Far west prima di Pro Palazzolo-Pistoiese: sedici ultras banditi dagli stadi fino a otto anni
L'attività investigativa seguita ai disordini scoppiati in occasione della sfida tra Pro Palazzolo e Pistoiese ha portato ai primi, pesanti provvedimenti ufficiali da parte delle autorità di pubblica sicurezza.
La Questura di Brescia, a seguito degli accertamenti condotti sugli episodi verificatisi lo scorso 8 febbraio, ha disposto sedici Daspo nei confronti di altrettanti esponenti della tifoseria organizzata toscana.
L'operazione, frutto di una stretta collaborazione tra la Digos bresciana e i carabinieri di Pistoia, ha permesso di isolare le responsabilità di una parte del gruppo giunto in Lombardia per la gara di Serie D.
I divieti di accesso alle manifestazioni sportive emessi avranno una durata variabile a seconda della gravità delle singole posizioni, oscillando da un minimo di un anno fino a un massimo di ben otto anni.
Per alcuni dei destinatari del provvedimento, già noti alle forze dell'ordine per precedenti specifici, la misura potrebbe essere ulteriormente inasprita con l'applicazione dell'obbligo di firma presso gli uffici di polizia.
I tafferugli si erano consumati nei pressi di un locale pubblico situato a breve distanza dallo stadio Comunale, dove le due fazioni erano venute a contatto prima dell'inizio del match domenicale.
Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti, la compagine dei sostenitori ospiti sarebbe arrivata nell'area sensibile senza la scorta delle forze dell'ordine, incrociando così la tifoseria locale in un clima di forte tensione.
Durante i momenti di concitazione e lo scontro fisico tra i gruppi, due persone erano rimaste ferite in modo lieve, rendendo necessario il loro trasporto presso la struttura ospedaliera di Chiari per gli accertamenti medici.
Mentre il tifoso della Pro Palazzolo riceveva le cure del caso, il sostenitore della Pistoiese coinvolto aveva scelto di abbandonare il pronto soccorso poco dopo l'arrivo, rifiutando ufficialmente ogni assistenza sanitaria.
Le indagini, supportate in modo decisivo dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza della zona, hanno portato anche a denunce a piede libero per i reati di rissa e turbativa di manifestazione sportiva.
Nonostante l'emissione dei primi sedici provvedimenti, le autorità continuano a visionare il materiale filmato per identificare altri possibili partecipanti ai disordini che non sono stati feriti né fermati nell'immediato.
Il lavoro degli investigatori prosegue dunque senza sosta per chiudere definitivamente il cerchio sulla vicenda, che fortunatamente non ha visto il coinvolgimento o il ferimento di alcun operatore delle forze di polizia.