.

Este, Pagan: «Orgogliosi di quello che abbiamo fatto»

di Anna Laura Giannini

Il cammino dell'Este non si ferma. La squadra veneta ha conquistato l'accesso alle semifinali dei playoff, un traguardo che il tecnico Andrea Pagan definisce il frutto di un lavoro collettivo costruito nel tempo, fatto di continuità, identità e sacrificio. In un momento in cui l'entusiasmo si mescola all'incertezza sul calendario, Pagan ha rilasciato un'intervista in cui ripercorre il significato di questa stagione e lancia uno sguardo al futuro immediato.

Le parole di Pagan non lasciano spazio a equivoci: il risultato raggiunto appartiene a tutti. «Siamo felicissimi e orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Sono orgoglioso di giocatori, staff e società. Il valore di questi playoff nasce dal lavoro svolto dall'inizio fino al termine della stagione: questo è il simbolo del grande percorso che abbiamo fatto, che ci ha permesso di raggiungere questo grande traguardo».

Una soddisfazione che il tecnico estende ben oltre il gruppo attuale. «Un grazie ai giocatori e ai collaboratori che sono passati in questi anni e, ovviamente, ai ragazzi di questa stagione». Una dichiarazione che dice molto sulla filosofia del club: il presente si costruisce sul passato, e nessuno va dimenticato.

Pagan è netto anche nell'attribuire i meriti. I giocatori hanno fatto la loro parte, ma il contesto in cui hanno operato non è stato casuale. «Ci tengo a precisare che i ragazzi hanno un grande merito per questo traguardo, ma lo hanno anche tutti coloro che sono passati da questo club. Dunque, il merito è della società che ha permesso di dare continuità a un lavoro che, nel mondo del calcio, non è scontato».

La continuità, appunto. È questa la parola chiave che ricorre nel racconto del tecnico. «La forza di questa società è la continuità: la famiglia Lucchiari, insieme a Renzo, Matteo e Stefano Marchetti, sono le colonne portanti del club. Nel 2016 ero in panchina ai primi playoff e tornarci oggi è una grande soddisfazione». Un cerchio che si chiude, o forse che si allarga. Pagan aggiunge anche un riconoscimento esplicito: «Un doveroso ringraziamento anche a Massimiliano Lucchini per l'ottimo lavoro svolto in questi due anni: un percorso di grande squadra».

Non tutto, però, scorre liscio. La notizia del rinvio dei playoff ha colto il club impreparato, nel mezzo della preparazione alla gara contro il Legnago. «La notizia dello slittamento dei playoff ci ha colto di sorpresa: stavamo preparando la gara contro il Legnago e abbiamo avuto l'ufficialità. Dispiace, perché l'avevamo preparata bene, ma ora attendiamo comunicazioni ufficiali dalla Federazione riguardo alle semifinali playoff».

Una situazione scomoda, che interrompe il ritmo e la concentrazione di una squadra che si trovava in un buon momento di forma e preparazione. Il tecnico non si lascia andare a polemiche, ma la delusione traspare chiaramente. L'attesa per i nuovi aggiornamenti federali diventa ora la nuova sfida da gestire, tanto sul piano tecnico quanto su quello mentale.

La vicenda dell'AC Este raccontata da Pagan è, in fondo, una storia di pazienza e coerenza. In un calcio spesso dominato dalla logica del risultato immediato e del turnover costante di allenatori e dirigenti, la società veneta ha scelto una strada diversa. La famiglia Lucchiari e i Marchetti hanno costruito un progetto solido, capace di resistere alle difficoltà e di crescere nel tempo. Il ritorno ai playoff a distanza di anni dalla prima esperienza non è un caso, ma la conseguenza naturale di un metodo.

Per Pagan, tornare in quella dimensione ha un valore che va oltre il semplice risultato sportivo. È la conferma che il lavoro quotidiano, spesso invisibile, alla fine porta da qualche parte. E mentre si aspettano le comunicazioni ufficiali della Federazione, l'AC Este resta in attesa — pronta, concentrata, e consapevole di aver già vinto qualcosa di importante: la stima di chi crede nel calcio fatto con serietà.


Altre notizie
PUBBLICITÀ