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Barletta-Real Normanna, Paci: «Servirà ferocia. Testa basta e pedalare fino al 3 maggio»

di Antonio Sala

Il traguardo è ancora lontano e il Barletta non può permettersi distrazioni. Domani alle ore 16:00, la capolista scenderà sul prato amico dello Stadio "Puttilli" per affrontare la Real Normanna, in un match valido per il ventinovesimo turno del campionato di Serie D. Un avversario in salute, reduce da cinque risultati utili consecutivi (tre vittorie e due pareggi) e forte della seconda miglior retroguardia del girone.

A presentare la sfida, nella consueta conferenza stampa della vigilia, è stato l'allenatore biancorosso Massimo Paci, che ha chiesto ai suoi ragazzi massima abnegazione, riportando l'attenzione sull'aspetto mentale e sulla "fame" necessaria per blindare il primo posto.


Interrogato sulle insidie del match e sulle caratteristiche della Real Normanna, il mister ha le idee chiare su come affrontare i campani: "È chiaro, è una partita che nasconde delle insidie, perché hai dato dei numeri precisi: hanno subito 20 gol, è una delle migliori difese, vengono da tre vittorie di fila, è una squadra giovane, una squadra che corre molto. Come si affronta? Come abbiamo affrontato le partite precedenti: esser bravi a togliere ossigeno agli avversari in fase di non possesso, esser bravi quando hai la palla ad avere la pazienza giusta per poi trovare gli sbocchi validi per tirare in porta. Insomma, è una partita importante per noi, una grande opportunità. Affrontiamo una squadra che sicuramente ci creerà delle difficoltà, ma per noi è un'opportunità e quindi possiamo incontrare anche una squadra più in palla di noi, ma non possiamo incontrare una squadra che ha più fame di noi. E quindi credo che la resistenza mentale e la fame, la voglia di vincere farà la differenza e in questo, insomma, credo che noi per forza di cose dobbiamo dire la nostra, perché siamo in un momento del campionato importante in cui bisogna dimostrare di valere la prima posizione".


Paci non si aspetta una partita a senso unico con gli avversari chiusi a riccio, anzi, prepara i suoi a diversi scenari tattici, sottolineando l'importanza del pubblico di casa e l'eventuale ricorso al tiro da fuori area: "Non mi aspetto un loro blocco basso, perché abbiamo studiato loro anche contro squadre importanti come Martina, Fasano e Pagani e comunque se la sono sempre giocata anche in fase di pressing, in pressing alto. Quindi non mi aspetto che vengano qua e si chiudano dietro la loro metà campo. Sicuramente a tratti della partita sarà quel tipo di partita, ma non penso che verranno qui e faranno per 90 minuti quel tipo di partita. Quindi ci siamo preparati anche se loro dovessero portarci pressione alta. Poi noi dovremo essere bravi a far sentire loro a disagio per quello che provano in campo, non tanto per i nomi che portiamo dietro la maglia, perché è vero che abbiamo le armi, ma dobbiamo dimostrarlo. E quindi la sensazione che proveranno contro di noi deve essere sgradevole, ma sul campo, coi fatti, non tanto per i nomi che il Barletta ha dietro le maglie. E quindi vado sempre lì perché credo che alla fine la chiave sia aver più fame degli avversari. Fino adesso l'abbiamo dimostrato. Possiamo incontrare avversari più forti di noi, più in giornata di noi, cambia poco. Se saremo bravi a togliergli quello che san far loro, a farlo con aggressività, con ferocia, poi secondo me la partita si fa... insomma, abbiamo, come hai detto, le carte in regola per farla, però dobbiamo dimostrarlo. E quindi sicuramente l'atteggiamento, la fase difensiva, l'aggressività con cui si va a duellare contro l'avversario per me farà la differenza. Poi se saremo più bravi a saltargli addosso e non farli respirare, poi vengono fuori quelle qualità che hai detto. Però prima serve tanta umiltà e serve tanta predisposizione al sacrificio".

E proprio sulle opzioni per scardinare la retroguardia avversaria, l'allenatore ha aggiunto: "Non penso che loro verranno a giocarsela partita chiusi nella loro metà campo. Certo che a tratti, quando la partita richiede quello, il tiro da fuori area è una soluzione. È una partita diversa dall'andata. Adesso giochiamo in casa, giochiamo davanti al nostro pubblico e il nostro pubblico quando spinge, per gli avversari diventa molto difficile giocare. Quindi quella potrebbe essere un'arma per noi importante, il nostro pubblico, che sicuramente ci aiuterà nei momenti difficili, ci daranno una mano e noi sul campo dobbiamo portarli dalla nostra parte dimostrando grande sacrificio. Questo per me è la chiave, insomma che cercherà anche il tifoso del Barletta. Altrimenti, quando giochi contro una delle migliori difese del campionato non sfondi. E quindi se sei dentro la partita, se ci arrivi bene, perché ti sei preparato bene, secondo me puoi far bene. Questo è. Ci servirà il miglior Barletta, quello che abbiamo visto in tante partite fino ad oggi, non posso riassumere tutto in un tempo, ecco. La squadra ha dimostrato in tante partite di giocar bene, di esser matura, in tante partite poteva far meglio ma ci sta, in un percorso, in un processo di crescita ci sta. Dobbiamo insomma andare a fare la partita, la affrontiamo come tutte le domeniche con grande consapevolezza in noi stessi, ma con grande umiltà, perché la partita presenterà difficoltà, ci siamo preparati. Rispettiamo molto l'avversario perché è un avversario molto forte e ci giochiamo la partita".


