Chieti, fine della corsa? Il retroscena societario che fa tremare l'intera città
Il sipario sui playout del girone F si è alzato regolarmente, nonostante i disperati tentativi istituzionali messi in atto nelle ore precedenti. La palla è passata al campo nonostante il legale del Chieti, l'avvocato Nicoletta Carè, avesse formalmente depositato una richiesta di sospensione e di rinvio dei match alla Federcalcio, alla Lega Nazionale Dilettanti e al Dipartimento Interregionale. L'istanza era stata presentata in attesa che il Collegio di Garanzia del Coni si esprimesse in modo definitivo sul ricorso contro la precedente delibera della Corte Federale d’Appello, ma la macchina organizzativa non si è fermata.
Mentre le vicende extra-campo continuavano a tenere banco, i verdetti del rettangolo verde hanno emesso la loro sentenza definitiva, con la Recanatese che ha superato il San Marino con un netto quattro a uno, blindando la propria permanenza nella categoria. Per il club teatino, a questo punto, non rimane altro che attendere le determinazioni dell'ultimo grado di giudizio sportivo. Il Coni non ha la facoltà di ridurre autonomamente i punti di penalizzazione inflitti qualora la Corte d’Appello abbia motivato correttamente la sentenza, ma potrebbe annullare l'atto in caso di errore, rimandando la decisione alla stessa Corte per un nuovo pronunciamento.
Questo scenario rischia di sancire una retrocessione nel torneo regionale di Eccellenza che rappresenta un pesantissimo passo indietro per la storia calcistica locale. Si tratterebbe del ritorno in una categoria in cui la squadra era già scivolata nella stagione 2019-2020, quella poi bruscamente interrotta a causa dell'emergenza pandemica, prima della successiva risalita in quarta serie. Da quel momento in poi, dopo l'uscita di scena dei dirigenti Trevisan e Merglotti, la società non è più riuscita a trasformare in risultati concreti i proclami e le ambizioni delle varie proprietà che si sono succedute.
Durante la gestione della presidenza Serra sono arrivati due ottavi posti consecutivi che non hanno soddisfatto una piazza che sognava ben altri traguardi, come il ritorno nel calcio professionistico nel giro di un triennio. Eppure la stagione più promettente era iniziata sotto i migliori auspici, con un girone d'andata d'alto livello chiuso a soli quattro punti di distanza dalla capolista Campobasso. Quel cammino, tuttavia, si è sgretolato nella seconda parte dell'anno a causa di una girandola di esoneri e decisioni tecniche rivelatesi errate, con l'avvicendamento di Chianese, Iezzo e infine Luiso per traghettare il gruppo.
La successiva estate si è trasformata nell'ennesimo incubo per gli sportivi locali, con l'iscrizione al campionato fortemente a rischio a causa delle pendenze economiche. La situazione si era sbloccata solo grazie all'intervento degli imprenditori Di Matteo e Ferro, che avevano provveduto a saldare i debiti più urgenti. La nuova stabilità aveva portato all'organigramma figure di rilievo come il direttore sportivo Ciccone e l'allenatore Ignoffo, prima del passaggio societario dell'ottantacinque per cento delle quote al fondo svizzero WIP Finance, guidato dal presidente Giuseppe Gianni Di Labio.
L'entusiasmo della piazza è tornato a crescere, ma nel gennaio 2025 la nuova proprietà elvetica è stata travolta dalle conseguenze del caso Visibilia, finito al centro dei riflettori della trasmissione televisiva Report. Nonostante il caos societario, la squadra era riuscita sul campo a centrare il quarto posto e l'accesso ai playoff, arrendendosi poi nella semifinale contro il Teramo. La stagione successiva era ripartita con grandi proclami di vittoria e presentazioni in pompa magna, ma le speranze della tifoseria si sono spente già nel mese di ottobre.
Il resto è cronaca di questi ultimi giorni, con una tifoseria ormai rassegnata che assiste al calpestamento di centoquattro anni di storia e di passione calcistica. La piazza ha manifestato pubblicamente il proprio dissenso anche in occasione della recente partenza del Giro d’Italia, esponendo striscioni in piazza San Giustino per chiedere dignità e una proprietà solida per la squadra della propria città. Le prossime ore e il pronunciamento del Coni definiranno in modo definitivo il destino di un club sull'orlo del baratro.