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Bonazzoli e il sogno di tornare a Reggio: «Sarebbe bellissimo allenare la Reggina»

di Davide Guardabascio

Le notti sotto i riflettori del "Granillo" non hanno finora sorriso alla Reggina in questa stagione. I precedenti in notturna parlano chiaro: sconfitte contro Gelbison e Nocerina hanno lasciato un segno negativo che la squadra amaranto spera di cancellare sabato sera contro la Sancataldese. Una sfida delicata per una formazione che fatica a trovare la via del gol e che forse avrebbe bisogno di un attaccante con le caratteristiche di Emiliano Bonazzoli, un nome che evoca ricordi gloriosi nella memoria dei tifosi reggini.

Originario di Asola, in provincia di Mantova, Bonazzoli ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della Reggina, indossando la maglia amaranto in diverse fasi della sua carriera e firmando reti decisive. Tra queste, impossibile dimenticare il gol realizzato nello spareggio salvezza contro l'Atalanta, un momento che ancora oggi rappresenta una pagina memorabile per l'intero ambiente calabrese.

Oggi l'ex bomber vive una nuova avventura professionale lontano dall'Italia. Da alcuni mesi guida lo Shiroka, formazione che milita nel campionato albanese di Serie C, ma il legame con Reggio Calabria rimane intatto. «Da qualche mese mi trovo all'estero. Sto provando una nuova esperienza, anche se non ho dimenticato i miei trascorsi reggini. Ci penso sempre e chissà che un giorno non possa riabbracciare il Sant'Agata», confessa Bonazzoli in una intervista concessa alla Gazzetta del Sud, lasciando trasparire una nostalgia mai sopita.

L'ipotesi di un ritorno in riva allo Stretto, questa volta nelle vesti di allenatore, è tutt'altro che un'idea peregrina per Bonazzoli. «Sarebbe bellissimo. Avevo dato la disponibilità ad allenarla, il club ha però seguito altre strade. Rimango tifoso amaranto e mi auguro che la Reggina riesca a salire in Lega Pro. Peccato per questa flessione», ammette l'ex centravanti, rivelando di essersi proposto concretamente alla società per guidare la squadra dalla panchina.

Una dichiarazione che testimonia quanto sia profondo il legame tra Bonazzoli e la piazza calabrese, e che apre scenari suggestivi per il futuro. Nel frattempo, da osservatore esterno ma profondamente coinvolto, l'attuale tecnico dello Shiroka analizza il momento complicato che sta attraversando la formazione guidata da Torrisi.

Il calo di rendimento della Reggina è sotto gli occhi di tutti, e anche Bonazzoli si interroga sulle cause di questa flessione. «Non saprei. Forse le energie spese per la rimonta hanno fatto perdere ai calciatori un po' di lucidità. La flessione ci può stare. Bisognerà rimettersi in carreggiata e superare la Sancataldese. Nello sport non esistono gare dall'esito scontato e sabato ci sarà da soffrire. Con l'aiuto del pubblico si possono comunque raggiungere determinati risultati», spiega l'ex bomber, invitando squadra e tifoseria a fare fronte comune.

Secondo Bonazzoli, la partita contro la Sancataldese rappresenta un crocevia fondamentale per rilanciare le ambizioni di promozione. Il distacco dalle prime posizioni non è ancora incolmabile, ma servirà ritrovare compattezza e determinazione per invertire la rotta.

Interrogato sulle possibilità della Reggina di conquistare il campionato, Bonazzoli mantiene un cauto ottimismo. «Dipenderà anche dagli scontri diretti. Dovrà superare in trasferta Igea e Athletic Palermo per rientrare nel giro promozione. Cinque punti non sono tanti e staremo a vedere cosa accadrà. Reggio merita categorie importanti, rimanere in D sarebbe deprimente. Comprendo lo stato d'animo della gente. Invito l'ambiente alla compattezza visto che le divisioni rischiano di inficiare il rendimento del gruppo», sottolinea con fermezza.

Un appello all'unità che nasce dalla consapevolezza di quanto una piazza come Reggio Calabria meriti palcoscenici ben più prestigiosi dell'attuale Serie D. L'ex attaccante identifica in Igea Virtus e Athletic Palermo le rivali più accreditate nella corsa alla promozione. «Igea Virtus e Athletic Palermo sembrano quelle più attrezzate. La compagine rosanero ha una partita in meno e vincendola allungherebbe ulteriormente. Al netto della folta concorrenza, per me la Reggina ha un organico competitivo. C'è il giusto mix tra esperienza e gioventù», analizza Bonazzoli.

La sua conoscenza approfondita della rosa amaranto nasce anche dai legami personali con diversi protagonisti dell'attuale stagione. «Conosco diversi elementi. Barillà, Ragusa e Adejo li ho avuti come compagni, proprio a Reggio. Con capitan Nino mi sento al telefono. La società è stata brava nel prendere elementi funzionali al modulo del tecnico, vedi Fofana, arrivato nel mercato invernale. Si tratta di un centrocampista a tutto tondo, il classico mediano vecchia maniera. Anche il ritorno di Giuliodori ha alzato la qualità della rosa, oltre ad avere portato una ventata di freschezza all'interno dello spogliatoio», evidenzia l'allenatore dello Shiroka, apprezzando le scelte operate sul mercato.

Tra i momenti più significativi della carriera di Bonazzoli spicca inevitabilmente lo spareggio salvezza contro l'Atalanta, disputato a Bergamo. Una rete che ancora oggi lo emoziona quando ci ripensa. «Di frequente. Con l'uno uno ci saremmo salvati ugualmente, ma è sempre meglio cautelarsi e la mia rete ci consentì di vivere i minuti finali con meno apprensione. Festeggiamo fino a tarda notte e rientrando a Reggio ci accolsero i nostri sostenitori invadendo l'aeroporto. Non era scontato conquistare la permanenza. Mister De Canio fu determinante per raggiungere l'obiettivo», racconta con evidente commozione.

Un ricordo che testimonia quanto fossero stretti i legami tra quella squadra, il suo allenatore e una tifoseria sempre presente nei momenti cruciali. L'accoglienza ricevuta all'aeroporto al rientro da Bergamo resta impressa nella memoria come uno dei momenti più intensi di quella stagione salvezza.

L'esperienza albanese sta offrendo a Bonazzoli nuovi stimoli professionali in un contesto calcistico in rapida evoluzione. «Sì, crescono parecchi talenti e lo si è notato anche nel corso degli ultimi Europei. È una nazione che ha fame di calcio, mentre nel passato non era così. C'è un nuovo fervore, in particolare nei settori giovanili», spiega il tecnico italiano, sottolineando i progressi compiuti dal movimento calcistico albanese negli ultimi anni.

Una crescita confermata anche dalle prestazioni della nazionale albanese agli ultimi Europei, che hanno messo in luce la qualità dei giovani talenti formati nel paese balcanico. Per Bonazzoli, questa esperienza rappresenta un'opportunità di crescita professionale importante, anche se il pensiero continua spesso a tornare a quella Reggio Calabria che ha lasciato un segno profondo nel suo cuore e nella sua carriera.

Mentre la Reggina si prepara ad affrontare la Sancataldese sotto i riflettori del "Granillo", le parole di uno dei suoi ex simboli risuonano come un messaggio di speranza e un invito a ritrovare quella compattezza necessaria per tornare a sognare categorie più consone al blasone della piazza calabrese.


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