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Vito Di Bari avvisa il Casarano: «Dobbiamo essere arrabbiati, basta regalare i primi minuti agli avversari»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il Casarano si appresta a vivere una trasferta delicatissima sul campo del Foggia, in un clima reso ancora più rovente dalle ultime vicende extra-calcistiche che hanno stravolto la classifica. La penalizzazione inflitta al Siracusa ha infatti permesso ai rossoneri di abbandonare l'ultima posizione, fornendo una spinta psicologica non indifferente a una piazza già in fermento per il recente cambio di proprietà e una campagna acquisti di assoluto spessore.

Il tecnico biancorosso Vito Di Bari ha analizzato con lucidità il momento dei prossimi avversari, sottolineando come il mercato di gennaio abbia trasformato il Foggia in una squadra di categoria superiore. «Hanno mandato un messaggio forte sul mercato prendendo giocatori molto importanti come Liguori, Tommasini, Cangiano e Brosco, elementi che fino all’anno scorso erano in Serie B o lottavano per vincere il campionato» ha dichiarato il mister, ricordando anche l'impatto del nuovo allenatore, esperto e profondamente legato ai colori rossoneri.

Nonostante il valore dei satanelli, Di Bari ha voluto spostare l'attenzione sulla propria squadra, chiedendo un cambio di rotta drastico soprattutto nell'approccio iniziale alle gare. Il tecnico non ha nascosto il proprio disappunto per un dato statistico preoccupante: nelle ultime quattro partite, il Casarano ha sistematicamente subito gol nei primi otto minuti, costringendo i giocatori a faticose e nervose rimonte che non sempre possono andare a buon fine.

«Ho chiesto alla squadra più attenzione e più voglia in quei minuti iniziali perché poi si va a compromettere una settimana intera di lavoro. La tattica non c’entra nulla, è una questione di cattiveria agonistica» ha ribadito con fermezza l'allenatore delle Vespe. Il rammarico è evidente, soprattutto perché, una volta superato l'handicap iniziale, la squadra esprime un calcio propositivo e di qualità, che però viene spesso vanificato da disattenzioni difensive evitabili.

Il match di domani metterà di fronte le due peggiori difese del girone, un paradosso per due formazioni che vantano attacchi tra i più prolifici della categoria. Di Bari ha ammesso che la natura offensiva del suo Casarano porta inevitabilmente a concedere spazi agli avversari, ma ha insistito sulla necessità di trovare un equilibrio maggiore, specialmente nella gestione delle palle inattive e delle marcature individuali, aspetti su cui lo staff tecnico sta lavorando intensamente.

«Siamo una delle prime squadre per reti realizzate e ci sta che quando vuoi dominare concedi qualcosa, ma dobbiamo essere più accorti. A Cerignola abbiamo preso gol su rigore e punizione laterale, serve più concentrazione nel fare il proprio compito» ha spiegato il mister, evidenziando come la certezza del gioco debba essere accompagnata da una solidità difensiva che ultimamente è venuta a mancare troppo spesso.

La vera nota dolente per il tecnico resta però la situazione dell'infermeria, che continua a tormentare la stagione dei pugliesi. Anche per la sfida del Zaccheria, il Casarano dovrà fare a meno di pedine fondamentali come Lionetti, Giraudo, Maiello, Perez e Pinto, oltre allo squalificato Lulic. Una situazione che impedisce a Di Bari di dare quella continuità di formazione che ritiene fondamentale per la crescita del gruppo.

«Siamo costretti ogni domenica a cambiare gli interpreti per troppi infortuni e casualità. Non è che chi gioca non sia all’altezza, ma la continuità è importante per una squadra» ha confessato con una punta di amarezza l'allenatore, aggiungendo però che non intende cercare alibi e che la rosa a disposizione ha comunque l'obbligo di scendere in campo per imporre la propria identità.

Il desiderio di tornare al successo lontano dalle mura amiche è fortissimo sia nello spogliatoio che tra i tifosi, e la gara di Foggia viene vista come l'occasione ideale per dimostrare di poter competere ad alti livelli nonostante le avversità. Di Bari ha concluso la sua analisi confermando la fiducia nel lavoro quotidiano, convinto che solo attraverso la "rabbia" agonistica e la fedeltà ai propri principi di gioco si possa uscire indenni da uno stadio caldo come quello foggiano.


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