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Ancona, 121 anni di "Pelle e Cuore": il manifesto di Polci è la carica per la finale. «Dalla polvere all'altare, siamo una cosa sola»

di Anna Laura Giannini

Ci sono compleanni che si festeggiano con lo champagne e altri che si festeggiano con il sudore e l'adrenalina. L'Ancona spegne 121 candeline, ma non c'è tempo per soffiare: c'è da urlare. Perché questo anniversario cade nel momento più delicato e decisivo della stagione, alla vigilia di quel ritorno di finale di Coppa Italia Serie D contro la Pistoiese che può trasformare un'annata buona in una leggendaria.

La lettera diffusa dal Presidente Massimiliano Polci non va letta come una nota istituzionale da archivio storico. È un manifesto. È un grido di battaglia travestito da celebrazione. È la consapevolezza che la storia, ad Ancona, non è polvere sugli scaffali, ma benzina nel motore dei giocatori.


"Abbiamo conosciuto l'entusiasmo delle promozioni e l'amarezza delle retrocessioni". In queste parole di Polci c'è tutta la schizofrenia emotiva di una piazza che ha toccato il cielo della Serie A e l'inferno dei fallimenti, l'ultimo – dolorosissimo – nel 2023. Ma il presidente tocca il tasto giusto: la resilienza.
L'Ancona non è una squadra che vince per diritto divino, è una squadra che vince perché sa soffrire. Questo è il messaggio che deve arrivare nello spogliatoio prima della sfida contro i toscani. "Ogni maglia sudata ha contribuito a scrivere la nostra storia", scrive il numero uno dorico. Un monito chiaro: chi scende in campo per il trofeo non gioca solo per sé stesso, ma per 121 anni di gente che non ha mai mollato.


Se la concorrenza si sofferma sugli auguri, noi leggiamo tra le righe l'analisi tecnica di una stagione. Polci parla di compattezza. "In campo si vede la voglia di lottare l'uno per l'altro".
È qui la chiave del successo attuale nel Girone F. L'Ancona di quest'anno non è una somma di figurine, è un blocco granitico. Il presidente blinda l'ambiente, certificando un'unione di intenti tra società, squadra e curva che ad Ancona non si vedeva da tempo. L'unità non è retorica, è l'arma tattica che la Pistoiese dovrà temere più degli schemi offensivi.


Infine, il passaggio più toccante. Polci definisce la presenza dei tifosi un "atto d'amore". Non è scontato. In un calcio dove i presidenti spesso vedono i tifosi come clienti, ad Ancona si riconosce loro lo status di custodi della fede.
"Siete rimasti al nostro fianco nei momenti più difficili". Quei momenti sono passati, ora c'è una Coppa da alzare.

I 121 anni sono stati celebrati. Il passato è onorato. Ma come chiude Polci: "Guardiamo al futuro con ambizione". Il futuro inizia al fischio d'inizio del ritorno di Coppa. E con un popolo così alle spalle, 121 anni di storia scenderanno in campo come il dodicesimo uomo.
Buon compleanno, vecchia Ancona. Ora regalati il trofeo.

Questo il testo integrale come diffuso dal club biancorosso:

Abbiamo celebrato un traguardo che non è soltanto una ricorrenza sportiva ma un pezzo di storia della nostra città: 121 anni dalla fondazione dell'Ancona Calcio.

121 anni di passione, sacrifici, rinascite e orgoglio. 121 anni in cui questa maglia ha attraversato epoche, generazioni, categorie e sfide che hanno forgiato il nostro carattere. Dalla polvere dei campi di Serie D fino al palcoscenico più prestigioso del calcio italiano, la Serie A, l'Ancona ha dimostrato che con il lavoro, la determinazione e l'amore per questi colori non esistono limiti invalicabili.

Abbiamo conosciuto l'entusiasmo delle promozioni e l'amarezza delle retrocessioni. Abbiamo vissuto stagioni difficili, momenti in cui sembrava tutto più complicato, ma ogni volta questa società ha saputo rialzarsi. Perché l'Ancona non è soltanto una squadra di calcio: è una comunità. È il riflesso del carattere della nostra città, forte, resiliente, capace di guardare avanti anche quando il vento soffia contro.

Ogni categoria ci ha insegnato qualcosa. Ogni campionato ha lasciato un segno. Ogni maglia sudata ha contribuito a scrivere la nostra storia.

E oggi, guardando all'ultimo anno, possiamo dire con orgoglio che stiamo dimostrando qualcosa che va oltre i risultati: siamo una squadra unita. In campo si vede la compattezza, la voglia di lottare l'uno per l'altro. Fuori dal campo si percepisce un ambiente coeso, dove società, staff tecnico, giocatori e tifosi camminano nella stessa direzione.

L'unità è la nostra forza più grande. È ciò che ci permette di superare le difficoltà, di affrontare ogni partita con coraggio e di rappresentare al meglio questa città. Vedere i nostri ragazzi aiutarsi, sostenersi, non mollare mai, è il segnale più bello che possiamo dare in questo anniversario: la storia ci ha insegnato a non arrenderci, il presente ci sta dimostrando che insieme possiamo costruire un futuro solido.

Ai nostri tifosi voglio dire grazie. Perché in 121 anni siete stati il cuore pulsante dell'Ancona. Avete riempito gli spalti nelle categorie più prestigiose e siete rimasti al nostro fianco nei momenti più difficili. Avete trasformato ogni partita in casa in un atto d'amore verso questi colori.

Ora che abbiamo celebrato il passato, viviamo con orgoglio il presente e guardiamo al futuro con ambizione.

Essere il presidente della SSC Ancona rappresenta un onore e una responsabilità morale verso la Città e i tifosi.

Buon compleanno, Ancona. Che questi 121 anni siano solo una tappa di un cammino ancora lungo, fatto di passione, unità e nuovi traguardi da conquistare insieme.

Forza Ancona!
𝑰𝒍 𝑷𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 della 𝑺𝒔𝒄 𝑨𝒏𝒄𝒐𝒏𝒂
𝘔𝑎𝘴𝑠𝘪𝑚𝘪𝑙𝘪𝑎𝘯𝑜 𝑃𝘰𝑙𝘤𝑖


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