Angiulli carica il Teramo: «Vietato abbattersi, l'Ostiamare è tosta ma vogliamo la vittoria»
Il Teramo si prepara a tornare sul rettangolo di gioco con uno spirito totalmente rinnovato, spinto da una profonda sete di riscatto dopo l'ultimo passaggio a vuoto che ha lasciato l'amaro in bocca a tutto l'ambiente. Federico Angiulli, colonna portante e veterano della squadra, ha analizzato il momento delicato che sta attraversando il gruppo, mettendo in guardia i compagni sulle insidie che attendono i biancorossi nelle prossime settimane di campionato.
Il centrocampista ha ammesso senza mezzi termini che l'ultima uscita stagionale non ha rispecchiato le reali potenzialità della rosa, né dal punto di vista del punteggio finale né per quanto mostrato sul piano della manovra. Tuttavia, il centrocampista invita alla calma e alla razionalità, ricordando come il percorso complessivo compiuto fino a questo momento rimanga di assoluto valore per la categoria.
«Sappiamo che l'ultima partita non è stata assolutamente all'altezza, ma abbiamo fatto finora un percorso ottimo e non dobbiamo assolutamente abbatterci» ha dichiarato il calciatore, sottolineando la necessità di non smarrire la fiducia proprio ora che la stagione entra nel suo vivo. Mancano otto confronti alla conclusione e ogni punto messo in palio peserà come un macigno sulla classifica finale.
L'avversario di turno, l'Ostiamare, viene descritto da Angiulli come una compagine estremamente ostica, ulteriormente potenziata dagli innesti del mercato invernale e decisa a non nascondere le proprie ambizioni di vertice. Per l'esperto mediano si tratta inoltre di una sfida dal sapore particolare, visti i suoi trascorsi con la maglia della squadra laziale, un dettaglio che però non influirà sulla sua determinazione agonistica.
Il centrocampista ha infatti chiarito che, nonostante il legame con il passato, una volta varcato il tunnel degli spogliatoi non ci sarà spazio per i sentimentalismi. «Non ci sono amici quando si scende in campo e cercheremo di vendere cara la pelle» ha ribadito con fermezza, garantendo il massimo impegno per regalare una soddisfazione concreta a una tifoseria che non ha mai smesso di incitare i propri colori.
Il focus si è poi spostato sulla gestione degli errori passati, che secondo il calciatore devono trasformarsi in preziosi insegnamenti per il futuro prossimo. La sconfitta inaspettata dell'ultimo turno viene vista come una dura lezione che ha ricordato a tutti come non sia mai possibile abbassare la guardia o sottovalutare l'avversario, indipendentemente dai valori tecnici che si leggono sulla carta.
Secondo l'analisi del mediano, da qui alla fine del torneo non sono più ammessi passi falsi. La squadra dovrà essere capace di abbinare alla qualità tecnica, che rimane uno dei punti di forza del Teramo, una dose massiccia di caparbietà e agonismo. Solo attraverso un atteggiamento combattivo si potrà scardinare la difesa di un'Ostiamare che si presenterà al Bonolis con l'intento di fare risultato.
Rispetto alla gara disputata nel girone di andata, Angiulli prevede una partita dalle dinamiche completamente differenti. Se all'epoca l'Ostiamare arrivava da una lunga striscia positiva e il Teramo recitava quasi il ruolo di outsider, oggi i rapporti di forza sono cambiati e il fattore campo giocherà un ruolo determinante, grazie anche a una cornice di pubblico che si preannuncia calorosa.
Il calciatore ha speso parole di grande elogio per la piazza di Teramo, definendo le prestazioni dei sostenitori come costantemente eccellenti, a differenza di quanto talvolta mostrato dalla squadra sul terreno di gioco. La reazione composta e l'incitamento continuo ricevuti anche dopo l'ultimo KO sono stati fonte di grande carica per tutto lo spogliatoio biancorosso.
«I tifosi meritano di ricevere una grossa gioia domenica da parte nostra» ha concluso il centrocampista, sintetizzando la volontà di trasformare la rabbia accumulata in energia positiva. L'obiettivo è quello di tornare a gioire insieme al proprio pubblico, riprendendo la marcia verso i traguardi prefissati e dimostrando che il vero volto del Teramo non è quello visto nell'ultima, deludente, apparizione.