Cjarlins Muzane, Zironelli recrimina: «Ci manca la finalizzazione. E che sfortuna con gli infortuni»
Il Cjarlins Muzane non va oltre lo 0-0 nel match casalingo contro l'Unione La Rocca Altavilla. Una partita combattuta, decisa in gran parte dalla sfortuna, dalle imprecisioni sotto porta e da un pizzico di tensione agonistica che ha impedito ai padroni di casa di trovare il guizzo vincente. Al termine dei novanta minuti, l'allenatore del Cjarlins Muzane, Mauro Zironelli, si è presentato ai microfoni per analizzare a tutto tondo la prestazione dei suoi ragazzi, non nascondendo un velo di rammarico sia per la gara odierna che per l'andamento generale della stagione.
Interrogato su cosa sia mancato per ottenere i tre punti, il mister non ha usato giri di parole, puntando il dito sulla scarsa freddezza dei suoi: «Abbiamo avuto una grossa occasione a tu per tu col portiere nel primo tempo e un paio di calci d'angoli, quello battuto sul secondo palo dalla parte a sinistra e anche all'ultimo secondo del primo tempo: il primo non è riuscito a metterla dentro, l'altro l'ha sbagliata di poco, Perez. Poi nel primo tempo non siamo stati tanto precisi. Meglio nella ripresa, dove abbiamo avuto l'occasione lì del palo, un paio di tiri di Gabrieli eccetera, dove è stato bravo il loro portiere. Quest'anno ci sta mancando la finalizzazione, che non è roba da poco: al momento creiamo ma non riusciamo a finalizzare. Poi avete visto la grande occasione nel secondo tempo, all'ultimo minuto, e mi sembrava un po' una beffa. Dobbiamo migliorare quella roba lì, perché insomma, un paio di gol ci stavano: tra il palo e l'occasione di rammarico non siamo stati precisi».
A pesare sull'esito del match anche un controverso episodio in area di rigore, su cui Zironelli si è soffermato con amarezza: «C'era anche un episodio... è stato un mio allievo, Peotta, però nel momento in cui la stava accompagnando fuori, la palla gli ha rimbalzato sul braccio. Tante volte te lo danno, tante volte no, poteva starci magari. Sono degli episodi. Quest'anno ne abbiamo visti episodi a favore e contro... a noi ci vanno sempre contro, a favore mai. La bilancia è squilibrata quest'anno. Credo che avremo battuto, sì e no, due rigori».
L'analisi si è poi allargata al cammino in campionato della squadra. Alla domanda se ci sia rammarico per come si è sviluppata la stagione, Zironelli ha spiegato come l'emergenza infermeria abbia letteralmente tagliato le gambe al gruppo nel momento clou: «Rammarico c'è fino a un certo punto, perché noi il rammarico l'abbiamo avuto sulla sfortuna, nella salute. All'andata, per esempio, abbiamo giocato contro di voi senza nove giocatori. E siamo stati così da novembre fino ai primi di gennaio. Il rammarico è sul discorso che non sei stato fortunato sulla salute, ma per il resto non posso dire niente a questi giocatori, perché fino a novembre eravamo a un punto dal Treviso. Poi da novembre a dicembre – che sono due mesi, forse un po' meno perché abbiamo staccato il 21 – abbiamo perso nove punti e siamo andati a -10. Proprio per queste cose qua, e poi le paghi. Devi cercare di recuperare i giocatori, perché se si fanno male a novembre rientrano dopo due mesi, due mesi e mezzo. A gennaio non puoi fare tanti cambi perché comunque ti rientrano, ma il giocatore che rientra dopo due mesi e mezzo non puoi certo sperare che vada come un missile da subito: ci vuole il suo tempo, e abbiamo pagato queste cose qua. In vent'anni non mi era mai successa una roba del genere, è sempre la prima volta purtroppo».
In chiusura, una battuta anche sui risultati maturati sugli altri campi, in particolare sulla sconfitta casalinga della capolista Treviso contro il Maia Alta. Un calo che l'allenatore comprende perfettamente, rivedendo le stesse difficoltà affrontate dal suo Cjarlins: «Il Treviso, nel momento in cui ha perso Scotto, non è più riuscito a fare risultati e stanno giocando anche loro come noi in quei due mesi e mezzo: senza punte. Perché Svidercoschi non sta bene, è l'unico che gioca, e giocano con sottomarca, Beltrame, Artioli... non sono delle punte vere, sono dei centrocampisti offensivi. Si stanno adattando a una cosa che non hanno mai fatto e immagino sia questa la motivazione. Al di là che magari ti può venire il "braccino corto", ma con 10 punti di distacco e 5 partite alla fine, penso che il Treviso sia già su e che non ci si arrivi comunque. Può esserci un po' di rilassamento, ma credo che stiano pagando proprio l'assenza di attaccanti: attualmente, a parte Svidercoschi, non hanno punte».