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Guerra aperta a Olbia: il club accusa il "finto paladino"

di Redazione Notiziario del Calcio

Il clima attorno all'Olbia si fa sempre più rovente, spostando il baricentro della tensione dai campi di allenamento alle stanze della comunicazione istituzionale. La nuova compagine sociale, attraverso una nota ufficiale diramata in data odierna, ha deciso di rispondere con estrema fermezza a quelle che definisce manovre strumentali messe in atto per agitare la tifoseria e screditare il nuovo corso societario.

Secondo la dirigenza, sarebbe in corso un tentativo deliberato di denigrazione basato su valutazioni del tutto prive di fondamento e di reale conoscenza dei fatti. In particolare, il club punta il dito contro Pietro Spano, accusandolo di essersi distinto per commenti offensivi e denigratori nei confronti del team, nonostante non gli venga riconosciuto alcun ruolo o competenza specifica in ambito dirigenziale sportivo.

L'Olbia Calcio ha tenuto a precisare che, sebbene il diritto alla critica rimanga un patrimonio fondamentale di ogni sostenitore, non è più disposta ad accettare lezioni da chi si sarebbe reso protagonista di comportamenti ritenuti eticamente discutibili e censurabili sotto il profilo legale. La nota entra poi nel dettaglio di una vicenda specifica che avrebbe coinvolto proprio il destinatario degli attacchi.

Viene infatti reso noto che il suddetto soggetto, nonostante l'immagine pubblica di difensore della squadra cittadina, avrebbe agito in modo spregiudicato subito dopo il cambio di proprietà. L'accusa mossa dalla società è pesante: l'uomo avrebbe messo letteralmente per strada tre calciatori regolarmente tesserati con il club, agendo senza alcun preavviso e violando le procedure di legge relative ai contratti di locazione.

La presa di posizione del sodalizio gallurese è netta: non verrà più tollerata alcuna strumentalizzazione da parte di chi utilizza il nome dell'Olbia per finalità estranee allo sport o per scopi di visibilità politica. Il club viene descritto come un patrimonio collettivo della città che non può diventare terreno di scontro per "apprendisti politici" in cerca di una testimonianza di presenza o di consensi mediatici.

In un momento delicato per il futuro della squadra, la società invoca il supporto di sostenitori reali, capaci di fornire un aiuto concreto e costruttivo, prendendo le distanze da quelli che definisce "paladini della chiacchiera". Il comunicato si chiude con l'invito a non seguire chi ha già dimostrato, attraverso azioni concrete e incontrovertibili, di non nutrire un reale affetto per i colori bianchi.


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