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Cairese, il ruggito di Floris: «Ho trovato un disastro, ma ora il gruppo si butterebbe nel fuoco per me»

di Redazione Notiziario del Calcio

La Cairese sta vivendo un momento di straordinaria continuità sotto la guida tecnica di mister Roberto Floris, capace di inanellare una striscia di nove risultati utili consecutivi che ha ridato ossigeno alla classifica dei gialloblù.

Nonostante un rullino di marcia così positivo, l'allenatore mantiene i piedi ben saldi a terra, consapevole che il margine sulla zona caldissima della graduatoria è passato da un solo punto a cinque lunghezze, ma la salvezza diretta senza passare dalle forche caudine dei playout resta ancora un traguardo da conquistare palmo dopo palmo.

Dietro questa metamorfosi c'è un lavoro meticoloso incentrato sulla solidità del reparto arretrato, seguendo quel vecchio adagio calcistico secondo cui le grandi imprese si costruiscono subendo il meno possibile. I numeri, d'altronde, parlano chiaro: in questo filotto positivo la Cairese ha incassato appena sei reti, dimostrando una compattezza che prima della cura Floris appariva come un lontano ricordo.

«Certamente incassare il gol del vantaggio dell'Asti in una posizione di fuorigioco palese ha reso tutto più complesso, ma la reazione dei ragazzi è stata ammirevole e hanno mostrato un carattere non comune» ha dichiarato il tecnico commentando l'ultima sfida. Per Floris, la squadra non si è limitata a pareggiare con Gabriel Graziani, ma ha cercato di portare a casa l'intera posta in palio mantenendo sempre un equilibrio tattico fondamentale per non rischiare di vanificare quanto costruito.

In un'ottica di classifica, il pareggio contro una diretta concorrente come l'Asti assume un valore strategico notevole. Secondo la visione dell'allenatore, in determinate circostanze evitare la sconfitta è più importante che cercare la vittoria a ogni costo: «Possiamo affermare che una vittoria non ci avrebbe regalato tanto quanto una sconfitta ci avrebbe tolto in termini di morale e distacchi».

Analizzando i dati offensivi, emerge come la squadra abbia faticato a segnare più di una rete a partita, una statistica che Floris spiega con la necessità di aver dovuto ricostruire tutto partendo dalle fondamenta. Quando è approdato sulla panchina gialloblù, la situazione era critica, con una difesa colabrodo e un attacco poco prolifico, elementi che lo hanno spinto a dare priorità assoluta alla fase di non possesso per fermare l'emorragia di punti.

«Quando sono arrivato ho trovato un disastro e la mia missione principale era quella di limitare i danni nella nostra metà campo; è naturale che questo tolga qualcosa in fase di spinta, altrimenti avremmo le stesse statistiche del Vado» ha ammesso con pragmatismo il mister, spiegando anche le dinamiche che hanno portato all'avvicendamento tra Vassallo e il nuovo arrivato Spatari nel reparto avanzato.

Il mercato della Cairese, gestito direttamente dalla proprietà senza figure intermedie, ha portato in dote elementi funzionali al calcio di ripartenza voluto dal tecnico. Se Spatari garantisce profondità e attacco agli spazi, l'innesto di Giorcelli in difesa è stata la richiesta specifica che Floris ha avanzato con forza per blindare il pacchetto arretrato, ritenendolo un tassello fondamentale per la sua idea di gioco.

All'interno dello spogliatoio, il tecnico è riuscito a creare un legame profondo sia con i giovani del territorio che con i calciatori più esperti. Il rapporto con senatori del calibro di Castiglia e Boveri è eccellente, basato sul rispetto reciproco e sulla professionalità. «Ho a disposizione un gruppo solido che so che si butterebbe nel fuoco per me; i veterani sono esemplari per dedizione, mentre ai più giovani cerco di trasmettere l'importanza della continuità negli allenamenti» ha sottolineato l'allenatore.

L'ambientamento a Cairo è stato immediato e positivo per Floris, che ha trovato una comunità accogliente capace di farlo sentire a casa. Nonostante la piazza possa apparire a tratti distaccata o critica, specialmente sui canali social quando i risultati latitavano, l'attuale serie positiva ha trasformato i mugugni in attestati di stima, complice anche l'esperienza del mister in piazze calde e decisamente più pressanti.

«La proprietà mi permette di lavorare con estrema tranquillità e non sento alcuna pressione particolare; vedo i Boveri sereni e questo si riflette positivamente su tutto l'ambiente» ha garantito Floris, rivolgendo poi uno sguardo al resto del campionato e alla lotta al vertice tra Ligorna e Vado, sottolineando come la profondità della rosa rossoblù potrebbe risultare decisiva nel lungo periodo rispetto alla continuità del Ligorna.

Nelle zone meno nobili della classifica, il tecnico vede nel Derthona e nella Sanremese due compagini che hanno le qualità per tirarsi fuori dalla lotta per non retrocedere. Per quanto riguarda il futuro immediato della Cairese, le prossime sfide contro NovaRomentin e Celle Varazze rappresentano banchi di prova cruciali per misurare le ambizioni di salvezza anticipata.

«Riconosco il valore dei nostri prossimi avversari e quattro punti sarebbero un bottino onorevole, ma non sono abituato a firmare per il pareggio prima di giocare; le partite hanno una storia a sé e noi vogliamo cavalcare questo momento positivo con tutta la nostra forza» ha concluso Roberto Floris, confermando la volontà di non porsi limiti nella rincorsa all'obiettivo stagionale.


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