Union Brescia, Corini lancia il guanto di sfida: «Non ci adattiamo a chi arriva, serve spirito di squadra»
L'Union Brescia si appresta a vivere un weekend cruciale per il proprio cammino in Serie C, con il tecnico Eugenio Corini che ha fatto il punto della situazione in una conferenza stampa carica di contenuti. Reduce dall'importante successo in rimonta contro l'Arzignano, la squadra si prepara ad accogliere il Trento tra le mura amiche dello stadio Rigamonti. Il clima è di grande concentrazione, nonostante una settimana segnata da imprevisti fisici e dalle inevitabili voci che accompagnano la finestra di mercato invernale.
Il lavoro settimanale è ripartito dall'esame minuzioso di quanto accaduto nell'ultima gara. Corini ha ribadito come ogni partita offra spunti fondamentali per perfezionare il proprio modello di gioco. "Ci siamo concentrati su tutte le fasi del gioco perché ci sono sempre spunti di miglioramento", ha spiegato il tecnico, evidenziando come l'attenzione si sia focalizzata sia sulla fase di possesso che su quella di non possesso. L'obiettivo è rendere automatiche quelle giocate che, se eseguite con il giusto tempismo, garantiscono alla squadra vantaggi tattici decisivi contro avversari che spesso mutano assetto durante il match.
Il vero grattacapo per Corini non arriva però dal mercato, bensì dall'infermeria. Un'ondata influenzale ha colpito duramente lo spogliatoio: Di Francesco è fermo da giorni con febbre alta e non sarà della partita, mentre Armati resta in forte dubbio. Se a questo si aggiungono i lungodegenti che non hanno ancora recuperato, il quadro numerico si fa critico. "Il momento della squadra dal punto di vista numerico mi preoccupa e ci preoccupa", ha ammesso l'allenatore, che può però sorridere per il rientro dalla squalifica del capitano Balestrero. La polivalenza dei singoli diventerà dunque la chiave di volta: Balestrero stesso potrebbe essere impiegato in ruoli diversi per sopperire alle assenze, sfruttando la sua fisicità e personalità in zone nevralgiche del campo.
Il Trento che arriverà al Rigamonti non è certo un cliente facile. Corini ha analizzato con rispetto la marcia dei rivali, reduci da quattro risultati utili consecutivi e capaci di una media punti impressionante nelle ultime dodici giornate. "È una squadra che ha attitudine e caratteristiche, con giocatori di qualità sulle corsie esterne e un Pellegrini in grande spolvero", ha avvertito il mister. La strategia tattica dell'Union Brescia punterà a limitare le fonti di gioco trentine per poi colpire in zone di campo specifiche dove sono state individuate delle fragilità.
Interessante la statistica che vede l'Union Brescia segnare con maggiore frequenza nei secondi tempi e nei minuti di recupero. Corini ha interpretato questo dato come il frutto di una tenuta mentale e atletica superiore, capace di emergere quando la stanchezza riduce la lucidità tattica degli avversari. "Speriamo di poter fare qualche gol in più anche nel primo tempo, ma mantenere questo trend è importante perché negli ultimi minuti si possono costruire grandi cose", ha sottolineato. Vincere in casa, inoltre, resta una priorità assoluta per il tecnico, convinto che il consolidamento del valore interno sia il motore principale per l'autostima del gruppo e per il legame con la tifoseria.
Infine, un passaggio inevitabile sul calciomercato. Corini è stato categorico: non ci saranno nuovi innesti per la sfida contro il Trento. Guardando più avanti, il messaggio inviato ai possibili nuovi acquisti è un monito sulla solidità dello spogliatoio. "Non è che chi è qua si deve adattare a chi arriva, ma è chi arriva che si adatta allo spirito della squadra", ha dichiarato con fermezza. Per l'allenatore, l'equilibrio e l'empatia creati in questi mesi sono valori sacri che non possono essere intaccati da nomi altisonanti se questi non mostreranno totale dedizione alla causa collettiva. "Questa squadra è la mia emozione", ha concluso Corini, ribadendo che la base del successo risiede nella capacità dei suoi ragazzi di essere recettivi e affamati di crescita quotidiana.