Vicenza, affondo di Renzo Rosso: «Meritiamo il salto di categoria, mentre altri club fanno il campionato della parrocchia»
L'emozione dei grandi eventi sportivi internazionali ha fatto tappa nel vicentino, coinvolgendo direttamente il vertice societario del Lane. Renzo Rosso, patron del club biancorosso, ha vissuto una giornata particolare vestendo i panni di tedoforo per le imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina.
A margine della cerimonia, l'imprenditore ha condiviso alcune riflessioni che spaziano dalla sua personale dedizione alla cultura del lavoro fino alla viscerale passione che lo lega ai colori del Vicenza, tracciando un bilancio sull'attuale dimensione della società e sulle prospettive future di un ambiente che freme per traguardi più prestigiosi.
La dedizione di Rosso verso il progetto sportivo non è un mistero e nasce da una disciplina quotidiana ferrea che riflette il suo approccio alla vita e agli affari. L'imprenditore ha infatti ribadito come il suo impegno per il club sia totale e costante, alimentato da una routine che non conosce soste. «Io sono uno sportivo, mi alzo ogni mattina alle cinque e poi vado allo stadio a vedere il Vicenza», ha raccontato, sottolineando come la presenza fisica e l'attenzione ai dettagli siano alla base della sua gestione. Questo legame con il campo e con la struttura societaria rappresenta il motore di un investimento che dura ormai da diversi anni e che mira a consolidare il prestigio del Lane nel panorama calcistico nazionale.
Proprio guardando al valore intrinseco della piazza, il patron non ha usato mezzi termini per descrivere l'eccellenza della struttura che ha contribuito a costruire e il calore di una tifoseria che ritiene superiore alla media della categoria. Per Rosso, il binomio tra la città e la maglia biancorossa ha raggiunto una maturità tale da rendere necessario un avanzamento di livello sportivo. «Il Lane? È da un po’ di anni che siamo qui, c’è una società pazzesca come tifo e città, meritiamo tutti insieme di fare il salto, poi vedo che ci sono squadre che fanno il campionato della parrocchia», ha dichiarato con fermezza, rimarcando una netta differenza di ambizioni e di organizzazione rispetto ad altre realtà che compongono l'attuale scenario agonistico.
Al centro di questo entusiasmo resta, immancabilmente, il rapporto con la base popolare e con i sostenitori. La risposta della gente durante l'evento della torcia olimpica ha confermato quanto il sentimento sportivo sia radicato nel territorio, agendo come una vera e propria ricarica per il numero uno del club. Per il patron, il calore umano è la componente essenziale che giustifica gli sforzi fatti finora e che spinge a guardare oltre le difficoltà. «La gente è quella che mi dà sempre energia per quello che faccio», ha ammesso, evidenziando come la partecipazione collettiva sia il vero carburante dietro ogni sua iniziativa nel mondo del calcio e dell'imprenditoria.
Infine, la riflessione si è allargata al ruolo sociale dello sport in un contesto storico particolarmente complesso. Vedere le strade gremite e percepire un senso di appartenenza così forte ha offerto a Rosso lo spunto per una considerazione più generale sulla capacità aggregativa delle competizioni atletiche. In un periodo segnato da forti incertezze globali, il calcio e le Olimpiadi restano baluardi di coesione. «Stasera ce n’era tantissima, è bello vedere quanto lo sport unisce e fa figo in un mondo di instabilità politica», ha concluso il patron, ribadendo la funzione dello sport come elemento di stabilità e di orgoglio per l'intera comunità vicentina.