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Chieti, superata la crisi: squadra unita verso la salvezza dopo il pasticcio stipendi

di Michele Caffarelli

La compagine neroverdeazzurra torna a concentrarsi sull'obiettivo sportivo dopo aver superato una fase di tensione legata a problematiche economiche interne. Il Chieti ha ripreso la normale attività sul campo d'allenamento di Manoppello nella giornata di ieri, ponendo fine alla protesta che martedì aveva portato alla cancellazione della seduta di lavoro programmata.

La vertenza era nata da alcune irregolarità riscontrate nei bonifici relativi alle retribuzioni del mese di febbraio. Diversi componenti della rosa e dello staff tecnico avevano infatti ricevuto somme inferiori a quanto dovuto, innescando una reazione compatta dell'intero gruppo. Ieri è arrivata la risoluzione della controversia: i pagamenti sono stati completati, raggiungendo tutti i membri della prima squadra, lo staff tecnico e il personale ausiliario.

Tuttavia, permane la questione relativa ai decurtamenti operati sulle spettanze di cinque figure professionali: i calciatori Margiotta, Caparros e Calvosa, il tecnico Del Zotti e la fisioterapista De Luca. Proprio questa disparità di trattamento aveva scatenato la decisione unanime, maturata nello spogliatoio, di astenersi dall'allenamento di martedì in segno di solidarietà verso i colleghi penalizzati.

Il presidente Gianni Di Labio ha fornito spiegazioni dettagliate sull'origine dell'errore. Secondo la ricostruzione del massimo dirigente, lui stesso insieme al consulente Omar Trovarello aveva predisposto un elenco completo con gli importi integrali destinati a giocatori e staff. Tuttavia, il responsabile amministrativo incaricato di eseguire materialmente i trasferimenti bancari avrebbe autonomamente modificato il prospetto, riducendo alcune voci per fare spazio a compensi di altri dirigenti inseriti a libro paga, che non comparivano nella documentazione originaria. Tale iniziativa sarebbe stata assunta senza il consenso né la conoscenza di Di Labio, che aveva espressamente stabilito come priorità assoluta il saldo degli emolumenti a favore degli atleti e dello staff tecnico.

Paradossalmente, l'episodio ha generato un effetto coesivo all'interno del gruppo. La scelta di interrompere l'attività martedì è stata votata all'unanimità negli spogliatoi, manifestando un principio di solidarietà collettiva nei confronti di chi aveva subito il taglio. "Se tocchi uno di noi, tocchi tutti perché siamo una squadra": questo il messaggio che i protagonisti hanno voluto trasmettere attraverso il loro gesto.

Va precisato che l'ipotesi di disertare l'impegno agonistico previsto per domenica allo stadio Angelini contro il San Marino non è mai entrata nel novero delle opzioni valutate dal gruppo. «Avanti insieme, sempre più uniti, come una famiglia», ha dichiarato il tecnico Del Zotti, ribadendo la compattezza dell'ambiente.

Nella giornata di ieri la preparazione è proseguita secondo la tabella di marcia stabilita. Il collettivo intende rispettare l'impegno assunto sabato scorso con la tifoseria: proseguire il cammino fino al termine della stagione, nonostante le complicazioni extra-campo, nel tentativo di raggiungere la permanenza nella categoria.

L'appuntamento domenicale contro il San Marino assume connotati di straordinaria importanza. Si tratta di uno scontro dall'esito potenzialmente determinante per le sorti della classifica. Solo un risultato positivo consentirebbe di mantenere vive le speranze di conseguire l'obiettivo della salvezza. La posta in palio è altissima e la squadra si presenta all'appuntamento con rinnovata determinazione, avendo trasformato una situazione critica in ulteriore motivazione per affrontare le ultime decisive giornate del campionato.


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