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Bartoli, tecnico del Molfetta: «Futuro? Una chiacchierata, nulla di concreto. Sogno la Lega Pro»

di Redazione NotiziarioCalcio.com

La serie D entra nel vivo. Il quarto campionato d'Italia sta vivendo la sua fase cruciale, con le gare che diventano sempre più importanti. Per questo motivo, la redazione di notiziariocalcio.com, sta intervistando esponenti delle società coinvolte in questo finale di stagione. Il protagonista odierno è Renato Bartoli, allenatore del Molfetta: «Abbiamo fatto finora un ottimo cammino, considerato gli obiettivi ed i progetti societari, ovvero raggiungere la salvezza. Ad otto giornate dalla fine abbiamo dodici punti sulla zona salvezza, quindi siamo abbastanza tranquilli; aver raggiunto già questo traguardo è qualcosa di importante, forse nessuno se l'aspettava, nè a Molfetta nè tra i nostri avversari. A parte Di Bari e Strambelli, gli altri non hanno una grossa esperienza in serie D, così come non ce l'ha il sottoscritto e la società. Eravamo una matricola sotto tutti i punti di vista, ma già dallo scorso anno abbiamo studiare questo girone. Alla fine, come dimostrato anche nelle ultime due trasferte, affronteremo le partite come sempre fatto, non ho intenzione di regalare nulla a nessuno: ogni partita sarà una finale, poi sarà il campo a dirci dove arriveremo».

L'imbattibilità casalinga: «Sono numeri che già dallo scorso anno stiamo raccogliendo. Forse dipende dal tipo di campo sintetico di ultima generazione, un campo molto grande che alimenta il nostro gioco. Fuori casa, infatti, su campi in erba naturale, con rimbalzi diversi, abbiamo fatto più fatica. Forse, però, è un po' un caso: vero che sono due anni, però i ragazzi hanno espresso l'identità sia in casa che fuori, ma il calcio è fatto di episodi: in tante trasferte potevamo fare meglio, mentre in partite casalinghe ci è andata bene. Si tratta di un momento, lungo, speriamo di continuare perché abbiamo ancora 5 partite casalinghe. Non ci sono neanche i tifosi, quindi continuo a sostenere che si tratta di un caso».

La squadra ed il calciatore che più l'ha colpito positivamente: «Come squadra credo che l'Andria esprima un buon calcio, ha un'identità molto chiara; come organici si sapeva già la griglia, ovvero Casarano, Taranto, Picerno, Lavello, erano queste le più forti, più l'Andria, che si è rinforzata a Dicembre. Mi aspettavo di più dal Bitonto. Tra i calciatori ce ne sono diversi: è molto interessante un ragazzo 2000 difensore centrale che gioca nella Puteolana, ovvero Antonio Granata, e un esterno basso mancino 2001 del Fasano, Mehdi Dorval. Domenica ho visto Altamura-Picerno ed ho visto un grande calciatore, che ha la mia stessa data di nascita, ovvero Dettori, un calciatore fantastico, uno dei più forti del girone senza dubbio».

Sul futuro: «C'è stata una chiacchierata per capire come muoverci ma, ad oggi, non c'è ancora nulla di concreto. A me naturalmente farebbe molto piacere continuare qui, sono molto legato all'ambiente e alla società: vorrei migliorare quanto fatto quest'anno. Il mio sogno è arrivare tra i professionisti, mi piacerebbe provarci con questi colori».


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