.

«Vincere per noi è un obbligo, ma l'influenza ci ha davvero dimezzati», Raffaele e il retroscena sulla rinascita della Salernitana

di Redazione Notiziario del Calcio

La vittoria di misura ottenuta dalla Salernitana sul difficile terreno dell’Atalanta Under 23 porta con sé una ventata di ottimismo e una profonda analisi da parte di Giuseppe Raffaele. Il tecnico dei campani ha accolto con estremo favore un risultato che pesa come un macigno soprattutto sotto il profilo psicologico, arrivato al termine di una fase della stagione caratterizzata da troppe ombre. Secondo l'allenatore, la squadra ha mostrato una maturità tattica notevole, mantenendo costantemente il controllo delle operazioni e dimostrando una pulizia di gioco che ha soddisfatto lo staff tecnico. Tuttavia, resta il rammarico per non aver archiviato la pratica con maggiore anticipo, una lacuna che Raffaele attribuisce al peso emotivo dei recenti passi falsi: «Abbiamo sempre avuto il pallino del gioco, siamo stati molto ordinati. Dovevamo chiudere prima la partita, ma un po’ di tensione, dovuta alle ultime gare non andate bene, non ce lo ha permesso».

Il focus dell'allenatore si è poi spostato sulla gestione delle risorse umane, respingendo fermamente l'idea di utilizzare le assenze come scusa per eventuali prestazioni opache. Per Raffaele, la priorità resta la valorizzazione di ogni singolo elemento della rosa, indipendentemente dal minutaggio accumulato fino a questo momento. In quest'ottica, ha lodato l'apporto fornito da chi è stato chiamato in causa per sopperire alle emergenze, citando esplicitamente le risposte positive arrivate dai vari interpreti del centrocampo e della difesa. «Non cerco alibi, il mio obiettivo è tirare fuori il massimo da chi va in campo, come Iervolino e De Boer. Ora dobbiamo recuperare gli acciaccati», ha ribadito con forza, ponendo l'accento sulla necessità di ritrovare al più presto la condizione migliore per l'intero organico.

Un passaggio fondamentale della riflessione del mister ha riguardato la natura episodica del calcio e come questa abbia influenzato il cammino della Salernitana nelle ultime settimane. Mettendo a confronto la sfida attuale con quelle passate, il tecnico ha evidenziato come spesso la prestazione non sia coincisa con il bottino raccolto. In particolare, il riferimento è andato alla gara contro il Cosenza, dove i granata avrebbero meritato una sorte diversa. La pressione di una piazza che esige risultati costanti è un fattore con cui Raffaele convive quotidianamente, pur consapevole delle oggettive difficoltà strutturali del momento: «Le partite girano su dettagli e anche contro il Cosenza meritavamo di più. Vincere per noi è un obbligo, ma quando in attacco hai problemi fisici e assenze pesanti diventa tutto più complicato».

Nonostante le criticità del reparto avanzato, la fase difensiva è apparsa finalmente solida e impermeabile, un dato che fa ben sperare per il prosieguo del torneo. La Salernitana attuale vanta 42 punti in classifica, un bottino che Raffaele difende ricordando la natura di un progetto tecnico ancora giovane e soggetto a inevitabili fluttuazioni nel rendimento tra la prima e la seconda parte della stagione. Il tecnico ha spiegato che, dopo un inizio folgorante, la squadra ha pagato dazio nella fase finale del girone d'andata, ma che la solidità mostrata contro l'Atalanta è il segno di un gruppo che sta ritrovando la propria identità: «Non abbiamo concesso praticamente nulla. Stiamo ritrovando l’organico e oggi abbiamo 42 punti: siamo una squadra nuova».

Analizzando più nel dettaglio l'andamento del campionato, Raffaele ha proposto un interessante parallelo tra i risultati ottenuti in casa e quelli fuori, sottolineando quanto sia sottile il filo che separa un trionfo da un pareggio. Ha ricordato con amarezza la mole di gioco prodotta all'Arechi contro il Cosenza, conclusasi con un pari nonostante i sedici tentativi verso la porta avversaria, contrapponendola al cinismo della gara d'andata. L'unico vero neo della stagione, a detta dell'allenatore, rimane la trasferta siciliana, pesantemente condizionata da fattori esterni imprevedibili. «L’unica partita che cancellerei è quella di Siracusa. L’influenza stagionale ci ha davvero dimezzati», ha ammesso il tecnico, ricordando come i problemi di salute abbiano falcidiato la squadra in un momento cruciale.

Infine, l'attenzione si è spostata sui singoli profili del reparto offensivo, con particolare riguardo ai nuovi innesti e ai lungodegenti. Se per Molina c'è fiducia in un inserimento graduale ma efficace, le notizie riguardanti l'infermeria non sono altrettanto rassicuranti. Il tecnico ha espresso preoccupazione per le condizioni di uno dei suoi uomini di punta, confermando che il percorso verso il pieno recupero è ancora in salita e richiederà estrema cautela. «Molina deve lavorare ma ci darà una mano. Per Inglese stiamo valutando il problema con lo staff medico, purtroppo i tempi di recupero non saranno brevi», ha concluso Raffaele, lasciando intendere che la squadra dovrà continuare a stringere i denti e fare affidamento sulla forza del collettivo.


Altre notizie
PUBBLICITÀ