Chieti, l'amaro addio di Francesco Del Zotti scuote la piazza: «Ci hanno tolto il merito sportivo, ma non potranno mai toglierci la dignità»
Il pesantissimo verdetto emesso dagli organi di giustizia di secondo grado ha letteralmente stravolto la classifica del girone F, sancendo una retrocessione diretta al Chieti che cancella quanto di buono era stato espresso sul rettangolo verde nel corso dell'intera annata agonistica.
Il provvedimento ha tolto al club abruzzese persino la possibilità di giocarsi la permanenza nella categoria nello spareggio salvezza casalingo, scatenando la reazione accorata del tecnico neroverde che si è affidato ai propri canali social ufficiali per un lungo e doloroso sfogo.
L'allenatore ha voluto ripercorrere le tappe di un'avventura sportiva che, al di là del verdetto finale, ha mostrato valori umani rari all'interno del panorama calcistico moderno. «É stato un viaggio bellissimo… Purtroppo non tutte le favole hanno un lieto fine, ma tutte le favole hanno un insegnamento» ha esordito Francesco Del Zotti analizzando l'epilogo della stagione. «É stata una favola fatta da uomini di valore che sono andati oltre tutto e tutti, dimostrando che il calcio vero esiste ancora» ha aggiunto con grande orgoglio il mister neroverde.
La delusione per una decisione presa lontano dai campi da gioco è enorme, soprattutto per il modo in cui è stato annullato il sacrificio quotidiano compiuto da tutto lo spogliatoio durante i mesi di campionato. «Ci hanno tolto il merito sportivo e tutto quello che ci eravamo costruiti in campo con sudore e passione, ma non potranno mai toglierci la dignità e l’amore che ci abbiamo sempre messo» ha tuonato con fermezza la guida tecnica del Chieti manifestando tutta la propria amarezza.
Il legame con la gloriosa piazza abruzzese è rimasto impresso nel cuore del tecnico, che ha affrontato l'incarico con il massimo rispetto per la storia e per le pretese della tifoseria calcistica locale. «Sin dal primo giorno ho indossato questi colori con fierezza pensando però che dovessi guadagnarmi costantemente, con il lavoro, l’umiltà e la passione l’onore di essere l’allenatore del Chieti, anche perché il Chieti pretende serietà, professionalità e risultati» ha spiegato dettagliatamente Del Zotti. «Ho dato tutto quello che avevo e spero di aver reso orgoglioso ogni tifoso, non so quale sarà il futuro ma intanto spero di aver lasciato anche qualche buon ricordo in campo» ha poi ammesso il mister.
Nel momento dei saluti e dei bilanci, non poteva mancare un ringraziamento speciale ai collaboratori più stretti che hanno gestito le mille difficoltà quotidiane di una stagione vissuta costantemente sul filo del rasoio. «Un grazie particolare lo devo allo staff, sempre nelle retrovie ma colonne portanti di una situazione sempre al limite, sono stato fortunato ad avervi avuto al mio fianco» ha rimarcato l'allenatore evidenziando il lavoro oscuro dei suoi assistenti.
Il tributo più grande è stato però riservato ai calciatori, capaci di isolarsi dalle tempeste societarie ed extracalcistiche per spingere al massimo sull'acceleratore anche quando la situazione sembrava ormai definitivamente compromessa. «Poi ci sono i ragazzi, tutti, dal primo all’ultimo siete uomini veri, pieni di valori, non avete mai messo i soldi al primo posto ma sempre l’ambizione di arrivare all’obiettivo» ha svelato Del Zotti elogiando il proprio gruppo storico. «Siete rimasti in piedi tra le macerie e anche quando non ci credeva nessuno voi avete spinto al massimo, sono sicuro che tanti di voi arriveranno in alto» ha pronosticato il tecnico con grande affetto.
In conclusione della sua lunga lettera aperta, l'allenatore ha voluto dedicare un pensiero colmo di gratitudine al pubblico neroverde, prima di lanciare un'ultima e definitiva stoccata verso le decisioni che hanno condannato il club. «Infine non per importanza, voi tifosi che ci avete affidato le vostre speranze, ci avete responsabilizzato e fatti sentire importanti in ogni momento, senza di voi non sarebbe stato uguale» ha sottolineato con enfasi l'allenatore abruzzese. «È stato un viaggio bellissimo, hanno provato a fermarci in ogni modo e alla fine lo hanno fatto da dietro una scrivania, rimane però la consapevolezza che era l’unico modo in cui potevano farlo» ha concluso amaramente Francesco Del Zotti.