In un momento chiave della stagione, il tecnico rilancia l'importanza del dodicesimo uomo in campo: "Beh, allora domani giochiamo in casa davanti ai nostri tifosi e questo per noi è fondamentale. E certo che tutti noi vogliamo vedere lo stadio pieno. È chiaro, l'emozione che abbiamo vissuto col Martina è una cosa incredibile, ma son convinto che i nostri tifosi oggi vogliono dare una mano alla squadra, vogliono sostenere la squadra in questo momento qui, questo momento importante. Son convinto che ci sarà un'affluenza importante del pubblico. E quello che hanno dimostrato oggi i nostri tifosi è che quando loro spingono per gli avversari è veramente difficile giocare. E quindi per noi come squadra, lo dico da allenatore, il loro apporto è fondamentale, è fondamentale perché ci saranno dei momenti difficili in cui avremo bisogno del loro sostegno, ecco. E quindi è chiaro che per noi sarebbe importantissimo vedere la maggiore affluenza, però son convinto che ci saranno i nostri tifosi e son convinto che ci spingeranno al massimo".


Tanti i dubbi di formazione per un Barletta che gode di una rosa ampia, arricchita ora anche dal prezioso rientro di Luca Guadalupe dopo il lungo stop: "No, non ho deciso la formazione. Non l'ho decisa ancora perché questa settimana i ragazzi si sono allenati molto bene, quindi ho dei dubbi. Per il... allora, noi, io almeno, io personalmente da allenatore guardo partita dopo partita. Abbiamo visto da una espulsione di cinque giornate che cambia tutti i piani e quindi noi viviamo alla giornata, ogni domenica può succedere qualcosa, quindi non so quello che succederà nelle partite finali. Abbiamo una rosa a disposizione valida, forte. Ho la fortuna come allenatore di allenare una squadra che mi permette di avere più soluzioni e quindi di partita in partita si vedrà. Sicuramente avere una rosa ampia consente di poter cambiare poi nelle prossime partite, però questo dipenderà molto dalle gare, dipenderà molto dai risultati. Adesso faccio fatica a rispondere oggettivamente".

Sulla condizione specifica di Guadalupe, Paci ha chiosato: "Allora, in questo momento Luca sta bene. Negli allenamenti è a livello con gli altri giocatori. Lui, Luca, viene da un brutto infortunio e quindi insomma per recuperare non è stato facile per lui, però in questo momento è a un buon livello. In questo momento è chiaro che la squadra sta facendo bene, quindi per quanto riguarda il suo rientro, ma anche per quanto riguarda i cambi che ogni domenica faccio, dipende molto dalla partita. Quando è una partita in cui sei in vantaggio, generalmente cerco di fare dei cambi per, insomma, per cercare di gestire quel tipo di risultato. All'opposto, quando siamo in svantaggio, come col Martina, abbiamo finito la partita con cinque attaccanti. E quindi nel suo ruolo è chiaro che per poi iniziare a dargli minutaggio dipenderà anche molto dalla partita come andrà. È un giocatore per noi importante, fondamentale, ha grande qualità Luca, lo sto vedendo in allenamento, lo conoscevo l'anno scorso. Sicuramente sarà un valore aggiunto in quest'ultime partite, però ricordiamo che viene da un brutto infortunio, un infortunio di lungo corso e quindi questi sono momenti molto delicati. Se la partita lo richiede insomma sarà importante dargli minutaggio, sarà importante che Luca entri perché è un giocatore fondamentale per la squadra, quindi dipenderà molto da come andranno le partite".


Incalzato, infine, da una domanda su una sua corsa solitaria effettuata alla fine dell'ultimo allenamento ("un segnale alla squadra?"), mister Paci ha spento ogni retroscena, lanciando un messaggio inequivocabile al suo spogliatoio in vista dello sprint finale: "No, no, non è un segnale per la squadra, è una corsa, è un allenamento che ho fatto a fine allenamento, semplicemente. No, non la squadra... la squadra, che io corra o meno, alla squadra che io corra o meno non deve interessare. La squadra deve essere ferocemente affamata per arrivare al 3 di maggio ed essere ancora prima in classifica. In questo momento siamo orgogliosi del percorso che stanno facendo i ragazzi, ma non abbiamo fatto niente ancora. Non abbiamo vinto niente. Ci vuole grande umiltà. Questo è il momento di stare ancora in silenzio, pedalare a testa bassa, perché è il momento di avere ancora più fame di quella che avevamo qualche partita fa. E quindi, che io corra o che io non corra, non cambia niente. I ragazzi devono essere affamati. È tutto qua".


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