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Grosseto, Vetrini esulta per l’ipoteca sulla C: «Qualche fegato è scoppiato, ma noi festeggiamo»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il successo ottenuto in casa del Tau Altopascio rappresenta una pietra miliare nel percorso del Grosseto verso il ritorno tra i professionisti, un risultato che consolida un primato finora indiscutibile. Il direttore generale Filippo Vetrini, intervenuto ai microfoni della stampa nel post-partita, ha analizzato con soddisfazione il margine di undici punti sulla diretta inseguitrice, pur mantenendo la necessaria cautela per le sfide rimanenti.

Nonostante l'entusiasmo, il dirigente ha voluto ricordare che mancano ancora dieci giornate alla conclusione della stagione regolare, con ben trenta punti ancora in palio che impongono la massima concentrazione. L'obiettivo dichiarato è quello di proseguire sulla stessa lunghezza d'onda mostrata fin dal ritiro estivo: «L'obiettivo è quello di cercare di mantenere il trend che abbiamo fatto dall'inizio del campionato», ha sottolineato Vetrini analizzando il cammino percorso.

La sfida contro il Tau era attesa come il crocevia definitivo della stagione, un appuntamento che avrebbe potuto rimescolare le carte in vetta o, al contrario, dare il colpo di grazia alle speranze delle rivali. La consapevolezza dell'importanza del match era altissima in tutto l'ambiente biancorosso: «Questo era uno scontro diretto super importante, poteva eventualmente riaprire il campionato e speriamo che invece lo abbia chiuso», ha ammesso con sincerità il direttore generale.

Uno dei fattori determinanti per l'esito della gara è stato il calore dei sostenitori maremmani, che hanno trasformato l'impianto ospite in una sorta di succursale dello stadio Zecchini. La vicinanza fisica garantita dalle dimensioni ridotte dell'impianto di Altopascio ha amplificato la spinta dei tifosi: «Oggi con il loro sostegno in un impianto così piccolo si sono sentiti ancora di più, il tifo biancorosso è stato il dodicesimo uomo in campo».

Il legame tra la squadra e la città sembra essere tornato ai fasti di un tempo, superando anche le incomprensioni che avevano caratterizzato i mesi precedenti, specialmente sul piano della gestione comunicativa. Vetrini non si è sottratto a un'autocritica costruttiva, riconoscendo che la società ha imparato dagli errori commessi in passato: «Probabilmente qualche errore lo abbiamo fatto anche noi in passato, parlo di comunicazione».

La correttezza del pubblico grossetano è stata evidenziata anche in occasione di un gesto di fair play verso un calciatore avversario infortunato, un comportamento che il direttore ha voluto sottolineare con orgoglio. Per Vetrini, il calore e la passione della piazza non sono mai stati in discussione, nemmeno nei momenti di maggiore tensione: «Il tifo grossetano applaude e tiene alla sua squadra, poi è ovvio che critica quando le cose vanno meno bene».

Dal punto di vista prettamente tecnico e agonistico, la crescita mostrata dal Grosseto nella seconda frazione di gioco non è stata una sorpresa per la dirigenza, che aveva percepito segnali incoraggianti durante l'ultima settimana. La preparazione meticolosa dell'incontro ha dato i suoi frutti proprio nel momento di massima pressione: «Avevo visto i ragazzi in settimana come si erano allenati, ero certo che avrebbero fatto una grandissima prestazione».

La superiorità mostrata sul terreno di gioco è apparsa netta, nonostante il valore dell'avversario che ha provato a opporre resistenza fino alla fine della contesa. Per il direttore generale, il risultato finale rispecchia fedelmente quanto visto in campo, lasciando poco spazio a recriminazioni o dubbi: «Credo che sulla legittimità nella vittoria del Grosseto oggi non ci sia alcun dubbio».

Archiviate le polemiche del passato, la società guarda ora al futuro con l'intenzione di cementare ulteriormente il rapporto con il territorio e con le realtà calcistiche locali della provincia. Il prossimo turno casalingo contro l'Orvietana sarà l'occasione per una grande iniziativa dedicata ai giovani e alle scuole calcio della zona: «Crediamo che il Grosseto debba essere un punto di riferimento e una casa anche per le altre società cittadine».

Questa politica di apertura mira a fare del club un polo d'attrazione sano, capace di collaborare attivamente con le altre realtà sportive senza logiche di prevaricazione ma con spirito di condivisione. Il sogno del direttore è quello di vedere uno stadio colorato di biancorosso, simbolo di una ritrovata armonia generale: «Speriamo che domenica sia una giornata di festa e che possa avvicinare anche tanti giovani a tifare Grosseto».


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