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Conegliano all'ultima chiamata: novanta minuti per sognare i playoff

di Nicolas Lopez

Novanta minuti. È tutto ciò che separa il Conegliano da un traguardo che, alla vigilia del campionato, appariva poco più di un'utopia: i playoff di Serie D. Domenica alle 15, il campo del Soldan ospiterà l'ultima giornata di un campionato che ha riservato ai gialloblù una delle rimonte più sorprendenti del girone C.

Non si tratta di una partita qualunque. È il punto di arrivo di un percorso di riscatto costruito mattone dopo mattone, soprattutto nella seconda parte della stagione, quando la classifica sembrava aver già emesso il suo verdetto. Un verdetto che il Conegliano ha scelto di non accettare.

La situazione in classifica è quanto di più avvincente si possa immaginare nelle ultime ore di un campionato. Nel girone C di Serie D, ben sei squadre si trovano raccolte nell'arco di appena tre punti, tutte a contendersi gli ultimi due posti disponibili per la post-season. Il Brian Lignano guida il gruppo al quarto posto con 53 punti, tallonato da Este e Mestre a quota 52 e dal Cjarlins Muzane a 51. Chiudono il plotone il Bassano e lo stesso Conegliano, entrambi fermi a 50 punti e attualmente all'ottavo posto, a due sole lunghezze dalla zona playoff.

Un equilibrio così precario rende ogni risultato dell'ultima giornata potenzialmente determinante. Il Conegliano sa di non avere il proprio destino interamente nelle proprie mani, ma sa anche che una vittoria potrebbe spalancare una porta che in pochi, a inizio stagione, avrebbero scommesso di vedere aperta.

A raccontare il clima che si respira nella settimana che precede l'ultima gara è Simone Andolfatto, terzino destro classe 2006 e uno dei volti più rappresentativi della linea verde del club. «La settimana sta andando bene, ormai siamo agli sgoccioli e puntiamo a fare bene anche contro l'Altavilla», afferma il giovane difensore come ripreso dal quotidiano "La Tribuna". «Playoff? L'obiettivo iniziale era la salvezza e ci siamo arrivati prima del previsto per come si era messa la classifica alla fine del girone di andata. Perché non crederci? Ci metteremo tutto noi stessi, anche se sappiamo che non dipende solo da noi».

Parole che fotografano con precisione lo stato d'animo di un gruppo che ha trasformato una situazione di difficoltà in carburante per una rincorsa straordinaria. La salvezza conquistata in anticipo, che in altri contesti avrebbe potuto allentare le tensioni, ha invece rappresentato la piattaforma da cui provare a spingere verso l'alto.

Il punto di rottura nella stagione del Conegliano ha un nome preciso: l'arrivo del nuovo allenatore Pontarollo. Un cambio di guida tecnica che, secondo Andolfatto, ha inciso in modo determinante sull'identità della squadra. «Con l'arrivo di Pontarollo abbiamo lavorato molto sulla fase difensiva, che è diventata il nostro punto di forza. I risultati sono arrivati subito e questo ci ha dato l'entusiasmo necessario per scalare le posizioni», spiega il terzino.

La solidità difensiva come fondamenta di una risalita: è questa la chiave di lettura di una seconda parte di campionato in cui il Conegliano ha saputo trasformare le proprie debolezze in punti di forza, accumulando risultati utili e fiducia in modo progressivo.

L'Unione La Rocca Altavilla, avversaria di domenica, arriva all'ultima giornata avendo già centrato il proprio obiettivo stagionale: la salvezza è già in cassaforte. Una condizione che potrebbe tradursi in un approccio più libero e disinvolto alla partita, un fattore che Andolfatto non sottovaluta. «Loro giocheranno in modo spensierato, ma non sarà una gara facile», avverte il difensore.

A prescindere dall'esito sportivo, il giovane terzino guarda anche alla cornice che dovrebbe fare da sfondo a questa giornata di chiusura: «Mi auguro che il Soldan veda la maggior cornice di pubblico possibile per festeggiare insieme questa chiusura di campionato». Un invito alla città a non mancare all'appuntamento, qualunque cosa riservi il novantesimo minuto.


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