Clamoroso Afragolese: "Cornuti e mazziati", la società non ci sta e annuncia il ricorso
C’è un antico adagio napoletano, "cornuti e mazziati", che sembra essere stato coniato appositamente per descrivere lo stato d'animo che regna in queste ore in casa Afragolese dopo gli ultimi sviluppi legati alla giustizia sportiva.
La società si trova infatti a commentare una situazione paradossale che ha visto un proprio tesserato finire in ospedale a seguito di un grave episodio di violenza avvenuto durante la delicata trasferta sul campo del Barletta.
Nonostante le conseguenze fisiche subite dal calciatore siano state ampiamente documentate e abbiano richiesto l'intervento dei sanitari, l’esito del procedimento sportivo ha lasciato il club campano con l'amaro in bocca e un profondo senso di ingiustizia.
Il Giudice Sportivo non solo ha deciso di respingere il reclamo presentato dal sodalizio rossoblù, ma ha rincarato la dose infliggendo alla società una sanzione economica per aver esercitato un proprio legittimo diritto previsto dai regolamenti.
L’A.C. Afragolese ha voluto ribadire con forza la propria linea di condotta basata sul rispetto delle istituzioni, ma ha allo stesso tempo sottolineato la necessità impellente di tutelare l'integrità dei propri uomini e l'onore della maglia.
Secondo i vertici societari, i principi di lealtà e correttezza che dovrebbero governare ogni competizione agonistica sembrano essere passati in secondo piano rispetto alla fredda interpretazione delle norme federali in questo specifico caso.
Il club non ha intenzione di arrendersi di fronte alla convalida del risultato maturato sul terreno di gioco contro il Barletta 1922 e ha già annunciato che la battaglia legale proseguirà senza sosta nei prossimi giorni.
È stato infatti comunicato ufficialmente che verrà presentato appello al grado di giudizio superiore, con la ferma speranza che tutti i dettagli della vicenda possano essere analizzati con maggiore attenzione e profondità.
L'obiettivo della dirigenza resta quello di far emergere la realtà dei fatti riguardanti l'aggressione subita dal proprio atleta, convinti che la verità processuale debba coincidere con quanto realmente accaduto durante i novanta minuti.
L’Afragolese continuerà dunque a difendere con estrema determinazione i propri colori sociali e i valori fondamentali dello sport, agendo sempre nel perimetro delle regole ma senza accettare passivamente decisioni ritenute inique.
La determinazione della società è massima: non si tratta solo di punti o risultati, ma della dignità di un intero ambiente che si sente profondamente colpito da una gestione del caso giudicata deludente sotto ogni punto di vista.