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Acireale, che beffa con l'Igea. Accuse pesanti di Morelli: «Rigore inesistente, serve più rispetto»

di Andrea Villa

Una partita che sembrava ormai archiviata si è trasformata in un incubo sportivo per l'Acireale. Allo stadio Aci e Galatea, i granata hanno dilapidato un vantaggio di tre reti, subendo l'incredibile rimonta della Nuova Igea Virtus che ha completato l'aggancio in pieno recupero, al minuto 101, grazie a un calcio di rigore la cui assegnazione ha scatenato furiose proteste da parte della compagine di casa.

Il risultato finale di 3-3 lascia l'amaro in bocca ai padroni di casa, che avevano dominato larghi tratti dell'incontro portandosi sul 3-0. A segno la doppietta di Falou e la rete di Gagliardi, prestazioni che però non sono bastate per riportare la squadra sul gradino più alto del podio. Il epilogo della sfida è stato segnato dal penalty contestatissimo che Longo ha trasformato, regalando un punto insperato agli ospiti capolista.

La gara ha vissuto momenti di forte tensione, culminati con ben tre espulsioni inflitte alla formazione acese: hanno lasciato anzitempo il terreno di gioco Puglisi, Demoleon e Iuliano. Un pomeriggio da dimenticare per i granata, che vedono così allontanarsi nuovamente la possibilità di tornare al successo.

Al fischio finale, il clima nello spogliatoio dell'Acireale era incandescente. Il direttore dell'area tecnica Cammarata non ha usato mezzi termini nell'esprimere il proprio disappunto davanti ai microfoni dei giornalisti, lanciando accuse gravissime nei confronti della direzione arbitrale.

"Sono deluso e amareggiato. Oggi è stata lesa la credibilità. Un arbitro che ha cominciato a usare toni minacciosi nei nostri confronti durante l'intervallo, promettendoci un'espulsione da lì alla fine della partita. La situazione deve cambiare. Non può venire una persona qualunque e mettersi a fare il fenomeno, qui ad Acireale. Espulsi Puglisi, Demoleon e Iuliano. Questo signore ci ammazza 'calcisticamente'. Mi dispiace per i ragazzi che hanno dato tutto contro la capolista. Primo tempo sontuoso, peccato il gol al 45' che li ha rimessi in gara. Ogni minuto aumentava il recupero, una cosa mai vista. Questa gente va fermata", ha dichiarato il dirigente granata.

Le parole di Cammarata tradiscono una frustrazione profonda, non solo per il risultato sul campo ma soprattutto per la percezione di un trattamento ritenuto ingiusto e lesivo della dignità sportiva del club. Il riferimento all'intervallo è particolarmente significativo: secondo il racconto del direttore tecnico, già durante la pausa il direttore di gara avrebbe assunto atteggiamenti intimidatori verso la squadra di casa.

La contestazione si è fatta ancora più veemente quando Cammarata ha affrontato il tema del recupero concesso e dell'episodio del rigore decisivo. "Oggi non si parla di sport, ma di cattiveria assoluta. Ci faremo sentire dagli organi preposti e chiederemo il rispetto che meritiamo. Non vogliamo regali, ma che non ci prendano in giro: non siamo la cenerentola del girone. Una persona che dice ai giocatori della Nuova Igea Virtus 'state tranquilli che il rigore ve lo do' non può arbitrare", ha tuonato il dirigente.

Quest'ultima affermazione rappresenta il cuore della polemica: Cammarata ha sostanzialmente accusato l'arbitro di aver preannunciato ai calciatori ospiti l'assegnazione del penalty, il che configurerebbe una gravissima irregolarità e una palese mancanza di imparzialità. Si tratta di dichiarazioni pesantissime, che potrebbero avere strascichi importanti nelle prossime settimane e che certamente non passeranno inosservate agli organi della giustizia sportiva.

Il direttore dell'area tecnica ha poi annunciato l'intenzione del club di rivolgersi formalmente alle autorità competenti per denunciare quanto accaduto e ottenere il rispetto che, a suo dire, l'Acireale merita in virtù della propria storia e del proprio ruolo all'interno del campionato.

Al di là delle polemiche, sul piano strettamente agonistico la partita ha offerto uno spettacolo inusuale. L'Acireale aveva costruito una prestazione convincente nel primo tempo, definito dallo stesso Cammarata come "sontuoso", portandosi su un rassicurante 3-0 che sembrava indirizzare definitivamente l'incontro. La rete subita al 45', però, ha riacceso le speranze della Nuova Igea Virtus, capolista del girone e quindi squadra tecnicamente attrezzata per non arrendersi.

Nella ripresa, complice anche l'inferiorità numerica provocata dalle espulsioni, i granata hanno progressivamente perso il controllo della gara. Gli ospiti hanno continuato a spingere fino a trovare il pareggio in extremis, trasformando quella che doveva essere una festa in una disfatta morale per i padroni di casa.

I minuti di recupero concessi sono stati un altro motivo di contestazione: secondo quanto riferito da Cammarata, il tempo aggiuntivo continuava ad aumentare senza apparente giustificazione, prolungando l'agonia di una squadra che aveva dato tutto per resistere all'assalto avversario.

Ora l'Acireale dovrà metabolizzare questa beffa sportiva e cercare di ripartire, ma è evidente che il clima all'interno dell'ambiente granata non sarà sereno. La sensazione di essere stati penalizzati ingiustamente rischia di condizionare il morale del gruppo e di creare ulteriori tensioni in vista dei prossimi impegni.

Le parole di Cammarata lasciano presagire un'azione ufficiale del club, che potrebbe tradursi in esposti o richieste di chiarimento rivolte agli organi federali. Resta da vedere se e come queste proteste troveranno seguito e se emergeranno eventuali elementi a supporto delle gravi accuse formulate dal dirigente granata.

Per la Nuova Igea Virtus, invece, un punto strappato in trasferta che consolida la posizione di capolista, anche se in un clima avvelenato dalle polemiche. La squadra ospite ha dimostrato carattere e qualità tecnica nel rimontare uno svantaggio così pesante, ma il modo in cui è maturato il pareggio rischia di offuscare la prestazione sul piano della regolarità sportiva.

La vicenda si preannuncia destinata a lasciare strascichi, con l'Acireale determinato a far valere le proprie ragioni e a ottenere quella che considera giustizia sportiva dopo una giornata vissuta come un'autentica umiliazione.


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