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Gravina, 5 schiaffi alla classifica: ora i play-off non sono più soltanto un sogno

di Chiara Motta

Nel calcio ci sono le vittorie che fanno classifica e le strisce che fanno la storia di una stagione. Quello che sta succedendo a Gravina appartiene alla seconda categoria. Dimenticate i calcoli prudenti di gennaio: con la quinta sinfonia consecutiva, i gialloblù non si sono solo "inseriti" nella corsa Playoff, hanno letteralmente sfondato la porta, gettando nel panico chi pensava di aver già blindato il quinto posto.

Se la concorrenza si limita a contare i punti, noi guardiamo l'inerzia. E l'inerzia dice una cosa sola: in questo momento, nel Girone H, nessuno corre forte come il Gravina. Dal 18 gennaio è cambiato il mondo: 7 risultati utili, un rullo compressore che ha macinato 11 gol e ne ha subiti col contagocce (e quasi tutti concentrati nei pareggi con Nardò ed Heraclea).

Il segreto di questa rinascita ha due volti e due cognomi che stanno diventando un incubo per le difese pugliesi e campane. Da una parte Domenico Santoro, il bomber di razza che non fa più notizia ma fa sentenza: la doppia cifra è raggiunta, la vetta della classifica marcatori (condivisa con "mostri" come Sosa e Addessi) è il giusto premio.

Dall'altra, la vera sorpresa tattica: Andrea Basanisi. Quando un centrocampista inizia a segnare con la regolarità di un attaccante (4 gol nelle ultime uscite, 5 totali), saltano gli schemi avversari. Non sai chi marcare. Se fermi la punta, ti punisce l'incursore. È questa imprevedibilità la vera arma in più di un Gravina che ha trovato l'equilibrio perfetto tra cinismo e spettacolo.

Guardiamo la classifica con gli occhi della psicologia. L'Afragolese è quinta a 42, il Nardò sesto a 41 (salvato dalla tripletta eroica di D'Anna), il Gravina settimo a un soffio. Ma c'è una differenza sostanziale: le prime due devono difendersi, il Gravina deve solo attaccare. La pressione è tutta sulle campane e sui neretini. Il ko del Nola è stato un assist, certo, ma la sensazione è che i gialloblù non abbiano più bisogno di favori altrui.

Adesso arriva il bello. O il terribile, dipende dai punti di vista. Il calendario di marzo non ammette repliche: Sarnese, Barletta e Manfredonia.
Soprattutto la sfida contro il Barletta sarà la prova del nove. Se il Gravina dovesse uscire indenne, o addirittura vincente, da questo ciclo terribile, non parleremo più di "sogno" playoff, ma di obbligo. Perché quando vinci 5 volte di fila, non sei più una sorpresa: sei la squadra da battere. E con questo Santoro, sognare non costa nulla.


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