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«C'è l'interesse di tentare di salvare l'Olbia, ma la situazione è molto difficile»: Flavia Fiore rompe il silenzio

di Redazione Notiziario del Calcio

L’analisi della complessa realtà societaria che sta attraversando l’Olbia è stata al centro dell’intervento di Flavia Fiore, recentemente nominata amministratrice del club gallurese. Al termine della sfida contro la Nocerina, la dirigente ha preso la parola in conferenza stampa per fare chiarezza sulla sua posizione e sulle prospettive future della storica compagine sarda. Pur lasciando al comparto tecnico le valutazioni strettamente legate al campo, la Fiore ha voluto spiegare le ragioni del suo coinvolgimento in un momento così delicato.

La nuova amministratrice ha subito messo in chiaro che la sua presenza è frutto di una decisione condivisa con un gruppo di soggetti i cui nomi, per ora, restano riservati. Nonostante le pressanti richieste di trasparenza, la dirigente ha ribadito che l’identità dei suoi partner non verrà svelata fino a quando non sarà ritenuto opportuno. Ciò che emerge con forza, tuttavia, è la ferma volontà di intervenire per evitare il collasso di una realtà sportiva che rappresenta un patrimonio per l’intera città.

Il quadro che si sta delineando agli occhi della nuova dirigenza è apparso subito critico, con una serie di problematiche strutturali che richiedono interventi tempestivi. «La situazione è molto difficile e conosciuta da tutti, anche se sto scoprendo i dettagli man mano» ha ammesso Flavia Fiore, sottolineando come l’intero ambiente sia consapevole delle asperità del percorso. La priorità assoluta, in questa fase embrionale della nuova gestione, è comprendere la reale entità delle criticità per poter agire di conseguenza.

Un plauso particolare è stato rivolto a chi, in questi mesi di incertezza, ha permesso al club di continuare a respirare e a scendere in campo ogni domenica. La dirigente ha voluto esaltare il senso di appartenenza mostrato dai calciatori e l’abnegazione dei segretari e del personale amministrativo. Queste figure, nonostante le tribolazioni vissute nell’ultimo biennio, hanno lavorato instancabilmente dietro le quinte, spinti esclusivamente dal rispetto per i colori sociali e per la storia dell’Olbia.

L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere questo spirito di sacrificio, cercando di preservare tutto ciò che è possibile recuperare in una strada che si preannuncia decisamente in salita. Ogni giorno la nuova amministrazione si trova a dover gestire nuove urgenze e imprevisti. «In dieci giorni scarsi non potevo certo fare tutto; comprendere appieno le criticità richiede tempo» ha precisato la Fiore, chiedendo pazienza per un lavoro di analisi che deve necessariamente essere meticoloso e privo di superficialità.

Per quanto concerne il fronte tecnico e le possibili operazioni di rafforzamento della rosa, il discorso si fa inevitabilmente legato alla sostenibilità economica. Attualmente la squadra dispone di un numero elevato di tesserati e ci sono numerosi nodi contrattuali che devono essere sciolti prima di poter pensare a nuovi innesti. L’intenzione di potenziare il gruppo esiste ed è condivisa, ma ogni mossa sul mercato dovrà essere preceduta da una razionalizzazione delle risorse già presenti in organico.

Durante l'incontro con i media, Flavia Fiore ha anche raccontato qualcosa del suo background personale e del suo primo approccio con la realtà isolana. Ha confessato che questa rappresenta la sua prima esperienza in Sardegna, un legame nato grazie a rapporti professionali e conoscenze maturate nel tempo. Di origini siciliane ma cresciuta a Torino, la dirigente vanta una rete di contatti consolidata nel capoluogo piemontese che l'ha portata fino alla scrivania del club bianco.

Il suo rapporto con il mondo del calcio non è inedito, sebbene si sia sviluppato principalmente lontano dai riflettori e con un taglio prettamente tecnico e amministrativo. In passato ha avuto modo di seguire da vicino alcuni giovani talenti durante il loro percorso nelle formazioni giovanili della Juventus. Tuttavia, la sua specializzazione principale riguarda gli aspetti fiscali e contabili legati allo sport, competenza che risulterà fondamentale per districare la matassa finanziaria in cui si trova l'Olbia.

Proprio sul tema dei debiti e delle passività che gravano sulle casse della società, la Fiore ha mantenuto un profilo di estrema cautela, non sbilanciandosi su cifre definitive. La documentazione da esaminare è ancora imponente e richiede una verifica approfondita di ogni singola voce di bilancio. «Non abbiamo ancora visionato tutto: c’è ancora molta documentazione da analizzare» ha spiegato, rimandando ogni quantificazione economica a quando i dati saranno stati elaborati in modo realistico.

In conclusione, il messaggio lanciato dalla nuova amministratrice è un mix di realismo e speranza. Se da un lato non si nascondono le enormi difficoltà di un piano di salvataggio complesso, dall'altro si percepisce la determinazione di un gruppo di lavoro che vuole provare a dare un futuro solido al calcio olbiese. Il percorso è appena iniziato e le prossime settimane saranno decisive per capire se l'Olbia riuscirà finalmente a vedere la luce in fondo al tunnel.


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