Cesena, il derby di Modena come ultima spiaggia: in palio il futuro di Mignani
La crisi del Cesena si fa sempre più profonda. L'ottava sconfitta in undici partite, maturata contro il Monza nonostante le aspettative negative, ha mandato in frantumi ogni programmazione in casa bianconera. La società naviga ormai a vista, in attesa di verificare sul campo gli sviluppi della situazione prima di assumere decisioni definitive. Il prossimo banco di prova si chiama Modena: un derby che, in caso di ulteriore capitolazione, potrebbe segnare l'epilogo dell'esperienza di Michele Mignani sulla panchina del Cavalluccio.
Il tecnico ligure ha evidentemente perso il sostegno della tifoseria e, probabilmente, anche quello di una parte della dirigenza. Tuttavia, l'eventuale cambio in panchina richiede visioni chiare e unanimi sul progetto futuro, elementi che al momento non sembrano delinearsi con la necessaria nitidezza all'interno del club romagnolo.
Quel che appare certo è l'impossibilità di fallire nuovamente al Braglia. L'avversario, dal canto suo, non attraversa le medesime difficoltà del Cesena, ma manifesta altrettanta urgenza di ritrovare la giusta direzione. I canarini stanno vivendo l'ennesima fase negativa di un campionato caratterizzato da continui sbalzi d'umore, pur conservando l'accesso ai playoff come obiettivo primario, nella migliore posizione possibile.
La squadra guidata da Andrea Sottil, analogamente ai bianconeri, non è mai uscita dalla zona playoff. L'avvio di stagione è stato folgorante: dodici risultati positivi nelle prime tredici giornate hanno consentito ai gialloblù di conquistare la vetta della classifica per ben otto turni consecutivi. Il 28 novembre, alla quattordicesima giornata d'andata, la sconfitta al Manuzzi ha innescato la prima crisi: cinque ko in sei partite hanno fatto precipitare gli emiliani dal primo al settimo posto.
L'emorragia si è arrestata con il successo a Pescara, ma l'avvio del girone di ritorno ha registrato nuovamente due pareggi e una sconfitta nelle sfide contro Palermo, Empoli e Sampdoria. Una ripresa decisa è poi arrivata con tre vittorie consecutive a Venezia, Castellammare di Stabia e contro l'Empoli al Braglia.
Nel momento in cui sembrava che la formazione di Sottil fosse tornata a viaggiare a pieno regime, sono giunte due battute d'arresto consecutive con identico punteggio di 2-1: in casa contro il Padova e martedì scorso a Chiavari. Se appena una decina di giorni fa i playoff apparivano blindati – il vantaggio sulla nona posizione ammontava a dieci punti – ora il Sudtirol dista solamente sei lunghezze. Ecco perché il derby di sabato rappresenta un appuntamento imprescindibile per i ragazzi di Sottil.
Nonostante il momento difficile, la flessione del Modena non ha alcun paragone con quella bianconera, che perdura dall'inizio del girone di ritorno. Soltanto allargando l'analisi all'intera stagione il Cavalluccio può reggere il confronto con i cugini emiliani. I numeri mostrano una sostanziale equivalenza sul piano offensivo: 36 gol realizzati dal Cesena contro i 37 del Modena. Analoghe anche le statistiche relative alle grandi occasioni create per partita – 3 per il Cesena, 2,6 per il Modena – e al possesso palla medio: 49% per i romagnoli, 51,1% per i gialloblù.
Il dato che squilibra nettamente le statistiche riguarda i gol subiti: 24 quelli incassati da Chichizola, contro i 41 di Klinsmann. Su questi numeri, tuttavia, incidono pesantemente le 20 reti incassate dal Cesena nel disastroso girone di ritorno.
Mai come in questo derby, però, numeri e statistiche rischiano di contare poco. I novanta minuti del Braglia di sabato sera saranno condizionati esclusivamente dalla reazione psicologica dei ventidue protagonisti in campo rispetto al momento negativo che stanno attraversando.
La differenza sostanziale sta nelle conseguenze: Andrea Sottil non rischia nulla, nemmeno in caso di sconfitta. Per Michele Mignani, invece, uno zero alla voce punti in terra emiliana potrebbe decretare la conclusione della sua avventura sulla panchina del Cesena.
Il derby diventa così uno spartiacque: da un lato un Modena che cerca continuità per blindare i playoff, dall'altro un Cesena che gioca per il proprio allenatore e per tentare di invertire una rotta che appare sempre più drammatica. La posta in palio va ben oltre i tre punti.