Asmaa Gacem punta a uno stadio da 15.000 posti: «Sognare non costa nulla, perché Prato no?»
Il futuro del calcio pratese passa attraverso una trasformazione radicale delle proprie infrastrutture, un tema che è stato al centro di una partecipazione e accesissima conferenza stampa tenutasi presso lo stadio Lungo Bisenzio. La presidente dell'AC Prato, Asmaa Gacem, ha illustrato con determinazione la propria visione per l'impianto cittadino, delineando un percorso ambizioso che mira a restituire alla città una casa moderna e funzionale.
Il piano d'azione presentato dalla proprietà si articola su tre direttrici fondamentali, partendo da un intervento immediato per elevare la capienza attuale a tremila spettatori. Proprio in queste ore è stata inoltrata ufficialmente la richiesta agli uffici comunali per l'avvio di lavori che prevederanno, tra le altre cose, la chiusura definitiva di via Firenze tramite l'installazione di apposite cancellate di sicurezza.
Questo primo step rappresenta solo l'inizio di una progressione che la presidente spera di poter accelerare già a partire dalla prossima stagione estiva, d'intesa con l'amministrazione. L'idea è quella di superare la soglia dei cinquemila posti, introducendo una curva coperta e una gradinata collegata, arricchendo l'area con palestre, bar e servizi essenziali per la vivibilità quotidiana della struttura.
Tuttavia, il vero cuore della presentazione è stato il progetto per un impianto da quindicimila posti, una struttura pensata esclusivamente per lo sport e lontana dalle logiche della grande distribuzione organizzata. «Non ci saranno centri commerciali perché non è questa la mia idea», ha chiarito la presidente, sottolineando la volontà di creare un tempio del calcio ispirato architettonicamente allo stadio di Marrakech, ma privo della pista di atletica.
La visione di Asmaa Gacem non si limita però solo ai disegni tecnici, ma affonda le radici in una filosofia di crescita che vuole scuotere l'ambiente locale. «Io sono abituata a sognare non ad essere limitata anche perché sognare non costa niente», ha dichiarato con forza, notando come spesso in passato la piazza si sia posta dei freni ingiustificati che hanno rallentato lo sviluppo del club.
Per la proprietà, guardare lontano non è un esercizio di fantasia, ma una necessità strategica per raggiungere traguardi concreti. «Vedere in prospettiva ci permette di avere un punto più lontano per raggiungere quel punto che è l'obiettivo», ha spiegato la Gacem, ricordando come ogni traguardo prefissato fin dal suo arrivo a luglio sia stato puntualmente rispettato nei tempi stabiliti.
Dal punto di vista puramente imprenditoriale, la sfida sarà scegliere tra il potenziamento intermedio e il progetto definitivo, per evitare sprechi di risorse e massimizzare il ritorno degli investimenti. La presidente è stata molto chiara su questo punto: non avrebbe senso investire pesantemente su una capienza ridotta se l'intenzione, nel giro di pochi anni, è quella di puntare ai piani alti del calcio nazionale.
«Se quello da cinquemila-cinquecento posti ci permette di arrivare in Serie B bene, perché io non penso di tenere il Prato in Serie D», ha affermato, ribadendo che il lavoro quotidiano di tutto lo staff è orientato alla risalita verso categorie più consone alla storia della città. La fiducia della presidente nasce dall'osservazione di altre realtà che, partendo dai dilettanti, hanno scalato la piramide fino alla massima serie.
Per quanto riguarda la messa in opera, la fattibilità tecnica non sembra essere un ostacolo insormontabile grazie all'utilizzo di tecnologie costruttive all'avanguardia. I progetti prevedono l'impiego di strutture modulari prefabbricate in ferro e cemento, una soluzione che permetterebbe di completare anche l'impianto più capiente in tempi estremamente rapidi, senza le lungaggini dell'edilizia tradizionale.
«In pochissimi mesi anche l'ultimo progetto che abbiamo visto si può fare in prefabbricato», ha garantito la Gacem, assicurando che la qualità e la solidità del nuovo stadio saranno garantite da tecniche moderne che non prevedono più la posa di ogni singolo mattone. La palla passa ora al confronto con l'amministrazione per decidere quale delle due strade intraprendere per il bene del club e dei suoi sostenitori.