Vigorito a cuore aperto nel ventennale: «Il Benevento è la mia dimora, grazie per avermi aiutato a rialzarmi»
Il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, ha voluto celebrare un traguardo storico e profondamente simbolico, rivolgendosi direttamente alla piazza con parole cariche di gratitudine e appartenenza. Attraverso un messaggio intenso, il patron ha ripercorso i due decenni trascorsi alla guida del club, sottolineando come questo lungo viaggio non sia stato soltanto una questione di tempo, ma soprattutto di profondità emotiva condivisa con l'intera città.
Per il massimo dirigente giallorosso, questi vent'anni rappresentano un mosaico di istanti unici, dove il calcio si è intrecciato indissolubilmente con la vita privata e con il senso di comunità. «Vent’anni insieme. Attimi separati da spazi in cui le emozioni hanno trovato dimora. La mia dimora si chiama Benevento. Non conta il quanto ma il come: è l’intensità di un rapporto che fa una storia… La nostra storia giallorossa», ha esordito Vigorito nella sua dedica.
Il numero uno della società sannita ha riflettuto sulla propria filosofia di vita, fatta di resilienza e della capacità di affrontare le avversità senza mai darsi per vinto. Ha descritto questo lungo percorso come un cammino non privo di ostacoli, ma caratterizzato dalla forza di reagire a ogni caduta, un principio che ha guidato la sua gestione sportiva e il suo impegno verso i colori della Strega.
«Vent’anni possono apparire lunghi ma mai estenuanti per me che ho vissuto la vita con l’idea di poter cadere ma di dovermi rialzare. L’ho fatto tante volte», ha proseguito il presidente, ricordando come la sua tenacia sia stata messa alla prova in diverse occasioni, sia sul piano agonistico che su quello degli affetti personali, senza però mai intaccare la voglia di proseguire.
Il cuore del messaggio è stato però il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dal popolo sannita. Vigorito ha ammesso con sincerità che, nei periodi più bui, è stato proprio il sostegno della gente a fornirgli la spinta necessaria per non cedere sotto il peso delle difficoltà, trasformando il legame tra presidenza e tifoseria in una rete di supporto reciproco.
«Momenti di dolore personali e calcistici hanno provato a piegarmi ma una, tante mani, le vostre mi hanno aiutato a rialzarmi. E allora anche io vi dico grazie», ha dichiarato con commozione il patron, evidenziando come l'affetto dei sostenitori sia stato la medicina più efficace contro le amarezze che il calcio e la vita possono riservare lungo un arco di tempo così esteso.
La gratitudine del presidente ha abbracciato ogni generazione della tifoseria beneventana, dai più piccoli che rappresentano il futuro del club ai veterani che condividono con lui la saggezza dell'età. È un ringraziamento collettivo che mira a unire ancora di più l'ambiente attorno a una figura che è diventata il pilastro della storia moderna del calcio cittadino.
«Grazie per gli abbracci dei piccoli giallorossi, grazie per l’affetto dei più giovani, grazie per la resistenza di coloro che hanno la mia età… Semplicemente grazie», ha concluso Oreste Vigorito, suggellando così un anniversario che va ben oltre i numeri e le statistiche, confermando un patto d'onore e d'amore che dura ormai da quattro lustri.