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Chieti, Russo attacca: «Non voglio coprire un debito da un milione, chi ha ridotto il Chieti così paghi e si tolga dai piedi»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il futuro societario del Chieti attraversa una fase di fortissima tensione dopo le ultime esternazioni di Pino Russo, il quale ha deciso di fare chiarezza sulla propria posizione rispetto all'acquisizione del club.

Attraverso un messaggio dai toni molto duri, indirizzato idealmente al presidente Gianni Di Labio e reso pubblico con fermezza, Russo ha tracciato una linea invalicabile che condiziona l'intera trattativa. Dopo un'analisi approfondita dei documenti contabili effettuata dai suoi collaboratori, sarebbe emersa una situazione debitoria estremamente pesante, quantificata in circa un milione di euro. Russo non ha usato giri di parole per definire l'entità del problema, sottolineando come la sua disponibilità abbia un limite invalicabile legato alla gestione passata della società.

Il punto focale della questione risiede nella volontà di non farsi carico dei pesi economici accumulati dalle precedenti gestioni. "La mia proposta è nota – afferma – ma non posso né voglio accollarmi un debito di circa un milione di euro, che per quanto si sa servirebbe unicamente a togliere dai guai chi, mi si consenta la franchezza, ha ridotto il Chieti nelle condizioni attuali", ha dichiarato apertamente l'interessato. Per Russo, il risanamento dei conti non deve gravare sulle spalle di chi entra oggi per tentare un rilancio, ma deve restare una responsabilità di chi ha guidato il club verso quello che lui definisce senza mezzi termini un disastro sportivo e amministrativo.

Nel suo intervento, l'aspirante acquirente ha rivolto parole dirette anche all'attuale vertice societario, indicando una netta distinzione tra le figure visibili e quelle che, a suo dire, avrebbero operato nell'ombra causando la crisi attuale. "Gianni tu sei l’unica faccia visibile di un disastro che ha un colpevole ben identificato. Spetta a questa persona saldare i debiti e farsi da parte", ha tuonato Russo nel suo messaggio. Secondo questa visione, solo una volta che le pendenze economiche saranno state sanate da chi le ha create, si potrà concretizzare il passaggio di consegne, atto che Russo definisce come un onore che accoglierebbe con gioia solo a patto di trovare una situazione contabile ripulita dalle scorie del passato.

L'unico motore che spinge Russo a restare ancora al tavolo delle trattative, nonostante le evidenti difficoltà, sarebbe l'amore per la piazza e il rispetto profondo verso la tifoseria teatina, che non ha mai smesso di incitare i colori neroverdi anche nei momenti più bui. "Voglio prendere il Chieti solo per rispetto di quei tifosi che non hanno mai fatto mancare sostegno e amore per i colori neroverdi", ha ribadito con forza, ponendo l'accento sulla componente passionale come unico baluardo rimasto in piedi in una vicenda societaria travagliata. Russo ha poi lamentato una sorta di isolamento istituzionale e imprenditoriale, sottolineando come il territorio non abbia risposto in modo adeguato alla crisi, lasciandolo consapevole di dover contare esclusivamente sulle proprie risorse economiche.

Il progetto proposto da Pino Russo si discosta nettamente dai grandi proclami spesso sentiti nel mondo del calcio minore, puntando tutto su una normalizzazione della gestione che restituisca dignità alla piazza. "Il mio obiettivo è far vivere al Chieti una gestione tranquilla, senza proclami né illusioni. L’unica cosa che posso garantire è che non si ripetano più umiliazioni come quelle vissute recentemente", ha spiegato, indicando nella trasparenza e nella solidità quotidiana le basi della sua possibile presidenza. Si tratterebbe dunque di un piano improntato alla stabilità, lontano da facili promesse di vittorie immediate, ma orientato a cancellare le recenti figuracce che hanno ferito l'orgoglio dei tifosi.

L'appello finale di Russo suona come un ultimo avviso per evitare che la situazione precipiti definitivamente verso il baratro sportivo. Con la consapevolezza che il tempo stringe, ha invitato chi di dovere a prendersi le proprie responsabilità con urgenza, smettendo di giustificare una gestione fallimentare. "Non possiamo più perdere tempo né giustificare o coprire chi ha colpe evidenti in questo disastro. I tifosi non lo meritano", ha concluso, riaffermando comunque di possedere sia la volontà politica che la capacità finanziaria per rilevare il Chieti, a patto che gli ostacoli debitori vengano rimossi da chi li ha generati.


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