Grosseto in Serie C, il diggì Vetrini: «Riportata la squadra dove merita di stare»
Il Grosseto è tornato nel calcio professionistico. La promozione in Serie C, conquistata con largo anticipo e in modo dominante, rappresenta per la società toscana non solo un traguardo sportivo, ma il ritorno a una dimensione considerata consona alla propria storia e al proprio blasone. A tracciare un bilancio della stagione trionfale e a delineare le prospettive future è Filippo Vetrini, direttore generale del club biancorosso, intervenuto ai microfoni di 'A Tutta C', trasmissione trasmessa su TMW Radio e iL61.
L'emozione per il successo ottenuto è ancora palpabile nelle parole del dirigente: "Bene, per ora. Siamo arrivati da tre giorni e siamo ancora sotto festeggiamenti, ma a parte gli scherzi è una grande soddisfazione. Pensiamo di aver riportato il Grosseto nel posto minimo che si merita".
La marcia del Grosseto nel girone E di Serie D è stata caratterizzata da una superiorità netta e costante, raramente messa in discussione dalle avversarie. Vetrini non nasconde come la squadra abbia espresso fin da subito la propria forza: "Paradossalmente, una delle cose più belle di questo campionato – anche se non voglio sembrare presuntuoso – è che, contrariamente a quanto accade di solito nel girone E, che è sempre molto equilibrato, ci ha visto protagonisti fin da subito. Anche se nella prima giornata siamo stati sconfitti, non ho mai percepito che ci fosse una squadra in grado di impensierirci davvero".
Solo in un'occasione la leadership è apparsa a rischio. Il direttore generale ricorda con precisione quel momento delicato: "L'unico momento di un minimo di apprensione c'è stato qualche partita fa in casa contro il Trestina, alla vigilia dello scontro diretto con il Tau. A cinque minuti dalla fine il Trestina aveva pareggiato con noi, poi ha preso un palo in contropiede, mentre il Tau stava vincendo 2-0 a San Donato. Se il Trestina avesse segnato, il Tau ci sarebbe venuto a tre punti prima dello scontro diretto. Invece, nel recupero abbiamo fatto il 2-1 e il San Donato ha segnato due gol al Tau. Siamo così andati allo scontro diretto a +7. La settimana successiva abbiamo vinto fuori casa contro il Tau e lì, di fatto, il campionato è finito".
Una sincerità che sottolinea la consapevolezza dei propri mezzi: "Devo essere sincero: non ho mai avuto la percezione che qualcun altro potesse davvero metterci in discussione".
Se il ritorno tra i professionisti porta la firma di un'intera società, il nome dell'allenatore Indiani – specialista riconosciuto delle promozioni – rappresenta un elemento fondamentale del progetto. La sua nomina non è stata casuale, ma frutto di una convinzione maturata nel tempo.
"Non è stata una scelta: non c'è mai stato nessun altro concorrente. Lo abbiamo cercato dal primo momento in cui siamo arrivati a Grosseto", spiega Vetrini, che ricostruisce la genesi del rapporto professionale con il tecnico. "Già nel novembre 2022, quando abbiamo salvato la squadra ai playout, lo avevamo contattato, ma dopo aver vinto il campionato con l'Arezzo aveva deciso di restare in Serie C. Lo abbiamo cercato anche la stagione successiva, ma forse abbiamo dormito noi o non c'erano le condizioni giuste. Alla fine il presidente ha riconfermato l'allenatore precedente".
Un rimpianto che il dirigente non nasconde: "È un piccolo rimpianto, perché a mio avviso se fossimo stati più incisivi lo avremmo portato già lo scorso anno e magari avremmo vinto noi il campionato invece del Livorno, tornando in Serie C con un anno di anticipo. Ma il calcio, come la vita, non è fatto di rimpianti".
