Furia Poggibonsi, il presidente Vellini sbotta: «Ora basta, se vogliono che ce ne andiamo ce lo dicano chiaramente»
Al termine della sfida casalinga contro il Grosseto, terminata con il successo di misura della capolista, il presidente del Poggibonsi, Giuseppe Vellini, si è presentato davanti alle telecamere visibilmente contrariato. Nonostante una prova gagliarda dei giallorossi, capaci di tenere testa alla corazzata maremmana, il risultato è stato deciso da un episodio arbitrale che ha scatenato l'ira del massimo dirigente, solitamente noto per la sua flemma e il suo fair play.
«Sinceramente non sono abituato a venire a lamentarmi e fare queste interviste però alla fine c'è un limite a tutto» ha esordito Vellini, mettendo subito in chiaro che la sua protesta nasce da una situazione diventata ormai insostenibile. Il presidente ha puntato il dito contro il calcio di rigore che ha deciso la contesa, sostenendo che nessuno allo stadio, al di fuori della terna arbitrale, avesse ravvisato gli estremi per la massima punizione.
Secondo l'analisi del numero uno giallorosso, la partita è stata equilibrata e povera di grandi emozioni, con un portiere protagonista di un intervento prodigioso e poche altre fiammate. Proprio per questo, vedere un match così bloccato risolto da una decisione contestata è apparso al dirigente come un'ingiustizia profonda: «Io oggi credo che tutto lo stadio lo possa confermare l'unica persona che ha visto questo calcio di rigore credo sia stato l'arbitro».
Lo sfogo di Vellini non si limita però al singolo episodio odierno, ma abbraccia un'intera stagione che, a suo dire, vede il Poggibonsi sistematicamente penalizzato dalle decisioni dei direttori di gara. Il presidente ha parlato di una lunga scia di torti che avrebbe tolto punti preziosi alla sua squadra, tra reti non convalidate e rigori negati che avrebbero segnato il cammino dei leoni in questo campionato.
«Siamo all'ottavo episodio sfavorevole, va bene dove non ci vengono dati gol dentro non ci viene dato rigori» ha incalzato il dirigente, arrivando a ipotizzare polemicamente che ci possa essere un pregiudizio nei confronti della sua società. Vellini ha chiesto chiarezza alle istituzioni calcistiche, arrivando a dichiarare provocatoriamente che se il destino del club è già segnato, sarebbe meglio saperlo subito per evitare ulteriori inutili sforzi domenicali.
Il presidente ha poi voluto sottolineare la sua storia personale nel mondo del calcio, ricordando di non essere mai stato squalificato in cinquant'anni di attività, a testimonianza di un rispetto per le regole che però ora esige reciprocità. «I poggibonzesi meritano rispetto come tutte le altre squadre e che tutti gli episodi siano contro di noi non va bene» ha ribadito con fermezza, chiedendo che gli arbitri scendano in campo con imparzialità e senza farsi condizionare dalla posizione in classifica dei club.
Nonostante la durezza delle parole rivolte alla classe arbitrale, Vellini ha tenuto a precisare che la sua rabbia non è minimamente rivolta al Grosseto, società con la quale intercorre un rapporto di profonda stima e amicizia. «Io non ce l'ho con il Grosseto, sono amici tra l'altro e lo possono dire, noi ci comportiamo sempre da signori e continueremo a farlo» ha aggiunto, separando nettamente i meriti sportivi degli avversari dalle colpe della direzione di gara.
In chiusura, il massimo dirigente ha annunciato una sorta di silenzio stampa selettivo, decidendo che d'ora in avanti sarà l'unico a parlare ufficialmente per tutelare i propri tesserati e la società. «Da qui in avanti a microfoni del Poggibonsi Calcio parlerò solo sempre io» ha concluso Giuseppe Vellini, sigillando una giornata amara che lascia il segno non solo sulla classifica, ma anche sul morale di una piazza che si sente vittima di un sistema poco equo.
La sensazione che rimane dopo questo intervento è quella di una società ferita che chiede solo parità di trattamento, convinta che il valore espresso sul campo debba essere l'unico giudice delle partite. Il grido d'allarme lanciato dal presidente mira a risvegliare l'attenzione su una realtà che, nonostante le difficoltà, vuole continuare a giocarsi le proprie carte con dignità e rispetto della tradizione sportiva poggibonsese.