Chievo, la corsa alla vetta passa da tredici finali: otto punti da recuperare alla Folgore
La rincorsa non è conclusa, anche se il percorso si fa sempre più stretto. Il Chievo si prepara ad affrontare le ultime tredici giornate di campionato con la consapevolezza di avere ancora trentanove punti a disposizione e un gap di otto lunghezze dalla Folgore Caratese, attuale leader della classifica. Una sfida ambiziosa, certamente non semplice, ma nemmeno priva di speranze concrete.
Sul calendario spicca una data particolarmente significativa: il 15 febbraio. Quel giorno, allo stadio Olivieri, si presenterà proprio la formazione brianzola, guidata dal presidente-giornalista Michele Criscitiello. Uno scontro diretto che potrebbe rivelarsi decisivo nell'economia della stagione, capace di ridisegnare gli equilibri della parte alta della graduatoria.
L'aspetto più curioso e, per certi versi, frustrante della stagione clivense riguarda la netta differenza di rendimento tra le gare esterne e quelle disputate davanti al proprio pubblico. Lontano da Verona, la squadra ha costruito un cammino di altissimo livello: sette successi in undici trasferte, con un bottino di 23 punti che rappresenta il secondo miglior dato del campionato, superato soltanto dai 25 della Folgore.
Un rendimento esterno che fotografa una squadra solida, capace di adattarsi ai diversi contesti e di gestire la pressione anche in ambienti ostili. Tuttavia, il quadro cambia radicalmente quando l'analisi si sposta sulle prestazioni casalinghe. All'Olivieri sono arrivate ben quattro sconfitte e soltanto 14 punti complessivi, una statistica che stride con le ambizioni di vertice e che richiede un'attenta riflessione.
Le cause di questa dicotomia possono essere individuate su differenti livelli. Dal punto di vista tattico, il Chievo ha mostrato difficoltà evidenti quando è chiamato a prendere in mano il pallino del gioco contro compagini che scelgono di difendersi con ordine e densità nella propria metà campo. Avversari capaci di rimanere bassi e compatti, pronti a sfruttare le ripartenze veloci per colpire in contropiede, hanno spesso messo in difficoltà la squadra di Marco Didu.
La carenza di velocità e profondità sulle fasce rappresenta un limite oggettivo, che impedisce alla manovra offensiva di svilupparsi con la necessaria fluidità per aggirare le barriere difensive avversarie. Esempi concreti si sono visti nelle partite contro il Brusaporto, nel primo tempo contro il Milan Futuro e, in parte, anche nell'incontro con la Varesina: in tutti questi casi, gli avversari hanno saputo sfruttare le transizioni rapide per punire i padroni di casa.
Esiste però anche una componente meno tangibile, di natura quasi psicologica. L'Olivieri rappresenta uno degli impianti più prestigiosi e suggestivi dell'intera categoria, soprattutto se confrontato con altre strutture decisamente più modeste presenti anche in Lombardia. Per molte squadre, giocare a Verona contro il Chievo costituisce un'occasione speciale, uno stimolo ulteriore che spesso si trasforma in una motivazione extra capace di innalzare il livello della prestazione. Questo fattore, per quanto impalpabile, non è trascurabile e ha contribuito a spostare l'inerzia di alcuni incontri a favore degli ospiti.
Nonostante le difficoltà, la società non intende arrendersi. Sergio Pellissier, figura simbolo del club e riferimento assoluto dell'ambiente veronese, sta operando su più fronti per sostenere le ambizioni del gruppo. Il mercato invernale è ormai nel vivo e i primi movimenti sono già stati completati.
Nel corso della settimana è stato messo a disposizione di Didu un rinforzo funzionale al suo modulo d'elezione, il 3-5-2. Ma l'attività non si ferma qui. La dirigenza scaligera sta lavorando su diversi profili per completare l'organico. Tra gli obiettivi figura Daniele Pollio, centrocampista classe 2005 formatosi nel settore giovanile dell'Atalanta e protagonista a inizio stagione con la maglia dell'Ospitaletto.
Si sta inoltre cercando un portiere giovane che possa garantire una maggiore rotazione tra i pali, permettendo allo staff tecnico di gestire al meglio l'alternanza con Tosi. Infine, particolare attenzione è rivolta alla ricerca di un esterno mancino dotato di velocità e capacità di attacco della profondità, un profilo considerato essenziale per ampliare le soluzioni offensive della squadra.
L'allenatore Marco Didu ha dimostrato fin dal suo arrivo di possedere una visione tattica precisa e, per certi versi, inflessibile. La sua fiducia nel 3-5-2 è totale, anche nelle circostanze in cui gli interpreti a disposizione potrebbero non sembrare perfettamente adatti a quel sistema di gioco. Una scelta che può apparire dogmatica, ma che risponde a una logica ben definita: la coerenza progettuale.
La società ha deciso di abbracciare questa filosofia fino in fondo, consapevole che solo attraverso un'adesione completa all'idea di calcio del tecnico sia possibile costruire un'identità riconoscibile e funzionale. È una scommessa, certo, ma anche l'unica strada per dare continuità a un progetto che punta a riportare il Chievo ai vertici della categoria.
Le prossime tredici partite diranno se questa coerenza sarà premiata e se la rincorsa alla Folgore Caratese potrà trasformarsi in qualcosa di più di una semplice illusione. Il distacco non è incolmabile, il rendimento esterno è eccellente, e con i giusti innesti dal mercato il Chievo può davvero provare a scrivere un finale di stagione esaltante. L'Olivieri attende la sfida del 15 febbraio: sarà quello il momento della verità.