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Clamoroso! Fa panchina Serie D ma il 2008 ora è conteso da PSG e Manchester City

di Alessandra Galbussera

Alessandro Longoni è pronto a lasciare il Milan. Il portiere nato a Como nel 2008, cresciuto nelle giovanili rossonere praticamente dall'inizio della sua carriera, non ha rinnovato il contratto in scadenza a giugno e si appresta dunque a svincolarsi a parametro zero. Sulle sue tracce, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, ci sarebbero club di primissimo piano come il Paris Saint-Germain e il Manchester City.

Longoni è un nome che chi segue le nazionali giovanili conosce bene. Il suo momento di maggiore visibilità risale al 2024, quando, convocato un anno sotto età nella Nazionale Under 17, contribuisce alla vittoria dell'Europeo di categoria. Il giovane portiere scende in campo da titolare in due partite della fase a gironi e nel quarto di finale contro l'Inghilterra, una sfida decisa ai rigori e rimasta nella memoria anche per la rete di Liberali.

Un percorso promettente, costruito interamente nelle strutture del Milan, che tuttavia ha preso una piega inattesa nel corso dell'ultima stagione.

Il punto di rottura va ricercato nell'estate scorsa, quando il Milan — in una decisione che la Gazzetta dello Sport attribuisce all'iniziativa dell'allora dirigente Tare — sceglie di puntare con decisione su Matteo Pittarella, un coetaneo classe 2008 che nella stagione 2024-25 aveva ricoperto il ruolo di riserva proprio alle spalle di Longoni.

La gerarchia si ribalta nel giro di pochi mesi. Pittarella viene aggregato alla tournée estiva della prima squadra insieme a Maignan, Terracciano e Torriani, e da quel momento non torna più indietro. Nel corso dell'annata, si alterna con Torriani in una staffetta tra prima squadra e Milan Futuro in Serie D che di fatto esclude Longoni dal progetto tecnico: il portiere comasco viene dirottato sulla Primavera e, in Serie D, quando va bene, accomoda la panchina.

Una scelta precisa da parte del club, che considera Pittarella e Torriani portieri dotati di maggiori margini di sviluppo. Una valutazione tecnica legittima, ma che ha lasciato il segno.

Longoni non ha accettato di buon grado la nuova collocazione — reazione comprensibile, dati i trascorsi — e ha aperto una trattativa per il rinnovo del contratto avanzando richieste che il club ha ritenuto eccessive. L'accordo non è stato trovato e il contratto andrà naturalmente a scadenza a giugno, senza prolungamento.

In casa Milan resta forse il rimpianto di non aver gestito la situazione con maggiore tempestività: un rinnovo chiuso in anticipo, nella primavera del 2025, avrebbe evitato di perdere a zero un giocatore sul quale il club aveva investito anni di formazione.

Ora si tratta di capire dove il portiere comasco proseguirà la carriera. Le indiscrezioni delle ultime ore lo accostano a due club tra i più titolati d'Europa. Il Manchester City è una delle piste, ma è il Paris Saint-Germain a fare maggiormente discutere, anche per un dettaglio curioso: il club parigino ha già in rosa un portiere italiano di passaporto, Renato Marin — nato in Brasile e approdata nella capitale francese solo un anno fa, dopo un'esperienza nelle giovanili della Roma — che in questa stagione ha collezionato due presenze in Ligue 1.

La situazione tra i pali del Psg è tuttavia in evoluzione. Chevalier, attuale secondo portiere alle spalle di Safonov, non sembra destinato a continuare in quel ruolo e potrebbe presto trasferirsi altrove, aprendo uno spazio nella rosa. Resta da capire se sarà Marin a scalare le gerarchie come potenziale nuovo secondo, e se accanto a lui possa inserirsi proprio Longoni.

Quel che è certo è che, a parametro zero, il profilo del portiere ex Milan difficilmente passerà inosservato sul mercato europeo.


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