Folgore Caratese, Salvalaggio: «In D se arrivi secondo hai fatto un campionato un po' anonimo»
Una stagione da incorniciare, costruita giorno dopo giorno con dedizione collettiva e una struttura societaria fuori dal comune. La Folgore Caratese ha conquistato la promozione in Serie C e, a celebrare il traguardo, è il portiere Daniel Salvalaggio, intervenuto nel corso della trasmissione A Tutta C su TMW Radio.
Salvalaggio non nasconde che il percorso non sia stato privo di ostacoli. "È stata una stagione fantastica sotto tutti i punti di vista", esordisce, "Non facile, perché ci sono stati momenti di difficoltà, come nel girone di andata quando abbiamo perso con il Chievo e con il Milan Futuro, ma ci sono stati ragazzi che, dal primo all'ultimo, chi ha giocato di più e chi ha giocato di meno, hanno veramente dato l'anima. Ogni giorno. Anche grazie a loro, ed è merito di tutti, siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo che ci eravamo prefissati a inizio anno".
Le ambizioni del club erano chiare fin dal mercato estivo, e il rafforzamento della rosa nella sessione invernale ha confermato l'intenzione di puntare con decisione alla categoria superiore. "Sì, ci sono stati degli innesti anche nel mercato di gennaio che ci hanno dato una grossa mano e sicuramente sono stati un valore aggiunto per la squadra", conferma il portiere. "È stato molto difficile perché comunque abbiamo affrontato squadre forti come le prima citate Chievo e il Milan, ma siamo veramente contenti dell'annata che abbiamo fatto".
Uno dei temi ricorrenti nel mondo del calcio dilettantistico riguarda la difficoltà reale della Serie D, spesso percepita dall'esterno come una categoria minore ma in realtà sempre più competitiva. Salvalaggio, pur riconoscendo di avere un'esperienza limitata nelle categorie superiori — "ho fatto un anno e mezzo di Serie C e basta" — offre una lettura lucida del torneo appena vinto. "La D è un campionato veramente tosto: come hai detto, sale solo la prima in classifica e, anche se arrivi secondo, hai sostanzialmente fatto un campionato, tra virgolette, un po' 'anonimo'. Perché poi ci sono i playoff, è vero, ma non portano al salto di categoria. E dispiace, perché ci sono squadre che magari meriterebbero di fare categorie superiori, come appunto il Chievo, che ha un organico stupendo, ma purtroppo è così".
Un sistema che premia esclusivamente chi arriva primo, lasciando di fatto senza sbocchi diretti formazioni che avrebbero le qualità per aspirare a palcoscenici più importanti.
Dietro la promozione della Folgore Caratese c'è anche il progetto del presidente Michele Criscitiello, che ha dotato il club di infrastrutture difficilmente riscontrabili persino in Serie C. Un centro sportivo d'eccellenza e uno stadio già attrezzato per il professionismo rappresentano un contesto che, secondo Salvalaggio, incide concretamente sulla mentalità e sulla condizione del gruppo. "L'anno scorso, quando ho guardato il centro, sono rimasto senza parole perché ho visto che c'era tutto: la palestra, i campi, e sì, queste sono cose che ti motivano di più e, durante la settimana danno carica".
Il portiere racconta di aver maturato nel tempo la consapevolezza che la cura del proprio corpo al di fuori del terreno di gioco sia determinante per le prestazioni in campo. "Mi sono sempre detto di essere fortunato a stare in una società così, devo ringraziare ogni giorno per la possibilità di allenarmi e di migliorarmi. C'è anche la struttura della palestra che è importantissima, perché con gli anni ho scoperto che fare forza in settimana è fondamentale: rafforzare tutti i muscoli è importante anche per prevenire gli infortuni, e io sono uno che cura tutto, dall'alimentazione agli orari per andare a letto. Curarsi fuori dal campo ripaga anche nel rettangolo verde, perché riesci a essere più esplosivo e anche più concentrato".
Quello appena concluso è il decimo anno di Salvalaggio in prima squadra, e la speranza è di affrontare la prossima avventura con la stessa maglia. "Io spero di rimanere perché alla Folgore sono stato veramente bene", dichiara con semplicità. "Questo è stato il mio decimo anno in prima squadra e spero davvero di restare, ma appunto non dipende solo da me. Spero però di potermi mettere in gioco anche in Serie C. Staremo a vedere: parlerà il campo".
Prima di pensare al futuro, però, c'è ancora un capitolo da scrivere. La Poule Scudetto — il torneo che mette a confronto le vincitrici dei vari gironi di Serie D — rappresenta un'ulteriore vetrina per il club e per i suoi giocatori. Salvalaggio non ha dubbi sull'importanza di affrontarla con il giusto spirito: "Sarebbe bellissimo, la Poule Scudetto è sempre una vetrina. Magari uno può pensare: 'Il campionato è finito, sono in vacanza, stacco la spina', però secondo me non è così. Giochi contro le prime degli altri gironi ed è bello confrontarsi con altre squadre, anche per capire a che livello si è, visto che ci si scontra con realtà diverse che hanno affrontato criticità differenti".
Presentarsi in Serie C con lo scudetto sul petto sarebbe il coronamento ideale di una stagione già straordinaria. La Folgore Caratese ci proverà, con la stessa determinazione che l'ha portata fin qui.