Caso Castrumfavara-Gela, la solidarietà costa cara: multate entrambe le squadre, ecco perché
Il verdetto del Giudice Sportivo ha scosso l’ambiente del girone I di Serie D, portando alla luce un episodio singolare avvenuto durante la sfida tra Castrumfavara e Città di Gela. Entrambe le società sono state colpite da una sanzione pecuniaria di 500,00 euro ciascuna a causa di un comportamento ritenuto irregolare durante le prime battute del match.
Secondo quanto riportato nei provvedimenti ufficiali, le due formazioni avrebbero ritardato l'avvio concreto della gara per circa sessanta secondi. Nonostante il fischio d'inizio fosse già avvenuto e il pallone risultasse regolarmente in gioco, gli atleti sono rimasti immobili sul rettangolo verde senza partecipare attivamente all'azione.
L'iniziativa, portata avanti dai calciatori di entrambe le fazioni, non aveva ricevuto alcuna autorizzazione preventiva da parte delle autorità competenti o della terna arbitrale. Questo vuoto burocratico ha spinto il Giudice a intervenire con fermezza, applicando il regolamento che vieta interruzioni arbitrarie del gioco non concordate.
Dietro la decisione delle squadre, tuttavia, si celava un intento puramente commemorativo e di alta valenza simbolica. Il Castrumfavara, infatti, aveva promosso questo momento di stasi per onorare la memoria di un giovane ex calciatore della propria società, tragicamente scomparso di recente.
Il Gela, dimostrando grande sensibilità sportiva, aveva scelto di aderire alla forma di protesta silenziosa e di ricordo, partecipando al minuto di fermo totale. Un gesto di solidarietà tra club che però si è scontrato con la rigidità delle norme che regolano lo svolgimento delle competizioni ufficiali nella Lega Nazionale Dilettanti.
Nonostante la nobiltà del gesto, la mancanza di un via libera formale ha trasformato il tributo in un'infrazione disciplinare. Le ammende sono state dunque confermate nel bollettino odierno, segnando un precedente di rilievo per quanto riguarda le manifestazioni spontanee non autorizzate durante i minuti di gara.
La vicenda ha suscitato un acceso dibattito tra i tifosi e gli addetti ai lavori, divisi tra chi sostiene il rispetto ferreo delle regole e chi, invece, avrebbe auspicato una maggiore clemenza di fronte a una manifestazione di dolore e rispetto per una giovane vita spezzata che aveva fatto parte di quel mondo sportivo.