Gementi torna al Tenni da avversario: «Quel campionato perso resta il mio grande rammarico»
Una partita dal sapore particolare quella che domenica si disputerà allo stadio Tenni. Il Treviso FBC, ormai prossimo al traguardo della promozione in Serie C, affronterà la Luparense in uno scontro che assume contorni speciali per la presenza sulla panchina ospite di Attilio Gementi, ex direttore generale dei trevigiani passato ai "lupi" padovani dopo la risoluzione consensuale del contratto avvenuta a fine della scorsa stagione.
La formazione guidata da Nicola Zanini – tecnico che ha conquistato il campionato precedente alla guida della Dolomiti Bellunesi – arriverà a Treviso con la determinazione di chi lotta per la salvezza, consapevole che ogni punto può risultare decisivo nell'economia della stagione.
Intervistato da "Il Gazzettino", Gementi non nasconde i sentimenti contrastanti nel prepararsi ad affrontare la squadra che ha guidato per due stagioni. «Quando penso al Treviso prevale sicuramente il rammarico per non essere riusciti a vincere il campionato la scorsa stagione. Confrontandomi anche con mister Zanini c'è la consapevolezza che eravamo noi la squadra più forte ma per un insieme di fattori non siamo riusciti a superare la Dolomiti Bellunesi buttando via la promozione», ha dichiarato l'ex dirigente.
Un fallimento che brucia ancora, soprattutto considerando le risorse messe in campo dalla società quest'anno. Alla domanda se con il budget attuale della stagione in corso tutto sarebbe stato più semplice, Gementi risponde con lucidità: «Credo sia un dato evidente che quest'anno hanno speso di più per allestire la rosa ma noi potevamo e dovevamo fare in ogni caso meglio senza cercare alibi. Adesso il Treviso ha una struttura societaria diversa e campi di allenamento che avevo chiesto anch'io ma purtroppo non ero riuscito ad ottenere. In ogni caso nei due anni abbiamo centrato gli obiettivi arrivando terzi e secondi, tant'è che il mio rinnovo era condizionato dall'arrivo entro i primi 3 posti e lo scorso perdendo il campionato solo al fotofinish, diciamo che è mancata solo la ciliegina sulla torta e questo è il grande rammarico».
Nonostante avesse un contratto valido anche per la stagione corrente, la separazione è stata inevitabile. Gementi preferisce non entrare nei dettagli: «La società, come è lecito e giusto che sia, ha fatto le sue valutazioni e ha deciso di cambiare». Tuttavia, l'ex direttore generale tiene a sottolineare la correttezza dei rapporti mantenuti con il presidente Alessandro Botter: «Con lui non ho mai avuto problemi, anzi. La fortuna del calcio Treviso in questo momento è proprio Botter, ci saranno dei progetti importanti per il futuro e i tifosi con lui potranno sognare in grande. Diciamo che il Treviso torna tra i professionisti con un anno di ritardo ma lo fa con una proprietà solida che può far sognare i tifosi. Ne approfitto per fare i complimenti per il campionato straordinario che stanno facendo a tutta la società, al ds Strano, a mister Gorini e al suo staff».
Parole di stima che testimoniano come, al di là della separazione professionale, resti il rispetto reciproco e l'apprezzamento per il percorso intrapreso dal club trevigiano.
Il ritorno allo stadio Tenni potrebbe riservare qualche momento di tensione. Lo scorso anno, infatti, in un paio di occasioni la curva aveva manifestato il proprio dissenso nei confronti dell'operato di Gementi. Ma l'ex dirigente relativizza: «Dopo un paio di sconfitte pesanti in un momento difficile c'è stata qualche contestazione sì, ma fatta in modo civile e anche comprensibile perché non riuscivamo più ad uscire dal momento buio. Nel periodo dove gli stipendi erano bloccati, i giocatori, con l'assenso mio e del mister, si sono autofinanziati pagandosi l'albergo prima della trasferta contro il Campodarsego dimostrando professionalità ed attaccamento alla maglia».
Un episodio che racconta molto delle difficoltà attraversate e della dedizione mostrata dal gruppo nonostante le problematiche economiche.
Ora l'attenzione è tutta rivolta al presente e alla missione salvezza con la Luparense. La squadra arriva all'appuntamento di domenica dopo aver raccolto un solo punto nelle ultime due partite, un bottino magro che rende ancora più urgente la necessità di fare risultato al Tenni. «Veniamo da due partite nelle quali abbiamo raccolto un solo punto anche per fattori esterni ma il calcio è anche questo. Abbiamo praticamente rifatto la squadra a gennaio, giochiamo contro i più forti in senso assoluto ma ovviamente verremo per fare la nostra partita perché abbiamo bisogno di punti», spiega Gementi.
La ristrutturazione della rosa operata durante il mercato invernale testimonia la volontà della società di invertire la rotta e centrare l'obiettivo della permanenza nella categoria.
Guardando oltre l'emergenza immediata, il progetto della Luparense appare ambizioso. «Intanto speriamo di salvarci il prima possibile e poi l'anno prossimo proveremo a fare un campionato di vertice. Il presidente Zarattini è molto ambizioso e vuole portare la squadra nei professionisti ma per ora il futuro non va oltre alla partita di domenica al Tenni», conclude Gementi.
Domenica, dunque, sarà una giornata carica di emozioni e significati per l'ex dirigente trevigiano. Da una parte la squadra che ha sfiorato il grande salto un anno fa e che ora è a un passo dal coronare il sogno della Serie C; dall'altra la nuova sfida professionale con una formazione che lotta per restare in categoria. Due percorsi che si incroceranno per novanta minuti, con in palio punti che pesano come macigni per obiettivi diametralmente opposti.