Vigorito a sorpresa: «Mi hanno detto "vattene", ecco la mia risposta per il Benevento»
Il patron del Benevento, Oreste Vigorito, ha scelto i microfoni di Ottogol per un intervento a sorpresa, desideroso di ristabilire un contatto diretto con l'intera piazza giallorossa.
Il primo pensiero del presidente è stato rivolto ai sostenitori, alla città e a tutti coloro che gravitano attorno alla realtà del club, porgendo i propri auguri che non era riuscito a formulare precedentemente a causa di improrogabili impegni lavorativi nel capoluogo campano.
Vigorito ha voluto sottolineare l'importanza del legame profondo con la tifoseria, ringraziando chi invoca compattezza in un momento delicato. Se restare uniti durante i trionfi appare naturale, il numero uno del club ha riconosciuto come il sostegno non sia mai mancato anche nei passaggi più amari.
Secondo il presidente, le recenti contestazioni non sono altro che una manifestazione di forte attaccamento ai colori sociali. Vincere non è mai scontato, specialmente in un torneo definito «infernale», dove i calciatori potrebbero avvertire l'eccessiva pressione derivante dal desiderio di regalare una gioia ai propri fan.
In vista dei prossimi impegni, Vigorito ha garantito la sua costante presenza al fianco del gruppo, rivendicando con orgoglio vent'anni di gestione caratterizzati da una partecipazione totale, sia nelle gare casalinghe che nelle trasferte più complicate e gelide.
«Cercherò di essere vicino alla squadra in questa settimana, come fatto nei miei venti anni di presidenza. La vicinanza è anche farsi sentire, intervenire nel momento opportuno e capire le esigenze» ha dichiarato, ribadendo la sua natura di primo tifoso della Strega.
Proprio questo spirito di sacrificio lo porta spesso a rinunciare ai comfort delle tribune autorità per condividere la sofferenza del campo con i suoi ragazzi, convinto che l'affiatamento nasca dalla condivisione costante delle fatiche, a prescindere dalla distanza geografica.
Uno dei passaggi più significativi ha riguardato la situazione del campionato e il verdetto sul Trapani. Il patron ha espresso sollievo per la mancata esclusione dei siciliani, affermando che una loro estromissione sarebbe stata un’ingiustizia sportiva non tollerabile.
Tuttavia, il focus resta sul rendimento dei giallorossi. «Se dovessimo suicidarci, non potremmo prendercela con nessuno» ha ammonito il presidente, mettendo in guardia la squadra dal rischio di sprecare quanto costruito finora con le proprie mani.
Tornando al rapporto con la critica, Vigorito ha respinto l'idea di essere distante dalla realtà. Ha ricordato con fermezza la promessa fatta al momento della retrocessione: riportare il Benevento in Serie B entro un triennio, un obiettivo inseguito con ogni mezzo e finalmente centrato.
Nonostante il dolore per alcuni attacchi personali ricevuti in passato, il presidente ha interpretato i vecchi inviti ad andarsene come un monito a tornare subito grandi, sottolineando come la sua dedizione sia dimostrata dai fatti e dalla velocità con cui opera sul mercato.
L'invito finale è rivolto ai giovani e alla comunità sannita, nota per la capacità di rialzarsi dopo ogni caduta. «Voglio vedere la gente attorno a me come contro il Catania. Uscire dallo stadio con i bambini che sorridono e la gente che ti dà la pacca sulla spalla è il motivo che mi spinge a investire» ha confessato.
Infine, un commento sui singoli: parole di stima per l'ironia e la serietà di Scognamillo, mentre per il giovane Carfora l'auspicio è quello di una crescita graduale, senza pressioni eccessive, attendendo che il ragazzo maturi pienamente sia come uomo che come atleta.