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Follia a fine gara: sputo contro il portiere dell'Ischia, la società non ci sta

di Redazione Notiziario del Calcio

L’Ischia ha preso una posizione netta e durissima a seguito dei gravi fatti accaduti subito dopo il fischio finale della sfida contro l’Atletico Lodigiani. La società isolana ha condannato senza appello un episodio che ha visto come vittima il portiere gialloblù Mirko Gemito.

L’estremo difensore è stato infatti bersagliato da uno sputo proveniente dalle tribune, un gesto di estrema inciviltà che ha rovinato il clima del post-partita. Il club ha voluto immediatamente alzare la voce per proteggere il proprio tesserato e l'onore della maglia.

Secondo quanto espresso dai vertici societari, esiste un confine invalicabile tra il diritto di critica e l’offesa personale. Sebbene i risultati sul campo possano generare amarezza e contestazioni anche feroci, nulla può legittimare comportamenti così degradanti.

Lo sputo ricevuto da Gemito non viene considerato solo un attacco al singolo atleta, ma un’offesa profonda ai valori che l’Ischia Calcio cerca di portare avanti e alla dignità di tutta la comunità sportiva legata ai colori sociali.

La dirigenza ha ribadito con forza che chi si macchia di simili azioni non può in alcun modo considerarsi un sostenitore della squadra. Tali gesti ledono l’immagine dell’isola e non riflettono minimamente la passione autentica dei tifosi ischitani.

In un comunicato intriso di fermezza, la società ha manifestato la più totale solidarietà a Mirko Gemito, assicurando che non verrà lasciato solo. Il club è pronto a sostenerlo in ogni sede possibile per tutelare la sua professionalità e la sua persona.

L’Ischia Calcio ha inoltre annunciato l’intenzione di intraprendere ogni azione necessaria per risalire all'identità del responsabile. L'obiettivo è fare in modo che l'autore di questo atto incivile venga sanzionato dalle autorità competenti secondo le norme vigenti.

Non ci sarà alcuna tolleranza verso chi confonde il tifo con la violenza gestuale e l'umiliazione dell'avversario o del proprio beniamino. Per la società, il futuro del calcio isolano deve poggiare esclusivamente su basi di rispetto reciproco e correttezza.

Questo episodio segna un punto di rottura: il club ha chiarito che non verranno fatti sconti a nessuno. Chi sceglie la via dell'inciviltà si pone automaticamente fuori dal progetto e dalla famiglia gialloblù, che punta a ripartire con unità e decoro.


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