla piazza, affermando con decisione che «Barcellona, Bonina e questa società si piegano, ma non si spezzano», ribadendo la volontà di non arrendersi di fronte a quella che ritiene un'ingiustizia palese.

Un punto centrale della contestazione riguarda la tempistica con cui si è arrivati al verdetto, un aspetto che per la dirigenza siciliana solleva numerosi dubbi sulla regolarità del percorso procedurale. Bonina ha infatti evidenziato come il deferimento sia giunto dopo ben tre mesi di attesa, mentre la sentenza definitiva è stata comunicata a soli tre giorni di distanza da un match cruciale contro la Reggina, una coincidenza temporale definita come un elemento che deve far riflettere seriamente tutti gli addetti ai lavori.

Entrando nel merito tecnico della vicenda, il presidente onorario ha sollevato forti dubbi sull'applicabilità stessa della penalizzazione in classifica, basandosi sulla sua interpretazione dei regolamenti vigenti. Secondo Bonina, la partita oggetto della contesa era stata regolarmente omologata e, stando alle norme, per impedire tale omologazione sarebbe stato necessario presentare un ricorso ufficiale entro il termine perentorio di quarantotto ore, scenario che avrebbe dovuto limitare le sanzioni a semplici squalifiche.

A sostegno della sua tesi, il dirigente ha richiamato un precedente avvenuto nello stesso girone circa due mesi fa, quando un gol fantasma era stato convalidato nonostante le evidenze televisive proprio per via della stabilità dei referti e dell'omologazione dell'impianto. In quel caso, la Lega aveva stabilito l'impossibilità di intervenire ex post, una disparità di trattamento che Bonina non esita a definire paradossale, arrivando a dichiarare polemicamente che «sembra di stare a Striscia la Notizia».

L'aspetto che più ha ferito l'ambiente barcellonese è l'entità della sanzione, che sarebbe andata addirittura oltre le richieste iniziali degli organi inquirenti. Il patron ha fatto notare come neppure la Procura avesse formulato una richiesta di cinque punti di penalizzazione, un surplus punitivo che ai suoi occhi appare privo di ogni logica sportiva e giuridica, specialmente considerando che il regolamento prevedeva inizialmente solo delle ammende pecuniarie per i tesserati coinvolti.

Nonostante il colpo ricevuto, la Nuova lgea Virtus non ha alcuna intenzione di deporre le armi e ha già annunciato una battaglia legale senza quartiere che si sposterà nelle sedi romane competenti. «Andremo a Roma e presenteremo ricorso nei tempi e nei modi previsti», ha assicurato Bonina, dicendosi convinto che esistano tutte le basi giuridiche necessarie per ottenere l'annullamento totale della penalizzazione e restituire alla squadra quanto conquistato con il sudore sul campo.

Il messaggio inviato ai calciatori è stato altrettanto chiaro e motivante: la squadra deve continuare a correre e a vincere per chiudere la pratica campionato sul terreno di gioco, lasciando alla società il compito di ripulire la classifica nelle aule di giustizia. Il presidente ha poi lanciato un monito agli organi federali riguardo alla pubblicazione delle motivazioni, chiedendo celerità e correttezza per non compromettere ulteriormente l'esito del torneo.

Il dirigente ha concluso il suo intervento con un richiamo d'orgoglio rivolto a tutta la cittadinanza e alla tifoseria giallorossa, definendo la situazione attuale come un'angheria che il popolo di Barcellona non può e non deve accettare passivamente. La promessa finale è quella di un impegno totale per riportare l'Igea Virtus in una categoria superiore, un traguardo che la società considera il giusto premio per una piazza che merita ben altri palcoscenici rispetto a quelli segnati dalle aule giudiziarie.


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