Caos iscrizioni in Serie C: ecco come il Pontedera può evitare il baratro
Il futuro del Pontedera attraversa una fase estremamente delicata, con il destino del prossimo campionato che dipende strettamente dalle norme che regolano l'integrazione degli organici professionistici. La Serie C 2026-27 manterrà il format a 60 squadre e, mentre le società aventi diritto devono iscriversi entro il 16 giugno, per il club granata si aprono due percorsi distinti ma spesso confusi: la riammissione e il ripescaggio.
La riammissione riguarda esclusivamente le otto squadre retrocesse dalla terza serie, ordinate in base al punteggio ottenuto nei tre gironi. In questa graduatoria virtuale, il Pontedera si trova attualmente dietro a club come Bra, Torres, Foggia, Siracusa, Virtus Vecomp, Trapani e Pro Patria, ma la posizione potrebbe migliorare sensibilmente a causa di rigide preclusioni.
Secondo il comunicato ufficiale n°248/L del 6 maggio, non possono infatti accedere alla riammissione le società che hanno ricevuto sanzioni nel biennio 2024-26 o che hanno beneficiato di deroghe infrastrutturali. Se club come Siracusa, Trapani, Triestina e lo stesso Bra venissero esclusi per questi motivi, il Pontedera salirebbe dal settimo al quarto posto della lista.
Per concretizzare questa possibilità, la domanda va presentata entro il termine perentorio del 20 luglio, dimostrando una solidità finanziaria impeccabile. I requisiti includono il rispetto degli indici di liquidità e l'avvenuto pagamento di tutti i tesserati entro il 31 maggio; a differenza di altre procedure, per la riammissione non è previsto il versamento di contributi a fondo perduto.
Discorso differente per il ripescaggio, che segue l'ordine stabilito dal comunicato n°254/L e coinvolge seconde squadre di Serie A, retrocesse dalla C e club di Serie D. In questo caso, la classifica viene determinata per il 50% dai risultati dell'ultima stagione, per il 25% dalla tradizione sportiva e per il restante 25% dal numero medio di spettatori dell'ultimo quinquennio.
L'iter del ripescaggio è decisamente più oneroso sotto il profilo economico rispetto alla semplice riammissione. Oltre alla fideiussione da 350mila euro, la società richiedente deve infatti versare alla Figc un contributo a fondo perduto di ulteriori 300mila euro, fermo restando il rispetto di tutte le preclusioni già previste per le altre procedure di integrazione.