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Barletta-Vado, il ritorno di Sesia: «Accoglienza fantastica, probabilmente più di quanto meritassi»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il ritorno al "Puttilli" di Barletta ha rappresentato per Marco Sesia molto più di una semplice sfida sportiva nella Poule Scudetto. L’ex tecnico biancorosso, attualmente alla guida del Vado, ha vissuto un prepartita denso di emozioni, segnato dal caloroso abbraccio della tifoseria che non ha dimenticato il suo contributo passato. Al termine del match, vinto dai padroni di casa per 2-1, Sesia ha analizzato la gara con grande sportività, spostando l'attenzione dall'aspetto agonistico al profondo legame affettivo che lo lega alla piazza barlettana.

«L’accoglienza è stata come l’avevo immaginata? No, è stata molto di più. Ringrazio tutti perché sono stati veramente spettacolari, dal primo all’ultimo sono stati fantastici, probabilmente anche di più di quello che ho meritato. L’unico sentimento che mi viene da esprimere adesso è gratitudine».

«Il Vado che torna in Serie C e il Barletta che torna in Serie C nello stesso anno? Secondo me è stato anche un piccolo segno del destino. Finalmente il Barletta è tornato dove merita, come minimo per la piazza, per il bacino di utenza e per il calore che questa città possiede».

«Adesso auguro al Barletta mille anni nei professionisti, sperando che ci siano proprietà stabili, perché questa piazza ha voglia di calcio, vive di calcio, ha passione e ci tiene molto alla squadra della propria città. Spero che, a livello di proprietà, ci sia un impegno non solo economico, ma anche di responsabilità».

«La partita è stata nel segno dell’equilibrio. Tutto sommato credo sia stata una bella gara: il primo tempo forse abbiamo fatto meglio noi, il secondo tempo è stato un po’ meglio il Barletta. Le squadre sono molto stanche, con giocatori mezzi infortunati e poco spazio per allenarsi adeguatamente, considerando anche il caldo, ma credo che la gente si sia divertita».

«Adesso ci giocheremo tutto al ritorno, però comunque vada, io credo che l’aspetto del risultato oggi conti molto meno rispetto a quello che è successo fuori dal campo».


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