Acireale, Ragonesi respinge le accuse di Bonina: «Mai insultato, lo denunceremo per diffamazione»
La tensione tra Acireale e Nuova Igea Virtus non accenna a placarsi. Dopo le pesanti sanzioni inflitte dal giudice sportivo in seguito al match di domenica e le dichiarazioni rilasciate dal presidente onorario barcellonese Immacolato Bonina, che ha denunciato di aver ricevuto una telefonata piena di insulti da parte del proprietario dell'Acireale, la società etnea ha deciso di rompere il silenzio attraverso le parole del direttore generale Alessandro Ragonesi.
In un'intervista esclusiva rilasciata al sito di Pascal Desiato, Ragonesi ha respinto con fermezza le accuse mosse da Bonina, annunciando l'intenzione di presentare denuncia per diffamazione e anticipando una serie di ricorsi contro i provvedimenti disciplinari che hanno colpito la società.
Il massimo dirigente della Nuova Igea Virtus aveva dichiarato, nel corso di una trasmissione della propria emittente sportiva, di aver ricevuto una chiamata minacciosa nel dopo partita. Accuse che Ragonesi ha definito prive di fondamento: "In realtà, non si può rispondere a qualcosa che non è mai accaduto. Però visto che me lo chiede le rispondo. Il Presidente della Nuova Igea Virtus dice di aver ricevuto una non meglio precisata telefonata minacciosa. Dimostri che questo sia accaduto. Sul suo telefono sarà rimasta traccia di questa telefonata. Se così fosse potrà certamente agire contro chi sostiene l'abbia minacciato. Contrariamente, come abbiamo intenzione di fare noi, si prenderà lui una bella denuncia per diffamazione".
Il direttore generale dell'Acireale non si è limitato a respingere le accuse, ma ha contrattaccato ricordando episodi della gara d'andata: "Visto che mi ha chiesto di parlare di questa vicenda, aggiungo, che lui parla di 'vergogne di Acireale', dove l'unica vergogna realmente accaduta è l'aggressione verbale e con diversi spintoni e calci, subita dal nostro gruppo dirigenti nella partita di andata sugli spalti del D'Alcontres e continuata anche dopo la partita, a cui tra l'altro hanno partecipato dirigenti della loro società".
Il cuore della questione riguarda quanto accaduto durante e dopo la partita di domenica, che ha portato a severe sanzioni da parte del giudice sportivo. Ragonesi non ha nascosto la profonda delusione della società: "Siamo disgustati! Domenica tutti quelli che erano presenti allo stadio hanno assistito a quanto successo durante la gara. I nostri calciatori sono stati provocati, minacciati e discriminati in campo durante tutto il secondo tempo dall'arbitro".
Secondo la ricostruzione del dirigente, l'andamento della gara sarebbe stato condizionato dall'operato del direttore di gara: "Avevamo capito tutti, a un certo punto, che l'arbitro avrebbe fischiato la fine solo dopo che la Nuova Igea avesse raggiunto il pareggio, cosa tra l'altro, che non sarebbe mai avvenuta, se egli non si fosse inventato il calcio di rigore".
Ragonesi ha poi precisato la natura delle proteste: "Ad ogni modo non è tanto il calcio di rigore subito che ci fa rabbia, il calcio è pieno di queste ingiustizie. Semmai come detto prima è l'atteggiamento del direttore di gara, venuto ad Acireale per fare solo danni".
Particolarmente dure le parole del direttore generale riguardo al contenuto del referto arbitrale: "Quanto riportato sul referto arbitrale non è esistito nella realtà. Certamente ci sono stati momenti di forte agitazione dei nostri calciatori, che si sono visti scippare la vittoria. Ma una cosa è sicura: non c'è stata nessuna caccia all'uomo come ha voluto far credere l'arbitro".
Ragonesi ha poi contestato specifici passaggi del documento ufficiale: "Questo signore ha scritto sul referto che c'erano in campo una ventina di persone non identificate riconducibili alla nostra società, senza capire invece che quelle persone che lui aveva attorno erano agenti di polizia che facevano il loro lavoro e lo stavano riaccompagnando nello spogliatoio, in un momento dove i nostri tesserati protestavano veemente nei suoi confronti, senza mai assumere atteggiamento violento".
La società granata non esclude di intraprendere azioni legali anche nei confronti del direttore di gara: "Ad ogni modo stiamo verificando insieme ai nostri legali l'opportunità di proporre reclamo avverso alle decisioni del Giudice Sportivo e non escludiamo di agire legalmente contro questo arbitro".
Ragonesi ha anche replicato ad alcune considerazioni tecniche espresse da Bonina riguardo l'andamento della partita: "Per il resto lui parla di pareggio meritato, perché il nostro portiere è stato il migliore in campo e che se la partita fosse ancora durata l'avrebbero vinta. Certo ognuno di noi ha delle personali percezioni durante le partite, la sua è quella che avrebbe vinto la partita se fosse ancora durata. Bene! Io mi chiedo, quando doveva durare ancora questa partita visto che hanno impiegato 100 minuti per pareggiarla?".
Sul portiere dell'Acireale, il dirigente ha aggiunto con una punta di ironia: "E sul nostro portiere migliore in campo rispondo: il portiere è pagato per fare il suo mestiere, ossia parare, meglio ancora quando una società lo può schierare in campo, senza il patema d'animo di subire successivamente sanzioni. Noi possiamo, altri non lo so".
L'Acireale Calcio ha quindi annunciato una strategia articolata su più fronti: da un lato i ricorsi in sede sportiva per ridurre le sanzioni inflitte dal giudice sportivo, dall'altro azioni legali sia contro Bonina per diffamazione, sia eventualmente contro l'arbitro per quanto riportato nel referto.
La vicenda promette ulteriori sviluppi, con le due società che appaiono sempre più distanti e pronte a portare la questione anche nelle sedi giudiziarie competenti. Una frattura che va ben oltre il campo di gioco e che rischia di alimentare ulteriori polemiche in un campionato già caratterizzato da forti tensioni.