La determinazione nel volerlo alla guida tecnica era però destinata a concretizzarsi: "Non ci sono mai stati dubbi su chi dovesse essere l'allenatore per questo Grosseto che doveva tornare tra i professionisti. Anche se avevo lavorato con lui solo pochi mesi a Gavorrano nell'anno del Covid, la stima reciproca e la conoscenza durano da tanti anni. Mi aveva sempre detto che gli sarebbe piaciuto lavorare di nuovo insieme, magari vincendo qualcosa. Lo abbiamo fatto al primo tentativo e l'obiettivo, a parte il contratto, è quello di continuare insieme anche nelle prossime stagioni".
Il salto dalla Serie D al professionismo comporta inevitabilmente adeguamenti sotto molteplici aspetti. Vetrini, però, esclude preoccupazioni sul fronte delle infrastrutture: "L'unica cosa che non ci mette in apprensione per la prossima stagione è proprio il discorso infrastrutture. Lo Stadio Zecchini è una struttura di ottimo livello. La prossima settimana arriverà un sopralluogo da parte del responsabile infrastrutture della Lega Pro, ma credo che sia l'aspetto di cui ci preoccupiamo meno".
Ben diversa è invece la questione organizzativa e gestionale, che richiederà uno sforzo considerevole: "È ovvio che il passaggio dal dilettantismo al professionismo è una voragine. Dobbiamo organizzarci per tutta una serie di richieste che arrivano dalla Lega Pro, a partire dai parametri economici e finanziari, che rispetto a sette anni fa (quando facevo la Serie C1 a Gavorrano) sono cambiati del 100%. Adesso il calcio è un'azienda che va gestita come tale. Siamo una delle prime cento società d'Italia e di conseguenza dovremo strutturarci adeguatamente da quel punto di vista".
La costruzione della rosa competitiva, pur essendo prioritaria, dovrà attendere il completamento di questo processo: "Per il resto non credo che avremo grandi problemi. Costruire la squadra e renderla il più competitiva possibile non sarà l'ultima cosa, ma adesso dobbiamo concentrarci soprattutto nel rendere la società all'altezza di un campionato importante come la Serie C".
Vetrini offre anche una riflessione più ampia sulla categoria appena lasciata, sottolineando i progressi compiuti sul piano della regolamentazione: "La salute del nostro calcio nelle categorie inferiori la identifico sempre nelle problematiche di natura economica dei vari campionati. In Serie D, con l'introduzione quest'anno delle liberatorie anche a metà stagione, credo sia stata fatta una pulizia abbastanza importante. Questo va dato merito al presidente Abete e soprattutto al delegato del Dipartimento Interregionale, l'avvocato Barbiero".
Infine, uno sguardo alla tecnologia che accompagnerà la prossima stagione in Serie C. Il Football Video Support, strumento di ausilio arbitrale già sperimentato nella categoria, suscita interesse nel direttore generale: "Chi doveva giudicare lo strumento credo che abbia fatto una buona introduzione, anche con le due possibilità legate alla card. Con un po' di snellimento dal punto di vista della tempistica, può essere un servizio molto utile".
Pur riconoscendo che il Grosseto non ha avuto particolari problemi arbitrali in stagione – "Fortunatamente il Grosseto quest'anno non ha avuto grandi problemi arbitrali, anzi abbiamo sempre avuto direzioni all'altezza della situazione" – Vetrini intravede potenziali benefici futuri: "Però sono convinto che, con l'utilizzo del FVS, in qualche caso l'anno prossimo qualche decisione a nostro favore sarebbe potuta cambiare. Sono quindi abbastanza curioso di vederlo dal vivo, ma mi sembra che sia stata una buona introduzione sia dal punto di vista dell'idea che dell'applicazione".
Il Grosseto si prepara dunque ad affrontare la Serie C con ambizione, consapevolezza e una struttura dirigenziale che ha dimostrato di saper pianificare e realizzare obiettivi ambiziosi. Il ritorno nel calcio professionistico è solo il punto di partenza.