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Correggese, Marchini: «Qui per salvare la categoria e risollevare il moralet»

di Redazione Notiziario del Calcio

Una nuova avventura tecnica nel cuore dell'Emilia Romagna per Davide Marchini. L'ex centrocampista che ha calcato i palcoscenici della massima serie italiana ha scelto di guidare la Correggese, formazione biancorossa impegnata nel difficile campionato di Serie D. Una decisione maturata dopo mesi di riflessione, osservazione e valutazioni, che porta il tecnico classe 1981 di origini ostellatesi a rilevare la panchina in una piazza dal blasone importante e con ambizioni chiare.

Marchini, che nella sua carriera da calciatore ha vissuto l'esperienza della Serie A da protagonista nel ruolo di mediano, ha intrapreso da tempo la seconda fase della propria vita sportiva dedicandosi alla guida tecnica delle squadre. Un percorso che lo ha visto acquisire una conoscenza approfondita delle categorie superiori del calcio regionale, dove il suo nome era stato invocato anche dalla piazza ferrarese per un progetto di rilancio dell'Ars et Labor attraverso una guida locale.

Dopo un periodo di attesa e di attenta analisi del panorama calcistico, culminato nell'osservazione di numerose partite, il tecnico ha deciso di accettare la proposta della società reggiana, dando inizio a un capitolo professionale che lui stesso definisce di grande rilevanza.

«Nelle varie chiacchierate estive – racconta – c'era stata anche questa realtà, ma in pratica avevano già fatto la scelta di partire con Domizzi. Oggi sono qui e sono molto felice. La società è importante e blasonata, c'è tanta voglia di far bene e devo dire che le strutture sono a livello di club professionistici».

L'approdo a Correggio, città nota anche per essere la patria musicale di Luciano Ligabue, rappresenta per Marchini una sfida sotto molteplici aspetti. La distanza dalla propria abitazione lo costringerà talvolta a pernottare in albergo, un sacrificio che il tecnico è disposto ad affrontare per quello che considera un passaggio determinante nella propria carriera da allenatore.

«Sì, da più punti di vista. In questi primi giorni sto facendo avanti e indietro, ma a volte resterò qui in albergo per via della distanza da casa. A livello professionale per me si tratta di uno step molto importante e desidero sfruttarlo al meglio. Sono arrivato per dare una mano. Quando si cambia allenatore significa che i problemi ci sono, dunque la prima cosa da fare è provare a sistemare i principali».

L'obiettivo dichiarato è quello della permanenza nella categoria, una missione di salvataggio che il nuovo allenatore affronta con pragmatismo e consapevolezza delle difficoltà. Il piano d'azione tracciato da Marchini si concentra su tre direttrici fondamentali: l'aspetto psicologico della squadra, la preparazione atletica e i possibili rinforzi dal mercato.

«Sul morale, va rialzato il prima possibile. Lavoreremo anche sulla condizione fisica, sono sicuro che dopo le valutazioni fatte con la società arriverà qualcosa anche dal mercato e darò tutto per aiutare la Correggese a salvarsi».

Nel primo incontro con il gruppo squadra, Marchini ha voluto trasmettere un messaggio chiaro e diretto, richiamando i giocatori alla responsabilità e al privilegio di poter competere a questi livelli. Un approccio che parte dalla valorizzazione dell'opportunità che ogni atleta ha di vestire la maglia biancorossa e dalla necessità di onorare questo impegno con dedizione totale.

«Ho ribadito una grande verità. Ovvero che tutti loro hanno la fortuna di giocare a calcio a questi livelli e che a ogni partita la maglia va sudata dando tutto e di più. L'obiettivo è di mantenere la categoria, questa serie D è molto equilibrata e il tempo per far bene c'è».

La Serie D, secondo l'analisi del tecnico emiliano, presenta caratteristiche di grande equilibrio competitivo, un fattore che lascia margini di manovra sufficienti per invertire la rotta e costruire una seconda parte di stagione positiva. La fiducia nelle possibilità di riuscita deriva anche dall'impressione positiva ricevuta dall'organizzazione societaria e dalle dotazioni strutturali a disposizione, elementi che secondo Marchini raggiungono standard tipici del professionismo.

Per la piazza di Correggio, desiderosa di tornare a ruggire attraverso le prestazioni della propria squadra, l'arrivo di un allenatore con il vissuto e l'esperienza di Marchini rappresenta un segnale di ambizione e di voglia di invertire una tendenza negativa. Il "leone" in panchina, come viene soprannominato il tecnico, porta con sé il bagaglio di chi ha vissuto da protagonista le emozioni del grande calcio e ora intende trasmettere quella cultura vincente anche in una dimensione differente ma non meno impegnativa.

La sfida che attende Marchini e la Correggese nei prossimi mesi è complessa ma non impossibile. Con una squadra da ricompattare, un morale da ricostruire e una classifica da raddrizzare, il nuovo corso tecnico si presenta ricco di incognite ma anche di potenzialità. La volontà espressa dal tecnico è quella di sfruttare al massimo questa opportunità professionale, mettendo a disposizione del progetto tutta la propria competenza ed energia.

Nelle prossime settimane si capirà se l'innesto di Marchini, unito agli eventuali interventi sul mercato e al lavoro quotidiano sul campo, sarà sufficiente per risollevare le sorti dei biancorossi e garantire quella salvezza che rappresenta l'obiettivo minimo ma irrinunciabile della stagione. Una cosa è certa: la Correggese ha scelto di affidarsi a un professionista che conosce profondamente il calcio che conta e che ha già dimostrato di saper navigare nelle acque del movimento regionale con competenza e risultati.


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