«È motivo di orgoglio guidare una società che conosco così bene»: le prime parole di Marco Croce al Trestina
Il Corriere dell’Umbria ha recentemente approfondito la notizia che sta accendendo l’ambiente bianconero: il Trestina ha ufficializzato la promozione in panchina di Marco Croce, ex centrocampista abruzzese ma ormai biturgense d’adozione, chiamato a raccogliere la sfida alla guida della prima squadra.
La decisione societaria nasce dalla volontà di valorizzare il percorso intrapreso dal tecnico nelle ultime due stagioni, durante le quali ha operato come vice di Simone Calori, maturando un bagaglio d'esperienza fondamentale per questo salto di qualità.
Proprio in merito a questa scelta, i dirigenti hanno espresso piena fiducia nell'operato di Croce, sottolineando come la sua profonda conoscenza della piazza rappresenti un asset strategico per pianificare con lungimiranza l'imminente stagione.
«Rappresenta tantissimo. Per me è motivo di orgoglio poter guidare una società che conosco così bene e alla quale mi sento profondamente legato. In questi anni è diventata casa mia» ha dichiarato con emozione il nuovo tecnico bianconero nelle sue prime battute ufficiali.
L’allenatore ha poi analizzato il percorso di crescita personale che lo ha condotto fino a questo prestigioso incarico, riconoscendo il merito di aver lavorato al fianco di professionisti di alto profilo.
«Sì, perché questi anni mi hanno fatto crescere molto. Ho avuto la fortuna di lavorare accanto a Simone Calori, una persona da cui ho imparato tanto sotto tutti gli aspetti: tattici, caratteriali e organizzativi. Adesso però è arrivato il momento di mettermi alla prova in prima persona».
Riguardo al vantaggio di poter contare su una conoscenza consolidata dell’organico, Croce ha mostrato idee molto chiare sul lavoro che attende lui e la società nelle prossime settimane, dando priorità alla definizione del gruppo.
«È sicuramente un vantaggio. Conosco bene i ragazzi, so quali sono le loro qualità e so anche in cosa possono dare di più. Ora dovremo soltanto sondare chi vorrà o no restare in maglia bianconera. Dopo questo importante passaggio, insieme al diggì Lorenzo Bambini e al diesse Sante Podrini, valuteremo le nuove scelte».
Il tecnico ha poi risposto alle domande sulla continuità progettuale, spiegando come intenda coniugare il solco tracciato dalla dirigenza con la propria impronta personale.
«Quando si lavora bene è giusto dare continuità. Però ogni allenatore ha le proprie idee e la propria personalità. Cercherò di portare qualcosa di mio, mantenendo però i valori che questa società ha sempre avuto».
In chiusura, il neo-allenatore ha voluto dettare la linea guida comportamentale che pretenderà dai suoi calciatori, mettendo al centro dell'attenzione l'impegno costante e l'attaccamento alla divisa come prerequisiti indispensabili per raggiungere gli obiettivi.
«L’atteggiamento. Si può vincere o perdere, ma non dovranno mai mancare sacrificio, corsa e voglia di lottare per questa maglia».