Cala il sipario sulla Sammaurese: la fine di un'era lunga undici anni in Serie D
Si conclude dopo undici stagioni consecutive il cammino della Sammaurese nel Girone F della Serie D. La piccola realtà romagnola, che per anni ha rappresentato un caso di studio per l’efficienza gestionale e la capacità di competere con budget ridotti, deve dire addio alla categoria. Una caduta che arriva proprio nel momento in cui la società ha provato ad abbandonare la politica dei piccoli passi per ambire a traguardi più prestigiosi.
Per lungo tempo, San Mauro Pascoli è stata una delle poche certezze sportive della Romagna, insieme ai grandi nomi dei motori e del ciclismo. Come analizzato da Filippo Fabbri, il miracolo sportivo della Sammaurese si è fondato su un equilibrio quasi paradossale: una squadra di paese capace di mantenere la categoria mentre piazze storiche e blasonate si susseguivano a ritmi serrati. Il club era diventato un punto di riferimento persino per i dirigenti delle grandi vicine, come l'ex presidente del Rimini, Giorgio Grassi, o Cristiano Protti del Forlì, che guardavano alla Sammaurese come a un modello di calcio sostenibile.
La ricetta del successo, prima della crisi recente, era basata su una formula lineare: un mix tra giovani talenti da lanciare e calciatori esperti in cerca di riscatto. Questo sistema ha permesso alla squadra di non subire mai l'esonero di un tecnico per nove campionati consecutivi, annoverando sulla propria panchina nomi come Protti, Mastronicola, Martini e Taccola.
In questi undici anni, la Sammaurese ha saputo «fare le nozze con i fichi secchi», ottenendo salvezze dirette e superando persino l'assurdo calcolo statistico del 2020 quando, in piena pandemia, retrocesse per una differenza di 0.0016 punti prima di essere prontamente riammessa. La bacheca dei ricordi resta ricca di scalpi eccellenti: formazioni del calibro di Campobasso, Carpi, Parma, Reggiana e Rimini hanno tutte dovuto pagare dazio nel corso degli anni contro la piccola compagine romagnola.
Il progetto della nuova proprietà si è rivelato privo di basi solide, lasciando dietro di sé macerie finanziarie e impegni non saldati. A evitare un epilogo drammatico, simile a quanto avvenuto in altre piazze vicine, è stato l'intervento di Stefano Guerra, imprenditore sammurese e attuale presidente, che ha deciso di farsi carico della situazione proprio nell'anno del novantesimo anniversario del club.
La retrocessione in Eccellenza rappresenta ora un punto di ripartenza forzato. La Sammaurese riparte dalla categoria inferiore consapevole che il sogno della quarta serie, durato undici anni intensi, si è infranto nel momento in cui si è smesso di guardare alla realtà del territorio per inseguire promesse di grandezza rivelatesi illusorie.