Grosseto, mister Indiani: «Il Camaiore è micidiale in ripartenza, ma noi non ci chiuderemo mai»
La vigilia della sfida tra Camaiore e Us Grosseto si carica di significati profondi, tra record storici e necessità di classifica. Mister Paolo Indiani, intervenuto in conferenza stampa, ha voluto aprire con una piccola nota statistica, sollecitato da un ricordo dei tempi della Massese. Con la solita precisione che lo contraddistingue, l'allenatore ha voluto rimarcare come in passato, precisamente nell'annata 2003-2004, avesse già raggiunto vette di punteggio simili, sottolineando l'eccezionalità del lavoro svolto allora come oggi. Tuttavia, la parentesi amarcord ha lasciato subito spazio alla concretezza del presente e a una trasferta che nasconde più di un'insidia.
Il Camaiore che attende il Grosseto è una squadra dalla doppia faccia: disastrosa tra le mura amiche, ma implacabile lontano dal proprio stadio. Indiani ha analizzato questo curioso ruolino di marcia, notando come la compagine avversaria, da quando ha cambiato guida tecnica, sia riuscita a espugnare campi difficilissimi come quelli di Siena, Prato e Poggibonsi, faticando invece a imporsi in casa. Nonostante la posizione in classifica sia ancora precaria, il tecnico dei maremmani non si fida e mette in guardia i suoi da una formazione che sa essere letale quando può agire di rimessa.
«Le nostre tre punte le manterremo, non andremo certamente abbottonati», ha dichiarato con fermezza Indiani, allontanando ogni ipotesi di un Grosseto più prudente per arginare le ripartenze avversarie. La filosofia del mister resta quella di sempre: prendere il comando delle operazioni e cercare di dominare il gioco dal primo all'ultimo minuto. La gestione della partita dipenderà molto dall'atteggiamento che vorrà assumere il Camaiore, ovvero se deciderà di accettare il confronto a viso aperto o se sceglierà di rintanarsi per colpire negli spazi.
Il tecnico ha poi fatto il punto sulle condizioni dell'organico, confermando alcune assenze pesanti che obbligheranno a scelte mirate. Girardini e Benedetti resteranno ancora ai box, defezioni che Indiani non ha esitato a definire importanti per l'economia della squadra. Nonostante ciò, la forza del gruppo e la consapevolezza acquisita dopo il roboante 6-0 della scorsa giornata permettono di guardare al match con ottimismo, pur sapendo che ogni goleada accende inevitabilmente i radar delle rivali, pronte a tutto pur di evitare imbarcate.
Proprio sulla pericolosità delle transizioni offensive del Camaiore si è concentrato il lavoro settimanale. Indiani ha studiato attentamente i gol segnati dai prossimi avversari a Prato, definendoli emblematici di un modo di giocare basato sulla velocità e sulla capacità di ribaltare l'azione con molti uomini. «Non mi stupirei che potessero ritentare una cosa del genere anche giocando in casa», ha osservato il mister, ammettendo che la forza del Grosseto potrebbe indurre i padroni di casa a una tattica esclusivamente difensiva.
Riguardo alla gestione delle energie e dei cartellini, l'allenatore ha spiegato le sostituzioni effettuate nell'ultimo turno quando il risultato era ormai in ghiaccio. La scelta di richiamare in panchina Bacciardi e Stabelli è stata dettata esclusivamente dalla volontà di preservarli per la trasferta di domani, evitando rischi inutili legati a possibili squalifiche o infortuni. Tuttavia, ha chiarito che non si è trattato di una mancanza di rispetto verso l'avversario o di un calo di tensione, ma di una pura gestione preventiva in una fase cruciale del campionato.
Interpellato sulla possibilità di cambiare piano tattico per non concedere il fianco ai velocisti del Camaiore, Indiani è stato categorico: lasciare il pallino del gioco agli avversari non fa parte del suo DNA. «Noi non siamo qui per questo, non mi riesce e non lo voglio fare», ha ribadito con orgoglio. Il tecnico ha ammesso che rimanere in situazioni di due contro due in fase difensiva è un rischio calcolato che la squadra corre fin dall'inizio dell'anno, preferendo sempre l'impostazione proattiva alla passività difensiva.
L'allenatore ha infine ricordato alcuni momenti della stagione, come il primo tempo contro il Foligno o l'avvio della ripresa contro il Cannara, in cui la squadra ha subito il gioco avversario. In quei casi, però, non si è mai trattato di una scelta deliberata, bensì della bravura dei rivali o di un approccio mentale non impeccabile dopo il vantaggio. «Succede perché ci sono anche gli avversari», ha concluso Indiani, ribadendo che l'obiettivo primario resta imporre la propria identità, a prescindere da chi si trovi dall'altra parte del campo.
La sfida di domani rappresenta dunque un banco di prova fondamentale per misurare le ambizioni del Grosseto e la sua capacità di gestire la pressione di chi deve vincere per forza. Con un Indiani così determinato e una squadra che ha dimostrato di saper segnare a raffica, lo spettacolo sembra assicurato, a patto di non perdere mai di vista quegli equilibri sottili che in Serie D possono fare la differenza tra un successo trionfale e una brutta sorpresa.