Gela, futuro in bilico: veleni e accuse tra società e comune
A Gela si respira nuovamente un'aria di profonda incertezza sportiva, con le vecchie ferite del calcio cittadino che tornano a bruciare a causa di un conflitto aperto e serrato. La tensione tra la dirigenza del club e i vertici dell'amministrazione comunale è esplosa in modo pubblico, ricalcando uno scenario purtroppo già visto in passato in questa piazza.
Il presidente Vittoria, l'uomo che ha guidato la risalita della squadra fino alla quarta serie nazionale, ha rotto gli indugi durante un recente incontro con la stampa, mettendo le istituzioni davanti a un aut-aut. Il massimo dirigente ha rivendicato con forza il lavoro svolto finora, sottolineando come gli impegni economici e i risultati sul campo siano stati garantiti solo grazie al suo sacrificio personale.
Tuttavia, il numero uno biancazzurro ha denunciato una solitudine ormai insostenibile, puntando il dito contro la mancanza di risposte concrete da parte del tessuto economico locale. Le critiche più aspre sono state rivolte direttamente al Comune, colpevole secondo il presidente di aver disatteso le promesse riguardanti il reperimento di nuovi partner commerciali e sponsorizzazioni vitali per il club.
Vittoria ha quantificato il supporto ricevuto in una percentuale irrisoria, pari ad appena il cinque per cento rispetto a quanto era stato prospettato inizialmente. Questo gap finanziario ha portato alla decisione drastica di fissare un termine ultimo: gli impegni attuali verranno rispettati rigorosamente fino alla fine di giugno, ma senza una svolta strutturale, la società non procederà all'iscrizione per la prossima stagione.
La replica del primo cittadino, Di Stefano, non si è fatta attendere, segnando una distanza che appare al momento difficilmente colmabile. Il sindaco ha respinto con decisione la ricostruzione del presidente, negando di aver mai assunto oneri riguardanti il coinvolgimento diretto di investitori privati e ribadendo che l'ente pubblico non ha il potere di forzare la mano agli imprenditori del territorio.
Oltre alla questione finanziaria, il dibattito si è infuocato anche attorno alle condizioni dello stadio "Presti". La chiusura prolungata di un intero settore delle tribune sta gravando pesantemente sulle casse della società, privata da circa due mesi di incassi fondamentali per la gestione quotidiana, mentre i lavori di ripristino sembrano ancora lontani dal decollo.
Questa situazione di stallo riporta alla mente i fantasmi dei numerosi fallimenti che hanno colpito il Gela negli ultimi tre decenni, quasi sempre nati da attriti identici tra la politica locale e la proprietà sportiva. Il rischio che il progetto si sgretoli proprio sul più bello è concreto, lasciando i tifosi in attesa di capire se prevarrà il dialogo o se si andrà incontro all'ennesima estate di passione.