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Di Labio chiarisce: «Non daremo via il Chieti al primo che capita»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il mese di gennaio si sta rivelando un periodo cruciale e ricco di tensioni per il Chieti, impegnato in una complessa doppia sfida che riguarda tanto i risultati sportivi sul rettangolo verde quanto il futuro assetto societario. Il presidente Gianni Di Labio, dopo le dichiarazioni rilasciate a caldo al termine della sfida con il Sora, ha voluto approfondire la situazione attuale ai microfoni di Tifochieti.com, offrendo un quadro dettagliato delle proprie emozioni e delle manovre in corso dietro le quinte. Il massimo dirigente ha messo subito in chiaro che l'obiettivo prioritario resta la permanenza nella categoria, un traguardo da raggiungere non solo attraverso i punti sul campo ma anche tramite una transizione societaria oculata e responsabile.

Di Labio ha voluto rispondere con fermezza alle indiscrezioni negative circolate recentemente, in particolare riguardo alla situazione debitoria del club neroverde. Il presidente ha espresso profondo rammarico per la diffusione di quelle che ha definito come autentiche falsità, sottolineando con amarezza come tali voci siano scaturite proprio all'interno della stessa città di Chieti. In un momento così delicato, la pressione è diventata palpabile, portando a un'esplosione di emotività nel corso dell'ultima giornata di campionato. Il patron ha infatti confessato un retroscena molto personale: «Domenica al fischio finale ho pianto per la vittoria anche perché sono stati mesi duri», a testimonianza del carico di stress accumulato nel recente periodo.

La stagione sta prendendo una piega diversa rispetto alle aspettative iniziali, una realtà che il presidente non ha nascosto durante l'intervista. Di Labio ha ammesso con sincerità che, nei suoi piani originari, questo sarebbe dovuto essere il momento in cui la squadra lottava per il primato in classifica e per la conquista del campionato, piuttosto che trovarsi invischiata nella battaglia per non retrocedere. Questa discrepanza tra ambizioni e realtà ha costretto la dirigenza a un lavoro straordinario per rimettere in sesto la barca, portando a decisioni drastiche e sofferte sul piano gestionale e tecnico.

In questi mesi di transizione, la presidenza ha dovuto affrontare una profonda ristrutturazione interna che ha coinvolto diversi aspetti del club. È stato necessario operare una vera e propria rivoluzione, finalizzata in primis al ridimensionamento del monte ingaggi e alla ricostruzione di una rosa che potesse essere sostenibile e al contempo competitiva per l'obiettivo salvezza. Nonostante le difficoltà, Di Labio ha manifestato soddisfazione per la risposta del gruppo attuale, notando con favore la nascita di una nuova coesione tra i giocatori. In quest'ottica, la prossima trasferta contro la Sammaurese è stata etichettata come un passaggio fondamentale per dare continuità al percorso e blindare la categoria.

Parallelamente alle vicende agonistiche, il fronte della cessione delle quote societarie resta caldissimo. Il presidente ha ribadito la volontà di non agire d'impulso, chiarendo che la società non sarà ceduta semplicemente per liberarsene, ma solo a interlocutori che dimostrino un interesse reale e solido per le sorti del Chieti. In questa fase frenetica di contatti con vari imprenditori, è emersa con forza una pista che porta direttamente alla capitale. Sembra infatti che l'opzione romana stia guadagnando terreno, con Di Labio che ha confermato di essere in contatto costante con alcuni legali rappresentanti di gruppi capitolini.

Proprio in merito a queste trattative, il presidente ha aperto uno spiraglio su scenari futuri di ampio respiro, che potrebbero garantire stabilità al club per i prossimi anni. L'attenzione sembra essere rivolta a profili che possano garantire una programmazione seria e duratura, superando la logica dell'emergenza. Di Labio ha confermato di aver incontrato l'avvocato di un imprenditore romano, aprendo il dialogo anche con altri due raggruppamenti della stessa area geografica. L'obiettivo sarebbe quello di mettere in piedi un piano di sviluppo su base quinquennale, un'ipotesi che il patron neroverde sta valutando con estrema attenzione: «Ne stiamo parlando», ha chiosato, lasciando intendere che le prossime settimane saranno decisive per il destino del calcio teatino.


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